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Quelle nozze dove volevano gli elefanti... 

Lucia Aterini
Quelle nozze dove volevano gli elefanti... 

L’amministratore delegato del resort Castelfalfi racconta al Tirreno gli ambiziosi progetti del borgo a cinque stelle. «Presto altri 20 casali, ma quanta burocrazia»

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MONTAIONE. Un posto di lavoro per ogni milione speso. Ecco le cifre: al momento siamo a 200 milioni spesi e occupati e nel 2021 l’investimento sarà completato con traguardo a quota 250. Siamo a Castelfalfi, all’incrocio tra le province di Firenze, Pisa e Siena, dove un tempo c’era il defunto distretto delle cornici e ora c’è una grande azienda, la Toscana resort Castelfalfi, che ha rianimato uno dei luoghi più suggestivi della Toscana, un borgo di origine medievale e di grande fascino. E ha trascinato verso alto l’economia della Valdelsa fiorentina puntando sul turismo, in particolare quello per ricchi. Come trenta anni fa fu la società Hapimag ad esportare sulle colline di Montaione la formula dell’agriturismo, oggi è stata di nuovo una realtà nordeuropea, la tedesca Tui, a portare lavoro e investimenti nel segmento del lusso. La multinazionale (oltre 17 miliardi di fatturato nel 2016 e 20 milioni di clienti nel mondo) ha scelto proprio questo luogo d’incanto per varare poche settimane fa il marchio a cinque stelle.

A gestire quest’operazione è stato Stefan Neuhaus, ceo del resort, 47 anni. Originario di Northeim, un paese della Bassa Sassonia, vanta già un lungo curriculum. Neuhaus ha ricoperto posizioni importanti nelle aziende Kettner Deutschland e Gorz. Nel 2009 è diventato socio di una compagnia, la Kuhl&Partners, specializzata nella ristrutturazione di compagnie di larga scala internazionale. E nel 2012 è stato nominato amministratore delegato della Tenuta di Castelfalfi spa, un progetto che segue, appunto, per conto del colosso Tui.

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Il progetto sul recupero di Castelfalfi, luogo scelto tra l’altro da Roberto Benigni per girare il film su Pinocchio, è partito nel 2007 dopo il naufrago di una precedente gestione turistica.

Al momento, oltre all’hotel a cinque stelle Il Castelfalfi con 120 camere e spa, ha un altro albergo a 4 stelle, due ristoranti (uno ricavato nell’antico castello), un campo da golf a 27 buche (il più grande della Toscana) e piscine aperte al pubblico. Più sono stati venduti casali e appartamenti ristrutturati ed è stata riattivata la coltivazione di olio e vino con la scelta di una produzione biologica. L’area della tenuta si espande complessivamente su 1.100 ettari.

Dottor Neuhaus, perché Tui ha deciso di creare il brand Tui blue selection per il lusso e ha scelto Montaione come apripista dell’operazione?

«In una fase in cui lo sviluppo dei mercati turistici dipende fortemente dalle situazioni geopolitiche, Tui sta cercando di conquistare nuovi spazi. La creazione di un brand per il lusso ha come obiettivo la conquista di un nuovo segmento di mercato con potenziali clienti che amano il top del servizio e che meno di altri hanno accusato le conseguenze della crisi economica. Per Tui la fascia alta rappresenta un segmento nuovo da far crescere in fretta. Il brand Tui blue selection è dedicato a chi ama fare esperienze in destinazioni uniche. E Castelfalfi ha una posizione privilegiata perché è circondato da colline e vicino alle principali città d’arte. A queste bellezze naturali abbiamo affiancato un servizio top class per un’offerta internazionale mantenendo e valorizzando la genuinità del luogo».
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Qual è la provenienza della clientela?

«I nostri mercati di maggior riferimento sono quello del Nord Europa e degli Stati Uniti passando dal continente asiatico che è sempre in crescita. Senza dimenticare il turismo locale che sceglie la tenuta soprattutto per l’offerta della cucina e dei vini».

A Castelfalfi arrivano solo turisti?

«No, stiamo avendo molte richieste anche nel settore dei matrimoni per stranieri»

Ci sono richieste particolari da parte della clientela?

«Un cliente indiano ha celebrato di recente il suo matrimonio a Castelfalfi riempiendo la tenuta di musica e colore. Nella fase di organizzazione della cerimonia nuziale ci aveva chiesto se poteva portare gli elefanti. Ma questo non è stato possibile».

I risultati dei primi mesi di apertura vi soddisfano? In quanto tempo pensate di recuperare quanto investito?

«Siamo soddisfatti di quanto raggiunto e anche fiduciosi rispetto al futuro grazie a tutto il nostro personale che lavora con professionalità e dedizione».


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Nel futuro della Tenuta Castelfalfi quali altri progetti ci sono?

«Abbiamo già speso 200 milioni ed entro il 2021 ne spenderemo altri 50 per completare l’offerta turistica. Dei 25 casali che fanno parte della tenuta ne dobbiamo ristrutturare ancora 13. Dobbiamo realizzare altri sette casali di nuova costruzione (complessivamente saranno undici) vicino al campo da golf. E poi è previsto lo spostamento della strada provinciale fuori dal borgo. L’opera sarà completata a ottobre 2018, si tratta di un intervento complesso perché siamo circondati da colline».

Quindi ci saranno anche altre opportunità di lavoro?

«Al momento abbiamo 200 persone che lavorano nelle strutture, quasi tutte della zona salvo alcune eccezioni. L’obiettivo è di arrivare a 250».

Altri investimenti in Toscana?

«No. Stiamo verificando la fattibilità di alcuni progetti in Puglia, Sicilia e Sardegna puntando sempre alla valorizzazione di luoghi incontaminati».

Investire in Toscana: quali sono gli aspetti positivi e quelli negativi?

«Queste zone hanno le potenzialità altissime e Castelfalfi è un posto unico con radici antiche e natura incontaminata, meta sconosciuta dove non sono stati fatti danni di alcun tipo. E Tui ha riportato in vita il borgo con un approccio non convenzionale. In questo percorso di ripristino la Tenuta ha avuto una proficua collaborazione con la Regione e ha rapporti consolidati con il Comune di Montaione. Ma un investitore internazionale deve avere certezze rispetto alle tempistiche del cronoprogramma. È essenziale indipendentemente dalla dimensione dell’operazione. Abbiamo, invece, trovato una grande complessità negli iter amministrativi per cui su una procedura sono coinvolte tantissime persone. Di conseguenza il percorso diventa lungo, le certezze sull’investimento si perdono e la sua attrazione si blocca. Processi amministrativi più snelli e tempistiche più veloci potrebbero ulteriormente migliorare la ricettività della Toscana rispetto agli investimenti sia italiani che stranieri».

Che cosa pensa del nostro paese? Come si trova a vivere qui?

«L’Italia è uno dei paesi più belli del mondo con moltissime potenzialità in grado di offrire una ricca scelta di destinazioni fra mare, montagna e città d’arte. Sento di essermi integrato e di conoscere bene il modus operandi. Ho sempre tenuto in forte considerazione l’Italia. Per di più ho completato i miei studi di diritto privato all’Università di Bologna».
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di Redazione web