Gioco
Medico di cardiologia muore all’età di 48 anni
Chiara Venturini lavorava all’Utic da 15 anni: lascia il marito e una figlia piccola Stroncata da un male che aveva già battuto tempo fa, oggi i funerali a Pisa
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LIVORNO. Se n’è andata ieri mattina, in silenzio, dopo aver lottato come una leonessa contro un male che non perdona. Che ti leva il fiato e la voglia di vivere.
Ma non a lei, Chiara Venturini, 48 anni, nota cardiologa originaria di Pisa, da 15 anni dirigente medico all’Utic di Livorno.
Lei, donna forte e determinata, quel male l’aveva piegato già una prima volta, non aveva permesso che le cambiasse la vita e i suoi tanti sogni. Compreso il desiderio di diventare mamma, avvenuto sei anni fa con la nascita di una bellissima bambina. Una gioia immensa condivisa con il marito Andrea Papini, sposato nella chiesa di Santa Caterina a Pisa, la stessa che oggi pomeriggio, alle 15, le darà l’ultimo saluto, circondata dai tantissimi amici e colleghi che in questi anni le sono stati vicini e hanno condiviso con lei il calvario.
«Ce la farò, ne sono sicura», ripeteva agli amici. Chiara ha lottato con tutte le forze. Lo ha fatto per la sua bambina, per il marito, e per i suoi genitori, Loriano e Fiorella.
«Chiara era speciale – racconta una amica di infanzia, anch’ella medico, con la voce rotta dal pianto - Ci siamo conosciute alle elementari. Ed è stato subito patos tra di noi. Gli stessi gusti, gli stessi giochi da condividere. Poi, la scuola media ed in infine il liceo classico Galilei di Pisa. Un vero e proprio punto di riferimento per molti ragazzi della nostra generazione. Ed infine la Facoltà di Medicina».
Chiara Venturini si è laureata nel 1996, cinque anni dopo la specializzazione in cardiologia. Il primo incarico a Carrara, per due anni, poi, 15 anni fa, l’assunzione all’ospedale di Livorno: prima come emodinamista, poi a cardiologia e all’Utic, dove in questi anni si è fatta apprezzare dai pazienti e dai colleghi.
«Una persona buona e soprattutto una grande professionista. Dopo la Facoltà di Medicina a Pisa si era specializzata in Cardiologia, la sua passione. I suoi pazienti erano un po’ come i suoi figli. Si prendeva cura di loro. Li consigliava. Entrava nella loro vita piano piano con un unico e solo obiettivo, cercare i risolvere i problemi di salute. Poi, la gioia della gravidanza e la nascita della sua bambina. Ha cercato fino in fondo con tutte le sue forze di restare su questa terra. Perché amava la vita», racconta l’amica.
La notizia della scomparsa della dottoressa Venturini ha destato profondo cordiglio anche all’ospedale di Livorno, dove dal 2002 lavorava come dirigente medico cardiologo. «Da diversi mesi era in aspettativa per motivi di salute - afferma una collega - ma ci sentivamo spesso al telefono. Era un pezzo forte del nostro reparto. E nonostante le terapie era la Chiara di sempre».
Da ieri pomeriggio la salma della dottoressa Venturini è esposta alle cappelline della Pubblica Assistenza di Pisanova.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ma non a lei, Chiara Venturini, 48 anni, nota cardiologa originaria di Pisa, da 15 anni dirigente medico all’Utic di Livorno.
Lei, donna forte e determinata, quel male l’aveva piegato già una prima volta, non aveva permesso che le cambiasse la vita e i suoi tanti sogni. Compreso il desiderio di diventare mamma, avvenuto sei anni fa con la nascita di una bellissima bambina. Una gioia immensa condivisa con il marito Andrea Papini, sposato nella chiesa di Santa Caterina a Pisa, la stessa che oggi pomeriggio, alle 15, le darà l’ultimo saluto, circondata dai tantissimi amici e colleghi che in questi anni le sono stati vicini e hanno condiviso con lei il calvario.
«Ce la farò, ne sono sicura», ripeteva agli amici. Chiara ha lottato con tutte le forze. Lo ha fatto per la sua bambina, per il marito, e per i suoi genitori, Loriano e Fiorella.
«Chiara era speciale – racconta una amica di infanzia, anch’ella medico, con la voce rotta dal pianto - Ci siamo conosciute alle elementari. Ed è stato subito patos tra di noi. Gli stessi gusti, gli stessi giochi da condividere. Poi, la scuola media ed in infine il liceo classico Galilei di Pisa. Un vero e proprio punto di riferimento per molti ragazzi della nostra generazione. Ed infine la Facoltà di Medicina».
Chiara Venturini si è laureata nel 1996, cinque anni dopo la specializzazione in cardiologia. Il primo incarico a Carrara, per due anni, poi, 15 anni fa, l’assunzione all’ospedale di Livorno: prima come emodinamista, poi a cardiologia e all’Utic, dove in questi anni si è fatta apprezzare dai pazienti e dai colleghi.
«Una persona buona e soprattutto una grande professionista. Dopo la Facoltà di Medicina a Pisa si era specializzata in Cardiologia, la sua passione. I suoi pazienti erano un po’ come i suoi figli. Si prendeva cura di loro. Li consigliava. Entrava nella loro vita piano piano con un unico e solo obiettivo, cercare i risolvere i problemi di salute. Poi, la gioia della gravidanza e la nascita della sua bambina. Ha cercato fino in fondo con tutte le sue forze di restare su questa terra. Perché amava la vita», racconta l’amica.
La notizia della scomparsa della dottoressa Venturini ha destato profondo cordiglio anche all’ospedale di Livorno, dove dal 2002 lavorava come dirigente medico cardiologo. «Da diversi mesi era in aspettativa per motivi di salute - afferma una collega - ma ci sentivamo spesso al telefono. Era un pezzo forte del nostro reparto. E nonostante le terapie era la Chiara di sempre».
Da ieri pomeriggio la salma della dottoressa Venturini è esposta alle cappelline della Pubblica Assistenza di Pisanova.
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