Gioco
Rischia di annegare, salvata dal bagnino
di Gianni Tacchi
Una bambina di 6 anni si è tuffata nella piscina dei bagni Tirreno senza però riemergere: è in prognosi riservata
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LIVORNO. «Ho sentito le urla della gente, ho visto quella bambina in acqua e mi sono tuffato subito. L’ho presa e portata sul bordo della piscina per soccorrerla: era cianotica, respirava appena e aveva i denti stretti. All’inizio non dava segni di vita, poi sono riuscito ad aprirle la bocca con grande fatica. Ed è a quel punto che ha iniziato a sputare fuori acqua. Io l’ho aiutata facendo la respirazione bocca a bocca, per fortuna si è ripresa piano piano. Sono stati dieci minuti di panico, con le persone che piangevano e non sapevano cosa fare, ma le tecniche di soccorso hanno avuto effetto. Sono sempre scosso da quei momenti, forse non ho ancora realizzato quello che è successo». È successo che Alberto Lenzi, bagnino di 49 anni dei Bagni Tirreno, ha salvato la vita a una bambina livornese di 6 anni che ieri mattina si era tuffata nella piscina dello stabilimento balneare senza riemergere. È rimasta sott’acqua per uno, forse due minuti, prima che i bagnanti se ne accorgessero e lanciassero l’allarme. Lenzi, che era nelle vicinanze e stava analizzando l’acqua della piscina come ogni giorno, è intervenuto subito e l’ha soccorsa prima dell’arrivo dell’ambulanza inviata dal 118 con il medico a bordo.
La bambina – che era andata nello stabilimento balneare sul viale Italia insieme alla nonna, completamente sotto choc durante il soccorso del bagnino – è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione del nostro ospedale. Inizialmente era emersa l’ipotesi di un trasferimento al Meyer di Firenze, vista la gravità della situazione, ma poi le sue condizioni di salute sono migliorate con il passare delle ore: ieri sera la piccola era cosciente, anche se la prognosi resta comunque riservata. «È stata subito intubata perché aveva ancora liquidi nei polmoni – hanno spiegato dal 118 – sicuramente è stato fondamentale il tempestivo intervento del bagnino, che ha applicato correttamente le varie tecniche di rianimazione». E infatti i genitori della bambina, attraverso i gestori dei Bagni Tirreno, l’hanno ringraziato per aver praticamente salvato la vita alla loro figlia.
Lenzi, che ha preso il brevetto da bagnino due anni fa ed è alla seconda stagione estiva agli ex Trotta, ha agito «con freddezza nonostante la tensione e il panico della gente intorno». La bimba, intorno alle 12 di ieri, si era tuffata nella piscina più grande dello stabilimento balneare, non quella collegata allo scivolo che si affaccia anche sulla Terrazza Mascagni. Ed è rimasta troppo sott’acqua per motivi che non sono ancora chiarissimi. «Quando ho sentito le persone gridare – ha aggiunto il 49enne – inizialmente ho pensato a una banale discussione tra ragazzi o genitori, non a una cosa del genere. Ma no, quelle erano urla di disperazione, così non ci ho pensato due volte e sono andato a vedere. La bimba era in acqua, praticamente immobile. Mi sono tuffato e l’ho portata sul bordo della piscina: per aprirle la bocca sono stato costretto a usare la forza, spaccandole purtroppo un dentino, ma in quel momento contava solo e soltanto la sua vita. Dopo la respirazione bocca a bocca, per fortuna non c’è stato bisogno del massaggio cardiaco, anche perché poi sono arrivati i soccorritori con l’ambulanza».
