Il Tirreno

Livorno

«Senza persiane né tende in ufficio come in sauna» 

«Senza persiane né tende in ufficio come in sauna» 

La protesta dei lavoratori comunali di via Marradi: «Temperature di 40 gradi anche l’Asl ha prescritto i ventilatori ma per adesso niente è stato fatto»

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LIVORNO. Negli uffici comunali di via Marradi - nei locali che un tempo ospitavano il Calamandrei - è arrivata anche l’Asl a constatare temperature e condizioni ambientali decisamente borderline. E ormai i lavoratori che si occupano di Ici, Imu, Tosap e Tari, sono costretti a sperare nelle temperature fresche di questi giorni. Ma il ciclone Circe durerà poco e i dipendenti del Comune temono di ritrovarsi nei prossimi giorni a vivere come hanno fatto nell’ultima decade di giugno quando nei loro uffici la temperatura percepita ha raggiunto i 40 gradi e anche le stampanti sono andate in tilt a causa dell'alta temperatura con un messaggio di errore apparso sui display che chiede di climatizzare l'ambiente.

E così 45 dipendenti hanno firmato una petizione affinché l’amministrazione provveda in qualche modo.

«In questi locali, dopo una improvvida ristrutturazione nei primi anni 2000, furono tolte le persiane, nonostante si tratti di un edificio storico - ricorda Riccardo Saller, a nome dei lavoratori di via Marradi -. Ma non sono mai state installate tende se non in alcune stanze, né scurini, né ventilatori a soffitto. E nemmeno zanzariere. Il risultato è una lotta continua contro i piccioni che si intromettono defecando da tutte le parti, su scrivanie e pavimenti, e un caldo umido torrido che fa star male tutti, lavoratori ed utenti».

La protesta va avanti da anni: «Grazie all'Asl siamo riusciti ad avere la promessa di una parte di interventi - continua Saller -: non l'aria condizionata, ma almeno le persiane, i ventilatori a soffitto, una rete anti piccione».

Ma gli interventi non sono mai stati eseguiti: «Dopo aver impedito che i soldi stanziati per il benessere organizzativo e la salute dei lavoratori fossero distratti dalle prescrizioni dell'Asl in favore di ordinaria manutenzione edilizia, ancora non vediamo niente - aggiunge Saller -. E dato che in questi locali da giorni la temperatura percepita si aggira tra i 38 gradi (la mattina) ai 40 (nelle ore di maggior caldo), non ci si meravigli poi se cittadini accusano malesseri e dipendenti sbagliano le pratiche».

Tra l’altro in settimana i settori patrimonio, demanio e servizi tecnici hanno avuto grossi problemi con le stampanti di rete, bloccatesi a causa dell'alta temperatura.

«Vorremo sapere cosa ne pensano il responsabile unico del procedimento, il sindaco, il segretario generale e il dirigente del personale di uffici trasformati in un bagno turco su cui anche l’Asl ha dato indicazioni di intervenire senza però nessuna risposta concreta».

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