Gioco
Ricorso al Tar: il Comune non lascia, anzi raddoppia
di Mauro Zucchelli
La giunta Nogarin torna alla carica contro Provinciali: stavolta contesta la convocazione del comitato portuale che prorogherà l’incarico del numero 2
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LIVORNO. Il sindaco Filippo Nogarin non mette in naftalina il ricorso al Tar contro l’altolà che il presidente dell’Authority (che ha in mano il potere formale di nomina) aveva dato nei mesi scorsi all’auto-designazione del primo cittadino pentastellato. E se questo era chiaro già da giovedì pomeriggio, ora c’è un ulteriore salto di qualità nella battaglia campale che contrappone i due Palazzi del Potere: il Comune non lascia, anzi raddoppia.
La trasmissione-cult di Mike Bongiorno non c’entra per niente: stiamo parlando del ricorso-bis, che in realtà tecnicamente si inserisce nell’alveo di quello precedente. Nel mirino stavolta è la convocazione del comitato portuale in agenda per lunedì. Secondo fonti di primissimo piano a Palazzo Civico, l’atto è stato notificato ieri mattina alle parti, da Palazzo Rosciano si replica che non risulta: nel giro di 48 ore vedremo se si tratta di solo di una questione di tempi tecnici, fatto sta che la sostanza politica resta tutta quanta lì sul tavolo come un macigno.
L’ORDINE DEL GIORNO
Uno sgambetto tattico-procedurale tanto per tenere sotto schiaffo la controparte? In realtà, l’attacco del Comune vuol prendere di mira non una qualsiasi riunione del comitato portuale bensì quella che ha all’ordine del giorno solo la proroga dell’incarico al segretario generale Massimo Provinciali, nominato da Giuliano Gallanti come suo braccio destro nel settembre 2011 a dispetto del fuoco incrociato di tanta parte dei potentati economici e politici locali, inclusa buona parte del Pd, poi prorogato all’unanimità prima quand’era commissario Gallanti e poi come uno dei primi atti di Stefano Corsini appena si è messo seduto sulla poltronissima di Palazzo Rosciano (in quest’ultima occasione anche con il voto favorevole del sindaco Nogarin come segnale di apertura al nuovo presidente).
PROVINCIALI NEL MIRINO
Va detto, tuttavia, che non erano mancati stop sia alla scadenza del contratto quadriennale (era stato ipotizzato inizialmente un nuovo contratto di altrettanta durata, poi la proroga si era limitata a qualche mese) sia in uno degli ultimissimi atti di Gallanti (con un provvedimento rimangiato in extremis dopo qualche ora).
Anche il nuovo ricorso al Tar, come dicevamo, fa di Provinciali il bersaglio dell’attacco. Come? Cercando di farne saltare la proroga dell’incarico a scadenza a fine giugno: verrà sottoposta da Corsini al comitato portuale nella riunione di dopodomani.
CONVOCAZIONE IN BIANCO
Al di là delle sottigliezze tecnico-giuridiche, il ricorso-bis del Comune prende di mira – viene fatto rilevare da una fonte qualificata in municipio – quella che viene definita «una convocazione in bianco». In realtà, nell’ordine del giorno, in una seduta in cui non c’è altro che comunicazioni del presidente, approvazione del verbale di due sedute più «varie e eventuali», al quarto punto sta scritto «delibera proroga funzioni segretario generale».
IL GUASTO E IL RESTO
Non basta? No che non basta, dice il Comune: «L’istruttoria dei provvedimenti – viene fatto rilevare – dev’essere messa a disposizione dei membri del comitato portuale 4 giorni prima della riunione e qui nessuno l’ha fatto, c’è una chiara violazione delle prerogative di Palazzo Civico». Stando a uno dei membri del comitato, la documentazione è stata disponibile da ieri sul portale riservato («ci hanno detto che c’era stato un intoppo informatico»).
E l’Authority, cosa ha da rispondere? «A nostro giudizio la convocazione è regolare e la documentazione rilevante è stata messa a disposizione per tempo». Si limita a dire questo e nulla più. Fonti confidenziali in attesa di riscontro, però, segnalano che la proroga è un provvedimento che non ha una particolare istruttoria perché è semplicemente una proposta del presidente e soprattutto perché è – così si esprime la fonte – «una fotocopia di quelle già fatte».
