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Livorno

«Scorretto non considerarci la casa di Modigliani è qui» 

«Scorretto non considerarci la casa di Modigliani è qui» 

Si apre il dibattito dopo il lancio in Umbria del maxi centro per l’artista  L’assessore alla cultura Belais: «Ci cerchino loro, mi sembra doveroso...»

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LIVORNO. «Come si può parlare di Modigliani e non considerare l’unica città di Italia a cui è davvero legato? Perché il sindaco di Livorno, l’assessore, la stessa casa di Modì non sono stati contattati? Si fa una Casa Modigliani a Spoleto senza neanche dire che qui c’è la casa natale dell’artista. Perché questa reticenza a considerare Livorno...?». Si dice sorpreso Francesco Belais. E reagisce con queste parole al dibattito che si aperto in città dopo che l’istituto Amedeo Modigliani ha deciso di inaugurare a Spoleto “Casa Modigliani”. Obiettivo dichiarato: farne un grande spazio che per i prossimi tre anni sia il centro operativo del comitato organizzatore delle celebrazioni del centenario della morte dell'artista, che ricorre nel 2020.

«Noi, nel piccolo e anche grande che può fare un’amministrazione pubblica – reagisce Belais –, stiamo investendo risorse: ricordo lo spettacolo dello scorso anno, il busto di Modì in piazza Attias...». E subito dopo, riferendosi all’istituto privato: «Mi sembra poco carino che Livorno non sia stata assolutamente considerata, sia sul sito che nella programmazione». Una «scorrettezza», dice, «nei confronti di Modigliani e dei livornesi»: «Mi chiedo perché... un po’ di amarezza c’è». L’assessore sembra farne una questione di forma e di sostanza. «A breve – chiosa – ci sarà il quarantennale della scomparsa di Cangiullo, artista napoletano futurista che ha vissuto gli ultimi vent’anni della sua vita a Livorno: organizzeremo delle cose e avviseremo il Comune di Napoli, mi sembra corretto. Altro esempio: si parla di mettere una targa dove è stato fatto il concerto di Frank Sinatra subito dopo la guerra, lo ha chiesto un’associazione e il gabinetto del sindaco ha mandato una lettera al consolato americano...».

Ma è chiaro che qui, a tre anni dal centenario-evento, c’è in ballo molto più della forma. «Forse lo hanno fatto in buonafede, voglio sperare. Ma resto stupito – ripete Belais – del fatto che in quel sito Livorno non sia menzionata. È la città dove è nato, dove è cresciuto, dove ha mosso le prime pennellate, il suo inizio è qui. Perché un istituto che si propone come così prestigioso, che dice di detenere “tutto” di Modì, prescinde dalla città che gli ha dato i natali, che è legata a doppio filo con lui anche per quello che è accaduto negli anni Ottanta e per mille altri motivi». Ok, ma Livorno e la casa di Spoleto riusciranno a collaborare? «A oggi non abbiamo sentito nessuno», controbatte Belais. Livorno farà il primo passo? «Non lo so, mi farebbe piacere ci cercassero loro, mi sembrerebbe doveroso...».

Juna Goti

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