Gioco
Allarme per il mare: in Toscana cresce l’alga tossica pericolosa per la salute
L’Arpat avverte: concentrazione alta fra Massa, Pisa e Quercianella; anziani e bambini i soggetti più a rischio
FIRENZE. L’estate è appena cominciata e nel nostro mare è già allarme alga tossica. Ce n’è in grandi quantità nel Comune di Massa davanti alle spiagge dei campeggi (154mila cellule per litro), nelle acque del litorale di via Crosio a Marina di Massa (56.360) e al largo di Quercianella, a Livorno (31.160). È quanto emerge dalle prime rilevazioni svolte dall’Arpat su quella che nel linguaggio scientifico viene chiamata Ostreopsis Ovata: un micro-organismo che a contatto con la pelle può provocare asma, febbre alta e dermatiti gravi. Le persone più a rischio sono i bambini e gli anziani. Ma se il mare rimarrà calmo e caldo anche nei mesi di luglio e agosto, l’alga potrebbe espandersi su tutto il litorale di Massa e su alcuni tratti di quello pisano.
SI COMINCIA MALE
Il confronto con le rilevazioni fatte lo scorso anno è impietoso. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale, a Massa, nel giugno 2016 segnalava solo 40 cellule di alga tossica per litro e quantitativi molto più bassi sia a Quercianella che nel Pisano. Ma è per il prosieguo dell’estate che c’è più preoccupazione. Soprattutto se la temperatura del mare rimarrà elevata e se non ci saranno libecciate. Le cellule dell’alga tossica, infatti, si moltiplicano a dismisura soprattutto quando l’acqua del mare è calda e stagnante. E non c’è un limite di legge oltre il quale scatta il divieto di balneazione. Spetta solo al sindaco, in quanto massima autorità sanitaria, decidere se impedire alle persone di fare il bagno su segnalazione dell’Asl.
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L’INQUINAMENTO AMBIENTALE
Sulle criticità alle foci di fiumi, fossi e torrenti, su 19 punti monitorati dalla campagna ambientalista di Goletta Verde, ben sette sono giudicati fortemente inquinati. E per Legambiente saltano fuori i “soliti noti”: la foce del torrente Carrione a Marina di Carrara, la foce del torrente Lavello a Partaccia, quella del canale Scolmatore al confine fra Pisa e Livorno e Marina di Salivoli, a Piombino). Ma l’elenco continua: la foce del Gora a Follonica, quella del fosso di Mola a Capoliveri (isola d’Elba) e la spiaggia del Moletto del pesce a Marciana Marina. Ma soprattutto dei sette siti segnalati come fortemente inquinati, solo uno ha la cartellonistica di competenza comunale che indica il divieto di balneazione (alla foce del fiume Gora).
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MARE MONSTRUM
Cattiva depurazione. Rifiuti galleggianti. Illegalità ambientali. È il dossier Mare Monstrum di Legambiente che mette in fila 1.097 infrazioni accertate (il 7% a livello nazionale), 1.286 persone denunciate e arrestate e 182 sequestri effettuati. E la Toscana finisce al settimo posto nella classifica italiana del mare illegale. Altro capitolo: le microplastiche. Nel mare intorno all’isola d’Elba Legambiente ha trovato una quantità quattro volte superiore alla media nazionale e la metà dei rifiuti che si trovano sulle spiagge toscane sono di plastica. «Comuni e Regione facciano di più per difendere il mare toscano», ha commentato il presidente regionale del Cigno Verde, Fausto Ferruzza.
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