Gioco
«È con la prevenzione che i cittadini si sentono più sicuri»
Furti in casa: meno 23%. «Il lavoro delle forze dell’ordine è fatto anche di azioni nei quartieri e incontri con gli anziani»
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LIVORNO. Da un lato, i reati in calo secondo le statistiche citate nell’ultima festa annuale dell’Arma (complessivamente meno 7%): «L’attività di prevenzione, in collaborazione con le altre forze di polizia, ha consentito di ridurre i furti in abitazione del 23% e le rapine in abitazione dell’8%». Dall’altro, però, cala anche la sensazione di sicurezza percepita dalla gente: basti pensare all’indagine di Confcommercio nelle varie città del nostro Paese che vede a Livorno fra gli imprenditori la percezione di un peggioramento della sicurezza fra il 38% degli interpellati, con quei sei punti in più rispetto alla media nazionale che indicano come sia finita in frantumi l’idea di esser al riparo dall’attacco dei delinquenti.
Il bollettino statistico dice che anche solo citando le cifre fornite in quella sede i carabinieri hanno arrestato in un anno 286 persone e denunciate ben 1800 in stato di libertà: mica poco se pensiamo che stiamo parlando dell’attività di 12 mesi, in sostanza un denunciato ogni 70 famiglie esistenti.
Di fronte a questi numeri il comandante dei carabinieri, colonnello Alessandro Magro, non si trincera dietro la freddezza delle statistiche: «Lo so bene che la sicurezza è anche un fattore percepito. Ed è per questo che cerchiamo anche di far vedere la nostra presenza per far sentire che lo Stato c’è: mi riferisco al carabiniere di quartiere, mi riferisco al lavoro delle pattuglie».
Ma c’è anche tutto un servizio che non si vede – afferma il colonnello Magro – perché, incrociando i dati e studiando le tendenze dei reati, «magari c’è bisogno di esser in azione in momenti in cui i cittadini sono a letto e in luoghi che non sono sotto gli occhi di tutti». Lo dice ricordando che «la forza dell’Arma sta nella capillarità della presenza: 27 stazioni nei 20 Comuni del territorio livornese, anche in alcune realtà che non hanno un municipio proprio come Stagno e Castiglioncello. A Livorno abbiamo, oltre alla sede di Livorno Centro, le stazioni di Ardenza, Montenero e Porto. Sul territorio provinciale siamo presenti con 4 centrali operative 24 ore su 24 e adesso d’estate metteremo in campo quattro postazioni fisse per ché il territorio si riempie di turisti». L’operatività si traduce nelle statistiche in 23mila pattuglie, 61mila veicoli controllati e quasi 89mila persone identificate.
Però a giudizio del comandante provinciale dei carabinieri la sicurezza nasce da un complesso di fattori: «Non dipende solo dalla repressione dei reati, è molto rilevante la prevenzione: ma questo comporta un concorso di azioni che non riguardano solo le forze di polizia».
Il colonnello Magro invita a tener presente che «l’effetto virtuoso di una azione corale con le varie forze di polizia insieme alle varie istituzioni, sotto il coordinamento della prefettura, può essere la carta vincente per coinvolgere la scuola e le categorie economiche, ad esempio». Una buona illuminazione di alcune zone del territorio e l’installazione di videocamere con la lettura delle targhe aiuta così come è un investimento – aggiunge – il fatto di «andare noi carabinieri nelle scuole o far venire gli studenti da noi in caserma» per parlare di legalità oppure «le decine e decine di incontri che ci hanno visti protagonisti nelle parrocchie e nei circoli per diffondere fra gli anziani gli strumenti di consapevolezza per difendersi dai truffatori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il bollettino statistico dice che anche solo citando le cifre fornite in quella sede i carabinieri hanno arrestato in un anno 286 persone e denunciate ben 1800 in stato di libertà: mica poco se pensiamo che stiamo parlando dell’attività di 12 mesi, in sostanza un denunciato ogni 70 famiglie esistenti.
Di fronte a questi numeri il comandante dei carabinieri, colonnello Alessandro Magro, non si trincera dietro la freddezza delle statistiche: «Lo so bene che la sicurezza è anche un fattore percepito. Ed è per questo che cerchiamo anche di far vedere la nostra presenza per far sentire che lo Stato c’è: mi riferisco al carabiniere di quartiere, mi riferisco al lavoro delle pattuglie».
Ma c’è anche tutto un servizio che non si vede – afferma il colonnello Magro – perché, incrociando i dati e studiando le tendenze dei reati, «magari c’è bisogno di esser in azione in momenti in cui i cittadini sono a letto e in luoghi che non sono sotto gli occhi di tutti». Lo dice ricordando che «la forza dell’Arma sta nella capillarità della presenza: 27 stazioni nei 20 Comuni del territorio livornese, anche in alcune realtà che non hanno un municipio proprio come Stagno e Castiglioncello. A Livorno abbiamo, oltre alla sede di Livorno Centro, le stazioni di Ardenza, Montenero e Porto. Sul territorio provinciale siamo presenti con 4 centrali operative 24 ore su 24 e adesso d’estate metteremo in campo quattro postazioni fisse per ché il territorio si riempie di turisti». L’operatività si traduce nelle statistiche in 23mila pattuglie, 61mila veicoli controllati e quasi 89mila persone identificate.
Però a giudizio del comandante provinciale dei carabinieri la sicurezza nasce da un complesso di fattori: «Non dipende solo dalla repressione dei reati, è molto rilevante la prevenzione: ma questo comporta un concorso di azioni che non riguardano solo le forze di polizia».
Il colonnello Magro invita a tener presente che «l’effetto virtuoso di una azione corale con le varie forze di polizia insieme alle varie istituzioni, sotto il coordinamento della prefettura, può essere la carta vincente per coinvolgere la scuola e le categorie economiche, ad esempio». Una buona illuminazione di alcune zone del territorio e l’installazione di videocamere con la lettura delle targhe aiuta così come è un investimento – aggiunge – il fatto di «andare noi carabinieri nelle scuole o far venire gli studenti da noi in caserma» per parlare di legalità oppure «le decine e decine di incontri che ci hanno visti protagonisti nelle parrocchie e nei circoli per diffondere fra gli anziani gli strumenti di consapevolezza per difendersi dai truffatori».
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