Il Tirreno

Livorno

polemica sul convegno organizzato da “sì” 

«L’occupazione in Palestina   è solo uno slogan fazioso»

LIVORNO. Ieri era in programma nell’auditorium del consiglio regionale un convegno dal titolo “1967–2017 Palestina: 50 anni di occupazione militare. È tempo di giustizia e libertà”. A organizzare l’in...

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LIVORNO. Ieri era in programma nell’auditorium del consiglio regionale un convegno dal titolo “1967–2017 Palestina: 50 anni di occupazione militare. È tempo di giustizia e libertà”. A organizzare l’incontro il gruppo di “Sì Toscana a sinistra”.

Il convegno - fin dal titolo - ha destato però una dura reazione da parte delle Associazioni Italia Israele di Firenze e di Livorno, che hanno espresso la propria «indignazione per l’utilizzo dello slogan “50 anni di occupazione militare. È tempo di giustizia e di libertà”».

«Un titolo foriero di una contraffazione della realtà storica e di una faziosa alterazione dei prodromi che portarono alla Guerra dei Sei giorni», commentano Valentino Baldacci e Celeste Vichi, presidenti delle associazioni fiorentina e livornese.

«L’odierna situazione è frutto della Guerra dei Sei Giorni che nasce dalla volontà dei dittatori egiziano e siriano Nasser e Assad di distruggere lo Stato d’Israele e dall’acquiescenza di Re Hussein di Giordania di fronte alle loro minacce», evidenziano Baldacci e Vichi che ricordano poi «la violazione egiziana dell’accordo del marzo 1957 che prevedeva il Sinai smilitarizzato e posto sotto il controllo delle truppe dell’Onu», «il blocco egiziano dello stretto di Tiran che impediva il transito delle navi verso il porto israeliano di Eilat, casus belli previsto dal diritto internazionale», «la volontà araba di ripetere il genocidio del popolo ebraico, come dichiarato il primo giugno 1967 dal Presidente dell’Olp», e ancora la «conferenza del primo settembre 1967 a Khartoum dagli Stati arabi che, di fronte all’offerta israeliana di ritirarsi dai territori occupati in cambio del riconoscimento dello Stato entro confini sicuri, rispose con tre No, al riconoscimento, alle trattative, alla pace di Israele».

Nell’excursus storico le due associazioni ricordano «che quando, dopo decenni di inutili atti di terrorismo, l’Olp si decise a riconoscere l’esistenza dello Stato d’Israele, con gli accordi di Oslo del 1993 Israele lasciò all’Autorità palestinese l’amministrazione delle maggiori città della Cisgiordania e che fu Arafat a rifiutare il piano di pace proposto da Clinton, aprendo una nuova fase del conflitto che non si è ancora chiusa».

«Gli organizzatori del convegno alla conoscenza della storia preferiscono gli slogan urlati - commentano Baldacci e Vichi -. Dispiace che a tale strumentale iniziativa si presti anche l’onorevole Pia Locatelli, esponente del Partito Socialista, erede di una tradizione politico-culturale spesso schierata con le ragioni di Israele».

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