Gioco
Smartic, il brand per la costa tirrenica piace alle associazioni
Presentato il progetto per le aziende di cinque regioni Assenti gli operatori labronici. «Presto incontri mirati»
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LIVORNO. Tutto l’idea ruota attorno al concetto di «viaggiatore consapevole»: il turista che viaggia spendendo poco, con molti interessi, pronto a spostarsi da un luogo all’altro senza troppi problemi. «È la tipologia di turista che dobbiamo cercare per Livorno, che non è una città centrica ma poliedrica, con molte attrazioni diffuse», dice Irene Genovesi, presidente di ViviSanJacopo, una delle associazioni presenti ieri mattina alla Fortezza Vecchia per la presentazione del progetto Smartic. Un progetto ambizioso, che riunisce i territori compresi lungo le coste di Toscana, Sardegna, Liguria, Corsica e il sud-est della Francia, pronto a stanziare circa un milione e mezzo di euro a quelle aziende che saranno ritenute all’altezza. L’intenzione infatti è quella di creare un brand unico, certificato, a garanzia di qualità e sostenibilità. «Per Livorno e la Toscana del Tirreno un'opportunità di crescita preziosa», spiega l’assessore al lavoro e formazione, Cristina Grieco.
Serviranno almeno due anni per riuscire a partire il marchio e a conferirlo a settantacinque aziende, intese dai ristoranti ai musei, dagli alberghi ai parchi. Un’impostazione, quella dello Smartic, che mette a sistema molte realtà private comprese in questa maxi area costiera, in cui Livorno ha un ruolo chiave, dato anche che capofila del progetto è la cooperativa Itinera. «Presto partiremo con incontri mirati insieme agli operatori per portare avanti la mappatura e capire chi può accedervi», spiegano da Itinera, anche perché ieri di operatori non ce n’era neanche uno.
In compenso, erano presenti varie anime dell’associazionismo livornese, interessate a loro volta agli sviluppi di Smartic. «È l’idea di turismo che serve a Livorno - riprende Genovesi - Lo dimostra anche il recente prolificare di Bed & Braeakfast. Come quartieri stiamo portando avanti un discorso simile, perché ogni zona della città possa essere valorizzata e accessibile per i visitatori». Anche la cucina può giocare un ruolo chiave in questa partita: ne è convinta Fiamma Tofanari, fiduciaria Slow Food Livorno. «Può essere uno dei punti di contatto tra tutti i territori - spiega - In questo senso Livorno può avere un ruolo importante, con le sue peculiarità, in particolare legate alla pesca, per cui stiamo discutendo progetti di sostenibilità». Interessato anche Paola Baroni dell’associazione Liberi Autori. «Vogliamo indire un concorso aperto a vari autori per mettere insieme racconti brevi e poesie da tutte le zone prese in considerazione dal progetto, da accompagnare magari con delle foto - dice - Può essere un modo per promuovere la nostra città». (al.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Serviranno almeno due anni per riuscire a partire il marchio e a conferirlo a settantacinque aziende, intese dai ristoranti ai musei, dagli alberghi ai parchi. Un’impostazione, quella dello Smartic, che mette a sistema molte realtà private comprese in questa maxi area costiera, in cui Livorno ha un ruolo chiave, dato anche che capofila del progetto è la cooperativa Itinera. «Presto partiremo con incontri mirati insieme agli operatori per portare avanti la mappatura e capire chi può accedervi», spiegano da Itinera, anche perché ieri di operatori non ce n’era neanche uno.
In compenso, erano presenti varie anime dell’associazionismo livornese, interessate a loro volta agli sviluppi di Smartic. «È l’idea di turismo che serve a Livorno - riprende Genovesi - Lo dimostra anche il recente prolificare di Bed & Braeakfast. Come quartieri stiamo portando avanti un discorso simile, perché ogni zona della città possa essere valorizzata e accessibile per i visitatori». Anche la cucina può giocare un ruolo chiave in questa partita: ne è convinta Fiamma Tofanari, fiduciaria Slow Food Livorno. «Può essere uno dei punti di contatto tra tutti i territori - spiega - In questo senso Livorno può avere un ruolo importante, con le sue peculiarità, in particolare legate alla pesca, per cui stiamo discutendo progetti di sostenibilità». Interessato anche Paola Baroni dell’associazione Liberi Autori. «Vogliamo indire un concorso aperto a vari autori per mettere insieme racconti brevi e poesie da tutte le zone prese in considerazione dal progetto, da accompagnare magari con delle foto - dice - Può essere un modo per promuovere la nostra città». (al.f.)
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