Toscana
L’assaggio dal bus piace agli stranieri «Posti bellissimi»
di Alfredo Faetti
In giro sul City Sightseeing con i visitatori La Venezia e Montenero sono i luoghi preferiti
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LIVORNO. Il trailer non riesce mai a racchiudere tutta l’essenza di un film, ma ne regala l’idea, ne svela i momenti chiave, quelli più significativi. Il giro con il City Sightseeing è un po’ la stessa esperienza: un assaggio di quello che Livorno può offrire. «Sono posti bellissimi», dirà Margaret Schmid, austriaca, alla fine del tour. «Non conoscevo Livorno finché non siamo arrivati in Italia, ma è una città che va visitata come Pisa o Firenze».
Anche Il Tirreno ieri è salito a bordo del rosso bus turistico, seguendo i turisti in questo mini-tour livornese. Il punto di ritrovo è in via Cogorano, la prima corsa in programma per le 10. Informazioni facilmente reperibili su internet, dove è possibile acquistare anche il biglietto: 12 euro intero, 6 euro il ridotto, gratis per i bambini sotto i cinque anni. Comunque in molti, i più, si assicurano la gita direttamente all’ufficio turistico accanto al luogo del raduno.
La corsa delle 10 è già al completo, così non resta che organizzarsi per quella delle 11 (ne è in programma anche una terza, alle 12). L’ufficio turistico è assediato dai croceristi, appena scaricati in piazza del Municipio: indiani, francesi ma anche diversi italiani. La maggior parte dei 47 posti a disposizione sul bus - ad un solo piano scoperchiato - sono occupati da tedeschi. L’autista consegna a tutti delle cuffie rosse, spiegando che ad ogni canale corrisponde una traduzione della guida: 2 inglese, 3 francese, 4 tedesco, 5 spagnolo. «E in italiano?» chiede una donna dalle ultime file. «Sull’1 signora» risponde l’autista. E via, partenza.
«Una città poco conosciuta che merita di essere scoperta», dice la voce registrata nelle cuffie mentre la comitiva prende la via della Venezia per arrivare direttamente al mercatino americano, primo vero argomento trattato. Violini e pianoforte scandiscono gli stacchi della registrazione, accompagnando la veduta della Fortezza Nuova, quella Vecchia e l’imbocco del lungomare. I turisti seguono in silenzio le storie di marinai e pirati narrate nelle cuffie, pronti ad alzarsi di scatto quando l’immagine è per loro quella suggestiva. I primi clic partono già dalla Venezia, per poi concentrarsi sulla Fortezza Vecchia o sulla Terrazza Mascagni.
«Guarda che belle, chissà quanto costano?», si chiede per gioco la donna di prima guardando le ville davanti all’Accademia navale. Si chiama Anna Corsigli, suo marito, seduto accanto, Giulio. Vengono da Riccione e se da una parte il mare non è che possa sorprenderli più di tanto, dall’altra rimangono entusiasti delle architetture variegate labroniche. «Sino a questo punto queste ville sono il passaggio che mi è piaciuto di più - dice la signora - Insieme alla Venezia. È un quartiere incantevole. Inoltre, non sapevo che tanti artisti fossero legati a Livorno». Non parla di Modì o Mascagni, ma dei personaggi elencati dalla guida come Boccaccio o George Byron. Forse, neanche i livornesi lo sanno. «Ora però dobbiamo scendere», dice.
Non è la fine del tour, ma è una tappa importante. Il bus è appena arrivato a valle di Montenero: il biglietto vale anche per salire con la funivia fino alla piazza del borgo e quasi tutta la comitiva ne approfitta. A loro posto, sul City Sightseeing sale un gruppo di austriaci. «Fantastic!» risponde Margaret quando le viene chiesto se le è piaciuto il panorama. «È la parte che mi è piaciuta di più, ne è valsa la pena solo per vedere il mare da lassù», dice Elisabeth Ebner, sua connazionale. La visita al monastero e alla piazza affacciata sulla costa è forse la tappa che alla fine riscuoterà il maggior successo, insieme alla Venezia. Sulla strada del rientro, quando il bus s’avventura per le vie del centro urbano, Francesco Mastromanni da Roma lo dice senza esitare. «Mai visto un quartiere così particolare come la Venezia», mentre sua figlia di dieci anni fa sì con la testa. «Questo giro in bus ci è piaciuto molto, adatto per chi come noi è in città per un giorno soltanto. Ti permette di scoprire Livorno, che è molto bella anche se poco conosciuta». Parole che farebbero felice la guida registrata sul bus. Un’ora dopo, al ritorno in via Cogorano, la famiglia Mastromanni prende dritto per la Venezia, pronta a godersi i fossi e le viuzze con più calma, mentre altre cinquanta persone sono pronte a prendere posto sul bus rosso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Anche Il Tirreno ieri è salito a bordo del rosso bus turistico, seguendo i turisti in questo mini-tour livornese. Il punto di ritrovo è in via Cogorano, la prima corsa in programma per le 10. Informazioni facilmente reperibili su internet, dove è possibile acquistare anche il biglietto: 12 euro intero, 6 euro il ridotto, gratis per i bambini sotto i cinque anni. Comunque in molti, i più, si assicurano la gita direttamente all’ufficio turistico accanto al luogo del raduno.
