L’alga tossica è ricomparsa a Quercianella
Rilevata dall’ Arpat la presenza di Ostreopsis Ovata oltre i limiti: la balneazione è sconsigliata
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LIVORNO. È ricomparsa sul nostro litorale la “Ostreopsis Ovata”, l’alga tossica e microscopica di importazione (vive nelle zone subtropicali, ma da anni è presente nelle acque del Mediterraneo) che prolifera anche alle nostre latitudini, soprattutto quando le temperature sono più elevate. Le analisi eseguite su un campionamento effettuato martedì scorso da Arpat ai Bagni Paolieri di Quercianella ne hanno infatti evidenziato la presenza oltre i limiti (nella misura di 31.160 cell/L). In soggetti particolarmente predisposti, o chi affetto da malattie respiratorie croniche o da allergie, l’alga può risultare tossica, cioè irritante per le mucose respiratorie e congiuntivali. Sul nostro territorio, sempre a Quercianella, la presenza di Ostreopsis oltre la soglia di attenzione si era registrata nel 2011 e nel 2012.
Già da alcuni anni l’agenzia regionale per la protezione ambientale ha avviato un sistema di sorveglianza con monitoraggi costanti da giugno a settembre nelle aree più a rischio (dei comuni di Massa, Pisa e Livorno), dove si sono registrati superamenti del limite (10.000 cell/L nella colonna d’acqua) previsto dalle linee guida ministeriali come soglia di attenzione.
Visti i risultati, il responsabile dell’area funzionale Igiene e sanità pubblica della Asl di Livorno, ha inviato ieri, una nota al Comune con la quale si informa che, a titolo precauzionale, per prevenire malesseri nei soggetti predisposti, si ritiene opportuno raccomandare ai frequentatori dello stabilimento balneare di non sostare sulla spiaggia e nelle zone immediatamente circostanti e di evitare il contatto diretto con le acque di balneazione, finché le analisi successive, che dovrebbero essere effettuate nei prossimi giorni, non avranno dato esito negativo.
Questa raccomandazione vale soprattutto per le persone che sono affette da malattie respiratorie e da allergie, e per tutti coloro che nei giorni precedenti hanno avvertito in spiaggia sintomi irritativi delle vie respiratorie, lacrimazione, cefalea, nausea, vomito e altri disturbi.
La sintomatologia conseguente all’inalazione dell’aerosol algale si manifesta molto rapidamente (entro 2-3 ore al massimo), e tende comunque a regredire al massimo entro 3 giorni.
Già da alcuni anni l’agenzia regionale per la protezione ambientale ha avviato un sistema di sorveglianza con monitoraggi costanti da giugno a settembre nelle aree più a rischio (dei comuni di Massa, Pisa e Livorno), dove si sono registrati superamenti del limite (10.000 cell/L nella colonna d’acqua) previsto dalle linee guida ministeriali come soglia di attenzione.
Visti i risultati, il responsabile dell’area funzionale Igiene e sanità pubblica della Asl di Livorno, ha inviato ieri, una nota al Comune con la quale si informa che, a titolo precauzionale, per prevenire malesseri nei soggetti predisposti, si ritiene opportuno raccomandare ai frequentatori dello stabilimento balneare di non sostare sulla spiaggia e nelle zone immediatamente circostanti e di evitare il contatto diretto con le acque di balneazione, finché le analisi successive, che dovrebbero essere effettuate nei prossimi giorni, non avranno dato esito negativo.
Questa raccomandazione vale soprattutto per le persone che sono affette da malattie respiratorie e da allergie, e per tutti coloro che nei giorni precedenti hanno avvertito in spiaggia sintomi irritativi delle vie respiratorie, lacrimazione, cefalea, nausea, vomito e altri disturbi.
La sintomatologia conseguente all’inalazione dell’aerosol algale si manifesta molto rapidamente (entro 2-3 ore al massimo), e tende comunque a regredire al massimo entro 3 giorni.
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