Lutto
Ballottaggi, un voto strabico
Si vota pensando al traffico sotto casa, al centro storico da salvaguardare, al turismo come ci piacerebbe che fosse. Si vota per le cose che stanno più a cuore, vicine, che conosciamo
Si vota pensando al traffico sotto casa, al centro storico da salvaguardare, al turismo come ci piacerebbe che fosse. Si vota per le cose che stanno più a cuore, vicine, che conosciamo. Le città in cui viviamo e che amiamo. Ma è un voto strabico. Perché sì, oggi si sceglie il sindaco per i prossimi cinque anni, ma il risultato scrutinato stanotte pesa, eccome pesa, anche fuori dai confini municipali. È già stato così 15 giorni fa. Oggi i ballottaggi coinvolgono 4 milioni 300mila italiani; 205mila solo in Toscana. 111 comuni al voto tra cui Genova, La Spezia, Parma, Padova, L’Aquila. In Toscana Lucca, Pistoia, Carrara. Hai voglia a ripetere che è un voto squisitamente amministrativo; in Italia non c’è test elettorale che non abbia valenza politica. Specie in questa infinita campagna elettorale con un Parlamento in bilico: scadente o scaduto?
In Toscana il Pd, partito egemone, controllava tre municipi su tre. Oggi ha davanti tre insolite e insidiose sfide. A Pistoia un centrodestra a trazione Fratelli d’Italia, insomma una destra-destra, insegue Samuele Bertinelli, il sindaco artefice della Capitale della cultura. A Lucca, storica isola bianca nella rossa Toscana, l’uscente Alessandro Tambellini se la vede con un centrodestra che occhieggia ai fascisti del terzo millennio: qui il candidato di Casa Pound ha toccato il 7,8 per cento. A Carrara i Cinque stelle puntano non solo al palazzo di città ma a un riscatto nazionale; è l’unico grande centro dove partono in testa, per Beppe Grillo e i suoi è occasione ghiotta per riprendersi la scena dopo due settimane di difficoltà.
Qualsiasi sia il risultato della libera scelta degli elettori, i tre appuntamenti toscani ci dicono dunque di una radicalizzazione degli orientamenti dei cittadini, almeno di coloro i quali andranno a votare. Circa la metà, forse, se ne starà a casa. Un’altra forma di radicale insofferenza verso la democrazia partecipata. Chi se ne farà carico? Buona domenica.
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