Sicurezza
«Senza bacini perdiamo gli yacht»
di Nicolò Cecioni
Allarme di Fiom Cgil e Rsu: i sindacati sollecitano la gara per l’assegnazione
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LIVORNO. Nel 2019 saranno pronti tre «giga-yacht», altri 7 «mega-yacht» sono in costruzione. Ma il rischio è che questi super barconi di grandi armatori siano varati in altre città è alto. A lanciare questo allarme sono la Rsu del cantiere Benetti e la Fiom Cgil. «Il cantiere – ha spiegato Vittorio Milella – in tre anni assumerà 600 persone grazie all'indotto. Sono già in atto corsi di formazione specializzati e rapporti connessi tra scuole superiori e azienda. Arriveremo ad avere 1600 operai con una ricaduta positiva per tutta la città, visto che il 65 per cento provengono da Livorno e circa altre 200 persone sono toscane. Esiste una filiera molto importante in questa zona, che vive grazie all'attività del cantiere. La Benetti ha intenzione di continuare a investire sul territorio, ma servono garanzie e condizioni ben precise. Bisogna sbloccare la problematica dei bacini ed è necessario capire dove varare le navi, altrimenti tutti i nostri sforzi vengono vanificati». Il caso eclatante ha riguardato proprio un “giga-yacht” di 90 metri che è stato allestito a Livorno per poi essere montato su una chiatta, trasferito a La Spezia e varato in Liguria due anni fa. «Quella barca rappresenta un'eccellenza nel settore della nautica, un prodotto che avrebbe potuto garantire a tutta la città una vetrina internazionale. Servono tre anni per costruire uno yacht, ma senza bacini e senza banchine, viene meno la possibilità di lavorare». Da questo punto di vista le parole dell'amministratore delegato Poerio hanno destato qualche preoccupazione tra i sindacati. «Noi – ha aggiunto Simone Puppo della Fiom – dobbiamo limitarci a vigilare la situazione e impedire che accadano ancora altri episodi spiacevoli. Siamo preoccupati per questo immobilismo sulla gara di affidamento dei bacini di riparazione perché il lavoro ci sarebbe e le possibilità non mancano. Ma bisogna attivarci. Anche perché, purtroppo, l'azienda ha bisogno di professionisti specializzati, ma ha difficoltà a reperirli. Noi vogliamo varare a Livorno e realizzare lo scalo di nautica da diporto più importante d'Europa. Non è un'esagerazione. Questo è ciò che è scritto nel piano regolatore, adesso serve che tutti rispettino la legge. Bisogna sciogliere i nodi che tengono in ostaggio la città. Noi non facciamo il tifo per nessuno, tifiamo per Livorno e ci auguriamo che la gara si svolga al meglio». Anche perché le navi che vengono assemblate a Livorno, in realtà, coinvolgono anche i territori limitrofi. «In città il cantiere dà lavoro a tanta gente, ma essendo presenti anche a Piombino e nei cantieri pisani, diamo occupazione anche lì, dove, tra l'altro, il più delle volte il personale e le ditte sono livornesi. Poerio ha lasciato intendere di essere interessato a Civitavecchia. D'altra parte, se non può costruire i giga yacht qui, va dove gli è concesso. Noi dobbiamo sbloccare la situazione e fare rete. Abbiamo incontrato il sindaco Nogarin e si è dimostrato disponibile. Ma ora servono risposte».
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