«Docce da sistemare, rischi sanitari dentro il carcere»
di Matteo Scardigli
L’appello di Solimano e Raspanti in visita alle Sughere «Situazione insostenibile, soltanto due educatori»
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LIVORNO. «Servono interventi inderogabili per prevenire patologie e scongiurare crolli». In una conferenza stampa organizzata davanti al carcere, il garante dei detenuti Marco Solimano torna a denunciare la condizione delle docce all’interno della casa circondariale “Le Sughere” citando le parole del comunicato rilasciato dall’Asl il 26 maggio al termine dell’ispezione di routine, ed intima: «Sono inadeguate in termini di decoro e dignità, il provveditorato intervenga senza altre deroghe».
Con lui c’è il consigliere comunale Marco Raspanti (gruppo misto “Futuro!”). Che rilancia: «Si ledono i principi della Costituzione, il sindaco ed il consiglio comunale ne facciano una priorità».
Ma i problemi del carcere livornese non finiscono qui. Piastrelle mancanti o sconnesse, intonaco rigonfio a causa dell’umidità, muschio che cresce sulle pareti, solo due soffioni funzionanti su dieci in totale.
Solimano e Raspanti riscontrano nella loro visita al reparto di media sicurezza, per l’ennesima volta, il degrado nei locali delle docce del padiglione giallo (ex-area di transito).
«La direzione della struttura conosce bene la situazione, il problema è altrove» spiegano i due, che proseguono chiamando nuovamente in causa il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria regionale sul tema della sovrappopolazione contrapposta alla carenza di personale civile: «Al momento nel blocco ci sono 54 detenuti - ma mentre parliamo è un via vai continuo di auto e camionette dei Carabinieri - e spesso si sfora il limite dei due per cella, ma di educatori ce ne sono soltanto due e da soli non ce la fanno a gestire il reinserimento (e molte pratiche amministrative) dei carcerati».
Il clima che si respira è carico di insofferenza, ed il gran caldo di questi giorni rischia solo di peggiorare le cose fino all’esasperazione: «Firenze fa il gioco delle tre carte con la Gorgona - continua Raspanti - lasciando anche la Polizia Penitenziaria nella difficoltà di coprire i turni di guardia alle attività dei detenuti».
Negli ultimi mesi tuttavia all’interno del carcere sono state riaperte entrambe le ali dell’ex-femminile, due sezioni da 24 celle ciascuna con relative docce.
Solimano insiste: «I lavori vanno fatti subito, si possono trovare soluzioni di fortuna purché siano davvero temporanee. Ogni spostamento fuori dall’ordinario può essere motivo di stress sia per la popolazione carceraria che, giocoforza, sui pochi agenti». E Raspanti conclude: «Ci sono problemi anche nel reparto di massima sicurezza, ma i più impellenti sono qui. Presenterò un’integrazione straordinaria al prossimo consiglio comunale di mercoledì 21 perché si faccia un atto condiviso, e se necessario esorterò il sindaco Filippo Nogarin ad intervenire in prima persona per dare maggiore risalto a questa istanza».
A mali estremi, infine, Solimano si dice «pronto ad altre forme di manifestazione più incisive».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Con lui c’è il consigliere comunale Marco Raspanti (gruppo misto “Futuro!”). Che rilancia: «Si ledono i principi della Costituzione, il sindaco ed il consiglio comunale ne facciano una priorità».
Ma i problemi del carcere livornese non finiscono qui. Piastrelle mancanti o sconnesse, intonaco rigonfio a causa dell’umidità, muschio che cresce sulle pareti, solo due soffioni funzionanti su dieci in totale.
Solimano e Raspanti riscontrano nella loro visita al reparto di media sicurezza, per l’ennesima volta, il degrado nei locali delle docce del padiglione giallo (ex-area di transito).
«La direzione della struttura conosce bene la situazione, il problema è altrove» spiegano i due, che proseguono chiamando nuovamente in causa il provveditorato dell'amministrazione penitenziaria regionale sul tema della sovrappopolazione contrapposta alla carenza di personale civile: «Al momento nel blocco ci sono 54 detenuti - ma mentre parliamo è un via vai continuo di auto e camionette dei Carabinieri - e spesso si sfora il limite dei due per cella, ma di educatori ce ne sono soltanto due e da soli non ce la fanno a gestire il reinserimento (e molte pratiche amministrative) dei carcerati».
Il clima che si respira è carico di insofferenza, ed il gran caldo di questi giorni rischia solo di peggiorare le cose fino all’esasperazione: «Firenze fa il gioco delle tre carte con la Gorgona - continua Raspanti - lasciando anche la Polizia Penitenziaria nella difficoltà di coprire i turni di guardia alle attività dei detenuti».
Negli ultimi mesi tuttavia all’interno del carcere sono state riaperte entrambe le ali dell’ex-femminile, due sezioni da 24 celle ciascuna con relative docce.
Solimano insiste: «I lavori vanno fatti subito, si possono trovare soluzioni di fortuna purché siano davvero temporanee. Ogni spostamento fuori dall’ordinario può essere motivo di stress sia per la popolazione carceraria che, giocoforza, sui pochi agenti». E Raspanti conclude: «Ci sono problemi anche nel reparto di massima sicurezza, ma i più impellenti sono qui. Presenterò un’integrazione straordinaria al prossimo consiglio comunale di mercoledì 21 perché si faccia un atto condiviso, e se necessario esorterò il sindaco Filippo Nogarin ad intervenire in prima persona per dare maggiore risalto a questa istanza».
A mali estremi, infine, Solimano si dice «pronto ad altre forme di manifestazione più incisive».
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