Gioco
«Il bacino galleggiante serve ai nostri megayacht»
di Nicolò Cecioni
Poerio (ad di Benetti) rilancia: «Stiamo costruendo tre navi di oltre 100 metri e vogliamo vararle qui. Sviluppando le riparazioni aumenteremo il personale»
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LIVORNO. «Le commesse di yacht ci consentono di guardare al futuro con ottimismo e siamo fiduciosi di poter portare a termine i lavori sulle tre barche in costruzione entro il 2019, così come previsto. Compreso il varo, che dovrà avvenire a Livorno». Vincenzo Poerio, amministratore delegato di Azimut Benetti, è fiducioso. «Il mercato è cambiato - dice - e Livorno si presta bene a questa naturale trasformazione». Lui le chiama barche ma in realtà sono vere e proprie navi: stiamo parlando di panfili da 110 metri di lunghezza e anche più e questo dovrebbe agevolare un passaggio che continua ad essere complesso per Livorno, quello dalle navi mercantili ai giga-yacht. Un cambiamento che dovrebbe rappresentare la svolta anche per tutta la città. Poerio lo sa bene, ed è consapevole che adesso non si può più perdere tempo. «Abbiamo il mondo addosso – aggiunge – e tutti ci stanno guardando. Se la Benetti riuscirà a varare qui i tre giga yacht, e tutto andrà come previsto, vorrà dire che per la città si apriranno possibilità importanti. Stiamo lavorando a buon ritmo e sicuramente questo è un ottimo segnale. Vogliamo rispettare gli impegni che abbiamo programmato, sia per noi che per i clienti». Anche perché portare a La Spezia una barca e vararla lì sarebbe un autogol che Livorno, in questo momento di crisi, non si può permettere. «Purtroppo è già successo di caricare una nave su una chiatta, di portarla a La Spezia per vararla lì. Dobbiamo evitare il ripetersi di questo fatto perché ne va della nostra professionalità e, soprattutto, perché un trasferimento del genere comporta un rilevante aumento dei costi. Varare i tre giga yacht a Livorno è importantissimo sotto tutti i punti di vista».
Senza contare che in città si è creato un certo indotto, una stretta connessione tra cantiere e aziende della zona che deve necessariamente crescere e a migliorare. «Rispetto alle navi mercantili, il nostro è un settore di nicchia ma più remunerativo– spiega ancora Poerio – che perciò può portare grandi vantaggi a tutti. Dunque dobbiamo attrarre investitori e aziende specializzate del territorio». Fondamentale, da questo punto di vista, per l’ad di Benetti è il rapporto con le scuole e gli studenti della zona: «Livorno è una città unica per il suo porto e per le professionalità che offre. Abbiamo stretto accordi con gli istituti nautici toscani per mettere insieme teoria e pratica. È un successo per tutti vedere i nostri ragazzi venire in cantiere a lavorare concludendo un percorso iniziato a scuola».
Nel progetto di Poerio, l’occupazione crescerà e l’azienda Benetti aumenterà i posti di lavoro. Ma per far questo serviranno i bacini adeguati e le banchine consone alla lunghezza degli yacht. «Prima il limite a Livorno era 70 metri, adesso andiamo ben oltre i 100. È importante avere un bacino galleggiante delle giuste dimensioni e banchine adeguate. Non solo per la costruzione delle imbarcazioni, ma soprattutto per i servizi e le attività che forniamo. La costruzione, ovviamente, è importantissima, ma dobbiamo sviluppare la riparazione e il servizio clienti. Per questo abbiamo in previsione un aumento del personale. I picchi di personale dipendono dai carichi di lavoro e dobbiamo saperli gestire».
È per questo che Poerio spera che la gara venga fatta nel più breve tempo possibile. «Ad agosto di due anni fa c’è stato un grosso problema e adesso la volontà di tutti è chiudere quella parentesi e ripartire. La magistratura ha finito le indagini e ha stabilito che si può procedere. Per accelerare le attività adesso serve un accordo. Il nuovo presidente dell’Autorità Portuale si è già dimostrato molto attivo, e sono convinto che la gara si farà al più presto. L’interesse finale dev’essere il bene della città».
Senza contare che in città si è creato un certo indotto, una stretta connessione tra cantiere e aziende della zona che deve necessariamente crescere e a migliorare. «Rispetto alle navi mercantili, il nostro è un settore di nicchia ma più remunerativo– spiega ancora Poerio – che perciò può portare grandi vantaggi a tutti. Dunque dobbiamo attrarre investitori e aziende specializzate del territorio». Fondamentale, da questo punto di vista, per l’ad di Benetti è il rapporto con le scuole e gli studenti della zona: «Livorno è una città unica per il suo porto e per le professionalità che offre. Abbiamo stretto accordi con gli istituti nautici toscani per mettere insieme teoria e pratica. È un successo per tutti vedere i nostri ragazzi venire in cantiere a lavorare concludendo un percorso iniziato a scuola».
Nel progetto di Poerio, l’occupazione crescerà e l’azienda Benetti aumenterà i posti di lavoro. Ma per far questo serviranno i bacini adeguati e le banchine consone alla lunghezza degli yacht. «Prima il limite a Livorno era 70 metri, adesso andiamo ben oltre i 100. È importante avere un bacino galleggiante delle giuste dimensioni e banchine adeguate. Non solo per la costruzione delle imbarcazioni, ma soprattutto per i servizi e le attività che forniamo. La costruzione, ovviamente, è importantissima, ma dobbiamo sviluppare la riparazione e il servizio clienti. Per questo abbiamo in previsione un aumento del personale. I picchi di personale dipendono dai carichi di lavoro e dobbiamo saperli gestire».
È per questo che Poerio spera che la gara venga fatta nel più breve tempo possibile. «Ad agosto di due anni fa c’è stato un grosso problema e adesso la volontà di tutti è chiudere quella parentesi e ripartire. La magistratura ha finito le indagini e ha stabilito che si può procedere. Per accelerare le attività adesso serve un accordo. Il nuovo presidente dell’Autorità Portuale si è già dimostrato molto attivo, e sono convinto che la gara si farà al più presto. L’interesse finale dev’essere il bene della città».
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