Il Tirreno

Livorno

Rapinano 70enne ma non vanno in carcere 

Rapinano 70enne ma non vanno in carcere 

Due giovani hanno sfilato l’orologio a un uomo: niente arresto perché una è incinta e l’altra è neomamma

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Hanno tentato di raggirare un 70enne con allusioni sessuali nella sala d’attesa di uno studio medico, ma inizialmente lui non è cascato nella truffa, poi però le due giovani sono saltate addosso all’uomo e gli hanno sfilato l’orologio d’oro dal polso. E sono scappate subito per strada, nel tratto del viale Italia compreso tra via dei Funaioli e via Meyer, dove ad aspettarle c’era un’auto con un complice a bordo. Quella macchina in sosta e la fuga dallo studio medico delle due donne, però, non sono passate inosservate a una pattuglia in borghese della polizia, che ha inseguito e poi fermato l’auto con i tre malviventi all’altezza dei Bagni Roma, dove sono intervenute anche altre volanti. Contemporaneamente un’altra pattuglia è stata inviata nella zona dello studio medico, dove i poliziotti hanno raccolto la testimonianza del 70enne.

Nell’auto in cui erano a bordo i tre, «tutti di etnia rom» come spiegato dalla questura, non è stato però trovato l’orologio d’oro Zenith, del valore di migliaia di euro, sfilato all’uomo: probabilmente, durante l’inseguimento lungo il viale Italia, è stato lanciato dal finestrino della macchina insieme ai coriandoli per confondere gli agenti. Il 70enne derubato, comunque, ha riconosciuto e poi denunciato le due giovani, entrambe senza fissa dimora: i reati contestati sono rapina e lesioni personali, ma non sono state arrestate e portate in carcere perché quella di 27 anni ha un figlio di sette giorni e l’altra - 19enne - è incinta da quattro mesi. «Questo prevede il codice di procedura penale», ha detto Salvatore Blasco, il nuovo capo della squadra mobile. Il complice, 20 anni, è stato invece arrestato per concorso in entrambi i reati.

L’episodio si è verificato nel pomeriggio di giovedì, quando i poliziotti in borghese hanno notato l’auto - una Audi - con il 20enne a bordo e osservato poi tutta la scena. La macchina parcheggiata sul viale Italia, infatti, corrispondeva a quella descritta in alcune segnalazioni e denunce di truffe agli anziani dei giorni precedenti, con orologi e portafogli rubati da una banda di malviventi. E infatti sono in corso ulteriori indagini della squadra mobile sui tre rumeni, che potrebbero aver già colpito in città. Sulla loro provenienza, secondo quanto comunicato dalla questura, non ci sono certezze: alcuni indizi portano a Verona, altri in Spagna e altri ancora in Franca.

«Dal mio arrivo - ha aggiunto Blasco - è aumentata l’attività esterna delle pattuglie sul territorio, un aspetto a cui tengo molto e che ritengo davvero importante per la sicurezza dei cittadini. In questo caso le due giovani avevano cercato di abbindolare l’uomo con frasi a sfondo sessuale, poi c’è stata anche una sorta di colluttazione in cui sono riuscite a prendere l’orologio. Le nostre pattuglie, che erano in servizio per il contrasto dei reati contro il patrimonio, sono intervenute in modo efficace, ma comunque sono in corso ulteriori indagini sul caso».

(g.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web