Tanti clienti dello stabilimento balneare, durante quei momenti, hanno pensato subito al peggio. La bimba, infatti, era rimasta sott’acqua per 1-2 minuti e non stava dando alcun segno di vita. Poi, grazie a Lenzi, ha iniziato a sputare l’acqua che aveva ingerito mentre era in piscina. «È la prima volta che mi trovo davanti a una cosa del genere – ha continuato il bagnino – non so come avrei reagito se non fossi riuscito a salvarla: sicuramente mi sarei sentito in colpa, ma non voglio neanche pensarci perché per fortuna è andata bene. Ora mi sento come se avessi una figlia in più, è una sensazione strana che in realtà non riesco a spiegare bene. Faccio il bagnino da neanche due anni e ho capito soprattutto adesso la delicatezza di questo lavoro, spesso sottovalutato dalle persone: un intervento del genere può capitare a qualsiasi ora e nei confronti di qualsiasi persona, bisogna sempre stare attenti e concentrati». E infatti lui, ieri mattina, ha mantenuto una freddezza tale da salvare la vita a una bambina di soli 6 anni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La bambina – che era andata nello stabilimento balneare sul viale Italia insieme alla nonna, completamente sotto choc durante il soccorso del bagnino – è stata ricoverata nel reparto di Rianimazione del nostro ospedale. Inizialmente era emersa l’ipotesi di un trasferimento al Meyer di Firenze, vista la gravità della situazione, ma poi le sue condizioni di salute sono migliorate con il passare delle ore: ieri sera la piccola era cosciente, anche se la prognosi resta comunque riservata. «È stata subito intubata perché aveva ancora liquidi nei polmoni – hanno spiegato dal 118 – sicuramente è stato fondamentale il tempestivo intervento del bagnino, che ha applicato correttamente le varie tecniche di rianimazione». E infatti i genitori della bambina, attraverso i gestori dei Bagni Tirreno, l’hanno ringraziato per aver praticamente salvato la vita alla loro figlia.
Lenzi, che ha preso il brevetto da bagnino due anni fa ed è alla seconda stagione estiva agli ex Trotta, ha agito «con freddezza nonostante la tensione e il panico della gente intorno». La bimba, intorno alle 12 di ieri, si era tuffata nella piscina più grande dello stabilimento balneare, non quella collegata allo scivolo che si affaccia anche sulla Terrazza Mascagni. Ed è rimasta troppo sott’acqua per motivi che non sono ancora chiarissimi. «Quando ho sentito le persone gridare – ha aggiunto il 49enne – inizialmente ho pensato a una banale discussione tra ragazzi o genitori, non a una cosa del genere. Ma no, quelle erano urla di disperazione, così non ci ho pensato due volte e sono andato a vedere. La bimba era in acqua, praticamente immobile. Mi sono tuffato e l’ho portata sul bordo della piscina: per aprirle la bocca sono stato costretto a usare la forza, spaccandole purtroppo un dentino, ma in quel momento contava solo e soltanto la sua vita. Dopo la respirazione bocca a bocca, per fortuna non c’è stato bisogno del massaggio cardiaco, anche perché poi sono arrivati i soccorritori con l’ambulanza».
Tanti clienti dello stabilimento balneare, durante quei momenti, hanno pensato subito al peggio. La bimba, infatti, era rimasta sott’acqua per 1-2 minuti e non stava dando alcun segno di vita. Poi, grazie a Lenzi, ha iniziato a sputare l’acqua che aveva ingerito mentre era in piscina. «È la prima volta che mi trovo davanti a una cosa del genere – ha continuato il bagnino – non so come avrei reagito se non fossi riuscito a salvarla: sicuramente mi sarei sentito in colpa, ma non voglio neanche pensarci perché per fortuna è andata bene. Ora mi sento come se avessi una figlia in più, è una sensazione strana che in realtà non riesco a spiegare bene. Faccio il bagnino da neanche due anni e ho capito soprattutto adesso la delicatezza di questo lavoro, spesso sottovalutato dalle persone: un intervento del genere può capitare a qualsiasi ora e nei confronti di qualsiasi persona, bisogna sempre stare attenti e concentrati». E infatti lui, ieri mattina, ha mantenuto una freddezza tale da salvare la vita a una bambina di soli 6 anni.
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