Il Tirreno

Livorno

Gli ambulanti  in marcia per dire no al trasferimento 

di Niccolò Cecioni
Gli ambulanti  in marcia per dire no al trasferimento 

Corteo di protesta degli spuntisti di piazza Garibaldi contro il Comune che vuole spostare i banchi lungo i fossi

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LIVORNO. «Non ho alternative, questo è il mio lavoro. Non possono mandarmi via così». Fabio Prosperi è uno dei 16 ambulanti del mercato di piazza Garibaldi che rischia di dover chiudere. Un mercato che ha più di 50 anni di storia e ha radici profonde nel quartiere, dove italiani e stranieri collaborano per tenere viva l’attività commerciale. Sono 11, infatti, gli italiani che lavorano lì, mentre gli stranieri sono 5, tutti di nazionalità marocchina. «Sui nostri banchi - prosegue Prosperi - si trovano vestiti di seconda mano che sono molto apprezzati dai clienti. Garibaldi è un quartiere popolare e l’usato tira molto».

Per non intralciare il passaggio e per non eclissare le nuove baracchine verdi, da qualche tempo gli ambulanti hanno deciso di fare a turno, con una rotazione quotidiana che consente a tutti di stare aperti. E così ogni mattina nella piazza lavorano solo sei commercianti. «Non diamo fastidio a nessuno. Siamo pronti a trattare con l’amministrazione. Se non vogliono che si arrivi in piazza Garibaldi con i camion, andremo a scaricare da un’altra parte. Non ci sono problemi. Basta che ci lascino aperti». La proposta dell’amministrazione, però, è quella di trasferire i banchi dall’altra parte della strada, tra la spalletta dei fossi e la fine del marciapiede. Ma lì c’è posto solo per 4 banchi. «Lì non c’entriamo tutti. Per di più è una sistemazione pericolosa perché è proprio sulla strada dove sfrecciano le macchine». A sostegno degli ambulanti ieri si è svolta una protesta, organizzata dal sindacato Usb, che ha coinvolto gli ambulanti e i residenti della zona. Sono state raccolte 500 firme che sono state portate in comune con un corteo simbolico partito proprio da piazza Garibaldi. «Ho un banco da 10 anni – ha detto Moutaeakil Rahali, commerciante marocchino – e mi sono sempre trovato benissimo. Tutte le mattine pago i 6 euro di affitto alla polizia municipale che mi rilascia una regolare ricevuta. Succede a tutti, non abbiamo mai avuto problemi. Abbiamo il consenso della piazza, compreso quello dei proprietari delle baracchine nuove. Anche loro hanno firmato perché il mercato resti al proprio posto. Ci siamo disposti in modo da non intralciare il passaggio. Dall’altra parte della strada ci sarebbe posto solo per 4 banchi e avrebbe la precedenza chi ha il banco di proprietà. Sono solo 3. E gli altri come farebbero?».

A fianco degli ambulanti, oltre a Giovanni Ceraolo e ad altri membri del sindacato Usb, anche il consigliere comunale Marco Bruciati (Buongiorno Livorno). «Le alternative alla chiusura ci sono – ha detto Bruciati – si parla di persone che vivono con i pochi soldi che riescono a guadagnare la mattina. Siamo i primi a voler combattere il degrado, ma non lo si può fare sulle spalle della gente. In consiglio comunale ho chiesto che la questione sia portata nella commissione competente in modo da poter discutere politicamente e collettivamente di una scelta che al momento riteniamo assolutamente contestabile».

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