Risulta che per un guasto tecnico non è stato possibile mettere in condivisione su cartella Ftp la “nota di seduta”. È la cosa che sostituisce la bozza di delibera: nel comitato portuale di fine marzo era stato proprio il sindaco, insieme all’ammiraglio Vincenzo Di Marco, a chiedere che non si arrivasse alla seduta con la delibera già istruita (e pressoché pronta) ma che venisse redatta successivamente.
L’ASSESSORE: ORA BASTA
Si passa dalle questioni di tattica giuridica a quelle di politica parlando con l’assessore Francesca Martini (che, diversamente da quanto riferito ieri, non era giovedì in treno con Nogarin ma in quel giorno con lui ha parlato a lungo proprio su questi temi).
«Vogliamo dire basta a queste convocazioni in bianco, basta alle decisioni prese fra pochi e che invece sono di interesse per tutta la collettività. Basta, insomma, a quell’andazzo con cui io o il sindaco ci siamo scontrati nel comitato portuale: tutti già d’accordo, noi chiediamo chiarimenti e ci guardano come fantasmi». Poi rincara: «L’Authority è molto chiusa, noi vogliamo che si apra alla trasparenza: non dimentichiamo che c’è in ballo la Darsena Europa e che ci sono motivi che hanno spinto a prorogare di nuovo il bando. La città non può stare alla finestra aspettando che decidano tutto sopra le nostre teste: se ci sono stati fin qui errori, vanno corretti ma anche riconosciuti come tali».
Il presidente dell’Authority aveva immaginato di disinnescare le mine sul sentiero fra l’uno e l’altro Palazzo annunciando che, nel ricorso al Tar contro l’auto-designazione di Nogarin nel nuovo “consiglio d’amministrazione” dell’Authority, non avrebbe presentato appello al Consiglio e aveva invitato il sindaco a fare altrettanto. Si era forse illuso di poter evidentemente contare sul fatto che Nogarin fosse disposto a imitare il sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, anch’egli M5s, che pur rivendicando le proprie buone ragioni aveva poi nominato Francesco Fortunato, consigliere comunale pentastellato e tecnico portuale, per evitare l’impasse del porto laziale.
MA NOGARIN DICE NO
Nogarin risponde picche: 1) niente fine ostilità «a scatola chiusa», qualsiasi sia l’esito al Tar, anzi si dovranno vedere le motivazioni dei giudici; 2) come segnale di distensione chiede a Corsini di far fuori Provinciali, numero 2 dell’Authority.
Non saremo alla terza guerra mondiale ma l’idea di un armistizio fra i due Palazzi sembra più lontana di un Ufo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La trasmissione-cult di Mike Bongiorno non c’entra per niente: stiamo parlando del ricorso-bis, che in realtà tecnicamente si inserisce nell’alveo di quello precedente. Nel mirino stavolta è la convocazione del comitato portuale in agenda per lunedì. Secondo fonti di primissimo piano a Palazzo Civico, l’atto è stato notificato ieri mattina alle parti, da Palazzo Rosciano si replica che non risulta: nel giro di 48 ore vedremo se si tratta di solo di una questione di tempi tecnici, fatto sta che la sostanza politica resta tutta quanta lì sul tavolo come un macigno.
L’ORDINE DEL GIORNO
Uno sgambetto tattico-procedurale tanto per tenere sotto schiaffo la controparte? In realtà, l’attacco del Comune vuol prendere di mira non una qualsiasi riunione del comitato portuale bensì quella che ha all’ordine del giorno solo la proroga dell’incarico al segretario generale Massimo Provinciali, nominato da Giuliano Gallanti come suo braccio destro nel settembre 2011 a dispetto del fuoco incrociato di tanta parte dei potentati economici e politici locali, inclusa buona parte del Pd, poi prorogato all’unanimità prima quand’era commissario Gallanti e poi come uno dei primi atti di Stefano Corsini appena si è messo seduto sulla poltronissima di Palazzo Rosciano (in quest’ultima occasione anche con il voto favorevole del sindaco Nogarin come segnale di apertura al nuovo presidente).
PROVINCIALI NEL MIRINO
Va detto, tuttavia, che non erano mancati stop sia alla scadenza del contratto quadriennale (era stato ipotizzato inizialmente un nuovo contratto di altrettanta durata, poi la proroga si era limitata a qualche mese) sia in uno degli ultimissimi atti di Gallanti (con un provvedimento rimangiato in extremis dopo qualche ora).
