Gioco
Nozze al museo, da ottobre il “sì” anche a villa Mimbelli
Matrimoni e unioni civili non più solo nelle stanze del Comune Costo: 500 euro. Belais: il primo passo, apriremo ad altri spazi
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LIVORNO. Per chi ha intenzione di pronunciare il fatidico sì, con la speranza che sia per sempre o almeno felicemente per un po’, la notizia sarà di quelle che non passano inosservate. Perché apre una porta nuova. E forse una lunga strada nuova. Se è vero che l’amministrazione ha intenzione di non fermarsi a questo primo passo e di andare sempre più “fuori dal Comune”. Dal prossimo ottobre, per la prima volta, sarà possibile sposarsi anche nella bella sala degli Specchi di villa Mimbelli, ovvero la storica palazzina che è sede del museo civico Fattori.
Matrimoni e unioni civili. Così le promesse di coppie di uomini, di donne, di uomini e donne, per la prima volta in città – in sede civile – potranno essere pronunciate anche fuori dalle stanze del municipio. Pagando, diciamolo subito, una cifra superiore rispetto a quella richiesta per gli spazi di sempre: 500 euro.
Fino a oggi a Livorno è stato possibile sposarsi solo nella sala cerimonie di Palazzo Civico (il Comune vecchio) e nella saletta dello stato civile (nell’edificio accanto, il Comune nuovo). Da ottobre (considerando che ci si deve prenotare tre mesi prima) sarà possibile farlo, in via sperimentale, anche nella suggestiva sala di villa Mimbelli.
La giunta Nogarin lo ha deciso con la delibera 409 approvata due giorni fa. I livornesi, ma anche chi viene da fuori, per sposarsi o unirsi civilmente in questo nuovo spazio avrà a disposizione il terzo fine settimana di ogni mese, prenotandosi però almeno tre mesi prima, come è richiesto dal nuovo disciplinare. Il sabato e la domenica potranno essere organizzate tre cerimonie al mattino, dalle 10 alle 12, di un’ora ciascuna. Il sabato le porte potranno essere aperte ad altre tre coppie anche nel pomeriggio (dalle 16 alle 18). La struttura potrà ospitare al massimo 70 persone a cerimonia.
Ad aprire questa strada è stato primo fra tutti l’assessore alla cultura, Francesco Belais. «Livorno – ripete – è piena di spazi meravigliosi dove poter fissare nella memoria uno dei giorni più importanti della propria vita. Abbiamo iniziato questo percorso dal luogo più prestigioso che abbiamo, la bellissima sala degli Specchi di villa Mimbelli». «È anche un modo – sottolinea – per visitare il museo, visto che gli invitati potranno accedere liberamente alle altre sale, visitarle, vedere i capolavori della nostra collezione».
Un luogo in più dove sposarsi, al di là della scalinata di piazza Civica, ma anche – è evidente – una nuova fonte di introiti per il Comune. Che potrebbe portare parecchia acqua... Lo dice lo stesso Belais: «Abbiamo fatto questo primo passo non solo per avvicinare i livornesi e chi viene da fuori ai nostri poli culturali, ma anche per mettere a reddito strutture come questa che hanno un bisogno costante di attenzione, manutenzione e cura». Come «servizio aggiuntivo dell’offerta – fa poi sapere – c’è anche la possibilità di organizzare un rinfresco nel parco».
Ma «è solo l’inizio, perché abbiamo intenzione di aprire a questo tipo di cerimonie anche altri luoghi della città». Quali? Per ora sono solo ipotesi, ma lungo la strada, la butta lì Belais, potrebbero esserci «spazi comunali come il Gazebo o lo stadio».
Juna Goti
Matrimoni e unioni civili. Così le promesse di coppie di uomini, di donne, di uomini e donne, per la prima volta in città – in sede civile – potranno essere pronunciate anche fuori dalle stanze del municipio. Pagando, diciamolo subito, una cifra superiore rispetto a quella richiesta per gli spazi di sempre: 500 euro.
Fino a oggi a Livorno è stato possibile sposarsi solo nella sala cerimonie di Palazzo Civico (il Comune vecchio) e nella saletta dello stato civile (nell’edificio accanto, il Comune nuovo). Da ottobre (considerando che ci si deve prenotare tre mesi prima) sarà possibile farlo, in via sperimentale, anche nella suggestiva sala di villa Mimbelli.
La giunta Nogarin lo ha deciso con la delibera 409 approvata due giorni fa. I livornesi, ma anche chi viene da fuori, per sposarsi o unirsi civilmente in questo nuovo spazio avrà a disposizione il terzo fine settimana di ogni mese, prenotandosi però almeno tre mesi prima, come è richiesto dal nuovo disciplinare. Il sabato e la domenica potranno essere organizzate tre cerimonie al mattino, dalle 10 alle 12, di un’ora ciascuna. Il sabato le porte potranno essere aperte ad altre tre coppie anche nel pomeriggio (dalle 16 alle 18). La struttura potrà ospitare al massimo 70 persone a cerimonia.
Ad aprire questa strada è stato primo fra tutti l’assessore alla cultura, Francesco Belais. «Livorno – ripete – è piena di spazi meravigliosi dove poter fissare nella memoria uno dei giorni più importanti della propria vita. Abbiamo iniziato questo percorso dal luogo più prestigioso che abbiamo, la bellissima sala degli Specchi di villa Mimbelli». «È anche un modo – sottolinea – per visitare il museo, visto che gli invitati potranno accedere liberamente alle altre sale, visitarle, vedere i capolavori della nostra collezione».
Un luogo in più dove sposarsi, al di là della scalinata di piazza Civica, ma anche – è evidente – una nuova fonte di introiti per il Comune. Che potrebbe portare parecchia acqua... Lo dice lo stesso Belais: «Abbiamo fatto questo primo passo non solo per avvicinare i livornesi e chi viene da fuori ai nostri poli culturali, ma anche per mettere a reddito strutture come questa che hanno un bisogno costante di attenzione, manutenzione e cura». Come «servizio aggiuntivo dell’offerta – fa poi sapere – c’è anche la possibilità di organizzare un rinfresco nel parco».
Ma «è solo l’inizio, perché abbiamo intenzione di aprire a questo tipo di cerimonie anche altri luoghi della città». Quali? Per ora sono solo ipotesi, ma lungo la strada, la butta lì Belais, potrebbero esserci «spazi comunali come il Gazebo o lo stadio».
Juna Goti
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