La corsa delle 10 è già al completo, così non resta che organizzarsi per quella delle 11 (ne è in programma anche una terza, alle 12). L’ufficio turistico è assediato dai croceristi, appena scaricati in piazza del Municipio: indiani, francesi ma anche diversi italiani. La maggior parte dei 47 posti a disposizione sul bus - ad un solo piano scoperchiato - sono occupati da tedeschi. L’autista consegna a tutti delle cuffie rosse, spiegando che ad ogni canale corrisponde una traduzione della guida: 2 inglese, 3 francese, 4 tedesco, 5 spagnolo. «E in italiano?» chiede una donna dalle ultime file. «Sull’1 signora» risponde l’autista. E via, partenza.
«Una città poco conosciuta che merita di essere scoperta», dice la voce registrata nelle cuffie mentre la comitiva prende la via della Venezia per arrivare direttamente al mercatino americano, primo vero argomento trattato. Violini e pianoforte scandiscono gli stacchi della registrazione, accompagnando la veduta della Fortezza Nuova, quella Vecchia e l’imbocco del lungomare. I turisti seguono in silenzio le storie di marinai e pirati narrate nelle cuffie, pronti ad alzarsi di scatto quando l’immagine è per loro quella suggestiva. I primi clic partono già dalla Venezia, per poi concentrarsi sulla Fortezza Vecchia o sulla Terrazza Mascagni.
«Guarda che belle, chissà quanto costano?», si chiede per gioco la donna di prima guardando le ville davanti all’Accademia navale. Si chiama Anna Corsigli, suo marito, seduto accanto, Giulio. Vengono da Riccione e se da una parte il mare non è che possa sorprenderli più di tanto, dall’altra rimangono entusiasti delle architetture variegate labroniche. «Sino a questo punto queste ville sono il passaggio che mi è piaciuto di più - dice la signora - Insieme alla Venezia. È un quartiere incantevole. Inoltre, non sapevo che tanti artisti fossero legati a Livorno». Non parla di Modì o Mascagni, ma dei personaggi elencati dalla guida come Boccaccio o George Byron. Forse, neanche i livornesi lo sanno. «Ora però dobbiamo scendere», dice.
Non è la fine del tour, ma è una tappa importante. Il bus è appena arrivato a valle di Montenero: il biglietto vale anche per salire con la funivia fino alla piazza del borgo e quasi tutta la comitiva ne approfitta. A loro posto, sul City Sightseeing sale un gruppo di austriaci. «Fantastic!» risponde Margaret quando le viene chiesto se le è piaciuto il panorama. «È la parte che mi è piaciuta di più, ne è valsa la pena solo per vedere il mare da lassù», dice Elisabeth Ebner, sua connazionale. La visita al monastero e alla piazza affacciata sulla costa è forse la tappa che alla fine riscuoterà il maggior successo, insieme alla Venezia. Sulla strada del rientro, quando il bus s’avventura per le vie del centro urbano, Francesco Mastromanni da Roma lo dice senza esitare. «Mai visto un quartiere così particolare come la Venezia», mentre sua figlia di dieci anni fa sì con la testa. «Questo giro in bus ci è piaciuto molto, adatto per chi come noi è in città per un giorno soltanto. Ti permette di scoprire Livorno, che è molto bella anche se poco conosciuta». Parole che farebbero felice la guida registrata sul bus. Un’ora dopo, al ritorno in via Cogorano, la famiglia Mastromanni prende dritto per la Venezia, pronta a godersi i fossi e le viuzze con più calma, mentre altre cinquanta persone sono pronte a prendere posto sul bus rosso.
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