Anche il nuovo ricorso al Tar, come dicevamo, fa di Provinciali il bersaglio dell’attacco. Come? Cercando di farne saltare la proroga dell’incarico a scadenza a fine giugno: verrà sottoposta da Corsini al comitato portuale nella riunione di dopodomani.
CONVOCAZIONE IN BIANCO
Al di là delle sottigliezze tecnico-giuridiche, il ricorso-bis del Comune prende di mira – viene fatto rilevare da una fonte qualificata in municipio – quella che viene definita «una convocazione in bianco». In realtà, nell’ordine del giorno, in una seduta in cui non c’è altro che comunicazioni del presidente, approvazione del verbale di due sedute più «varie e eventuali», al quarto punto sta scritto «delibera proroga funzioni segretario generale».
IL GUASTO E IL RESTO
Non basta? No che non basta, dice il Comune: «L’istruttoria dei provvedimenti – viene fatto rilevare – dev’essere messa a disposizione dei membri del comitato portuale 4 giorni prima della riunione e qui nessuno l’ha fatto, c’è una chiara violazione delle prerogative di Palazzo Civico». Stando a uno dei membri del comitato, la documentazione è stata disponibile da ieri sul portale riservato («ci hanno detto che c’era stato un intoppo informatico»).
E l’Authority, cosa ha da rispondere? «A nostro giudizio la convocazione è regolare e la documentazione rilevante è stata messa a disposizione per tempo». Si limita a dire questo e nulla più. Fonti confidenziali in attesa di riscontro, però, segnalano che la proroga è un provvedimento che non ha una particolare istruttoria perché è semplicemente una proposta del presidente e soprattutto perché è – così si esprime la fonte – «una fotocopia di quelle già fatte».
Risulta che per un guasto tecnico non è stato possibile mettere in condivisione su cartella Ftp la “nota di seduta”. È la cosa che sostituisce la bozza di delibera: nel comitato portuale di fine marzo era stato proprio il sindaco, insieme all’ammiraglio Vincenzo Di Marco, a chiedere che non si arrivasse alla seduta con la delibera già istruita (e pressoché pronta) ma che venisse redatta successivamente.
L’ASSESSORE: ORA BASTA
Si passa dalle questioni di tattica giuridica a quelle di politica parlando con l’assessore Francesca Martini (che, diversamente da quanto riferito ieri, non era giovedì in treno con Nogarin ma in quel giorno con lui ha parlato a lungo proprio su questi temi).
«Vogliamo dire basta a queste convocazioni in bianco, basta alle decisioni prese fra pochi e che invece sono di interesse per tutta la collettività. Basta, insomma, a quell’andazzo con cui io o il sindaco ci siamo scontrati nel comitato portuale: tutti già d’accordo, noi chiediamo chiarimenti e ci guardano come fantasmi». Poi rincara: «L’Authority è molto chiusa, noi vogliamo che si apra alla trasparenza: non dimentichiamo che c’è in ballo la Darsena Europa e che ci sono motivi che hanno spinto a prorogare di nuovo il bando. La città non può stare alla finestra aspettando che decidano tutto sopra le nostre teste: se ci sono stati fin qui errori, vanno corretti ma anche riconosciuti come tali».
Il presidente dell’Authority aveva immaginato di disinnescare le mine sul sentiero fra l’uno e l’altro Palazzo annunciando che, nel ricorso al Tar contro l’auto-designazione di Nogarin nel nuovo “consiglio d’amministrazione” dell’Authority, non avrebbe presentato appello al Consiglio e aveva invitato il sindaco a fare altrettanto. Si era forse illuso di poter evidentemente contare sul fatto che Nogarin fosse disposto a imitare il sindaco di Civitavecchia, Antonio Cozzolino, anch’egli M5s, che pur rivendicando le proprie buone ragioni aveva poi nominato Francesco Fortunato, consigliere comunale pentastellato e tecnico portuale, per evitare l’impasse del porto laziale.
MA NOGARIN DICE NO
Nogarin risponde picche: 1) niente fine ostilità «a scatola chiusa», qualsiasi sia l’esito al Tar, anzi si dovranno vedere le motivazioni dei giudici; 2) come segnale di distensione chiede a Corsini di far fuori Provinciali, numero 2 dell’Authority.
Non saremo alla terza guerra mondiale ma l’idea di un armistizio fra i due Palazzi sembra più lontana di un Ufo.
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