Gioco
Cuccioli di squalo: parte il monitoraggio nel mare livornese
Nuovo recupero a Castiglioncello, è una piccola verdesca. L’esperto: «Segnalateci gli avvistamenti e rilasciateli»
LIVORNO. Ormai l’avvistamento in sé non fa quasi più notizia. Ormai la presenza di giovani squali al largo delle coste livornesi è un dato di fatto e può essere preso soltanto come una buona notizia. Significa che la popolazione di predatori – che rappresentano una specie protetta – ha trovato in queste acque le condizioni ottimali per prolificare. Esperti a vario titolo stanno lavorando e comparando le varie segnalazioni che sono arrivate nelle ultime settimane, in modo da risalire quali siano i cambiamenti rispetto al recente passato. «L’importante è che, se pescati, vengano subito rilasciati in mare» spiega Fabrizio Serena, coordinatore italiano del progetto Medlem, che si occupa del monitoraggio nel Mediterraneo dei pesci cartilaginei di grandi dimensioni (squali e razze). Monitoraggio che ora interessa anche le acque livornesi, su cui si sta concentrando l’attenzione degli esperti, impegnati a raccogliere tutti gli avvistamenti.
L’ultimo risale a giovedì, quando il giovane Edoardo Monti, neanche quindicenne da Forcoli, è arrivato insieme al nonno al largo di Castiglioncello, a circa due miglia dalla costa del Quercetano. «Siamo usciti per pescare sgombri - racconta il ragazzo - Stavamo pescando usando delle sarde morte come esca, quando ho sentito abboccare». La piccola verdesca ha lottato all’inizio, ma ha ceduto nel giro di pochi minuti, viste anche le sue ridotte condizioni. Si tratta di un esemplare da circa 80 centimetri: molto giovane quindi. Il nonno ha fatto giusto in tempo a scattare una fotografia al nipote prima di liberare lo squaletto e rigettarlo in mare. Ma questo non è stato il primo incontro ravvicinato tra le verdesche e i due pescatori pisani: già il giorno prima, infatti, ne avevano avvistata un’altra attorno alla loro barca. «Qua se ne vedono molte ultimamente», spiegano.
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Ed è qui che si sta concentrando il monitoraggio da parte degli esperti. Se davvero si sia formata una nursery tra le secche di Vada e la Meloria non è ancora certo, ma lo studio prosegue proprio sulla base delle segnalazioni. «Mi raccomando, se capita di pescare un esemplare di squalo rilasciatelo in acqua: sono specie protette da organi internazionali - spiega Serena lanciando un appello ai pescatori - Prima però potreste darci una mano con il nostro studio: prima di lasciarlo in mare, misurate l’esemplare e comunicateci le dimensioni, il sesso, la posizione e il modo con cui è stato recuperato». Per poter fornire questi dati agli esperti, basta collegarsi alla pagina facebook “Gris - Gruppo Ricercatori Italiani sugli Squali”, che appunto raccoglie tutti gli avvistamenti.
«Ormai la presenza di esemplari giovanili lungo la costa è accertata: è lì del resto che si trova la maggior parte del cibo», spiega Serena. E no, il cibo non sono gli esseri umani, che non suscitano il minimo interesse per questi predatori. Sono i branchi di sardine o di altri pesci, semmai. Bene ribadirlo: l’aumento degli squali non è un pericolo, ma solo una buona notizia. Sarebbe bene, quindi, non intralciare questa ripopolazione.
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