Il Tirreno

Livorno

«Venezia squalificato» Ma i vertici del remo smentiscono il comitato 

di Juna Goti

Cantini: «Manomessa la barca, la Coppa va al Borgo» Interviene il Car: «Gara regolare». E diffida gli organizzatori

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LIVORNO. Nel già litigioso mondo dei remi il colpo di scena, come non se ne vedevano da anni, è arrivato a tre giorni dalla cinquantesima edizione della Barontini. Il comitato organizzatore della Risi’atori, dieci giorni dopo la gara, ha deciso di squalificare quattro sezioni nautiche, tra queste anche e soprattutto il Venezia, che ha vinto sul campo la nona edizione consecutiva della Coppa. Lo ha annunciato ieri mattina il presidente Paolo Cantini, seduto accanto a Ferdinando Malacarne e a Silvano Russo: «Il Venezia viene retrocesso dal primo all’ultimo posto per manomissione della barca. Ci riportino coppa e medaglie. La gara va al Borgo, che è arrivato secondo». La stessa squalifica è stata annunciata per Salviano, San Jacopo e Ardenza, sempre per problemi di altezza dei seggiolini dei gozzi. Ma i colpi di scena non finiscono qui: nel pomeriggio è stato direttamente il Car (il “parlamentino” delle gare remiere) a riunirsi d’urgenza e a controbattere che la gara si è svolta «in modo del tutto regolare». Diffidando, anzi, il comitato della Risi’atori. Insomma, niente squalifiche.



Cantini: riportateci le medaglie

«Non parliamo come Borgo, ma come comitato organizzatore della Risi’atori», dice subito di fronte ai giornalisti Cantini, che ha il cuore bianconero. Gesticola, sorride e si arrabbia quando, prima di andare al dunque, ripete che negli anni passati il Borgo è stato squalificato almeno un paio di volte, «e ci hanno fatto anche togliere gli adesivi dai remi», perché «sulle imbarcazioni non puoi mettere nemmeno una zeppa...». Così arriva al 4 giugno: «Prima della gara la commissione tecnica ha fatto le verifiche sulle barche, poi è stata un’ora a discutere. Qualcosa non tornava. Si parlava di problemi di millimetri, è stato dato il via alla gara dicendo che le sezioni nautiche si sarebbero riunite per parlarne il sabato dopo. Quando c’è stata la riunione è saltato fuori che quattro barche non erano in regola». Sotto i riflettori i supporti dei seggiolini: «Il Venezia ce li ha tutti più bassi di 1,4 centimetri», ripete mostrando con Malacarne la foto dei segni fatti sulla lima. «Ci riportino coppa e medaglie. L’ordine di arrivo viene così modificato: Borgo, Benci, Pontino...».

Quel centimetro e mezzo in più

Ascolta il presidente della commissione tecnica, Giancarlo Mariotti. Conferma che è stato registrato un dislivello di 1,4 centimetri ai supporti dei sedili rossobianchi, ma sottolinea anche che alla vigilia della Risi’atori tutte le sezioni nautiche avevano firmato il verbale che ha dato l’ok alla gara dopo il controllo delle barche («che sono di legno, vecchie di quarant’anni, e hanno tutte problemi di spessori, quindi abbiamo deciso una tolleranza di 2-3 millimetri...»), e che soprattutto per la commissione «la barca del Venezia non è stata manomessa, ma è nata così», tant’è che «già nel ’93, quando era stata assegnata al Pontino, fu segnalata la stessa cosa». Di che misure parliamo? Dislivello da 4 millimetri a 1,4 centimetri per il Venezia, un sedile più basso di 8 millimetri per il Salviano, uno di 5 millimetri per il San Jacopo, 7 millimetri per l’Ardenza.



Quercioli: «Problema risolto

ma è l’ora delle barche nuove»

Insieme al presidente del Palio, Maurizio Quercioli, invitato anche lui ad ascoltare, ha fatto sapere che a tutte le cantine sono già state distribuite le zeppe per correggere i dislivelli. «Non entro nel merito della scelta fatta dal comitato, forse era meglio riflettere un po’ di più», si limita a dire in quel momento Quercioli: certo «non è più rimandabile l’acquisto delle barche nuove, vorrei ci fossero nel 2018, lo dico anche a costo di sospendere il Palio per un anno...».



Venezia furioso: «Uno schifo»

Passano pochi minuti, la notizia della squalifica annunciata da Cantini corre tra le cantine, ed esplodono le polemiche. L’allenatore del Venezia, Fabrizio Pedani, è furioso: «La barca non è stata assolutamente manomessa, è come ci è stata consegnata dal comitato del palio, non abbiamo mai toccato nemmeno una vite. Tutto questo mi fa schifo... non si manda così all’aria un anno di sacrifici, non l’hanno ancora capito che noi voghiamo in un’altra maniera?». «Non so nemmeno se gareggeremo alla Barontini e al Palio», dice poi in un momento di rabbia. «Ci rivolgeremo al Car e a un avvocato – reagisce il presidente Angiolo “Nino” Lorenzini – non possono permettersi di farci passare per quello che non siamo. Dove sono le prove? La commissione tecnica ha verificato lo stato delle barche prima della gara, nessun rione ha fatto un reclamo come da regolamento. Ridare le medaglie? Sì, gliele lustro... non ci penso nemmeno!».



Il Car: «Gara regolare»

Nel pomeriggio, in vista della gara di sabato, a prendere così per primo in mano la situazione è stato il comitato della Coppa Barontini, che ha chiesto la convocazione del Car (il Comitato delle attività remiere presieduto dall'assessore e formato dai rappresentanti di cantine e comitati delle gare). Lo stesso presidente del Palio, Quercioli, nel pomeriggio ha poi sottolineato che «nessun comitato può togliere d'ufficio, in autonomia, un titolo, senza prima rivolgersi al Car o agli organi preposti, giuria e commissione tecnica». Alla fine a mettere la parola fine (o quasi) alle polemiche ci ha pensato una nota a firma di Andrea Morini, per il Car: «Riunitosi d'urgenza a seguito delle decisioni prese del comitato della Risi'atori, ha esaminato gli atti relativi alla gara», «in particolare i verbali redatti dalla giuria della Uisp da cui si rileva che la gara si è tenuta in modo del tutto regolare». E ancora: «La commissione tecnica, responsabile anche del controllo delle imbarcazioni, non ha individuato alcuna difformità o manomissione». Il Car ha «appreso con sorpresa delle dichiarazioni con le quali il comitato della Risia'tori annuncia decisioni non di propria competenza»: «i comitati organizzatori hanno approvato all'unanimità le Carte remiere, le regole che disciplinano ogni aspetto delle manifestazioni» e il «comitato della Risia'tori, con il suo comportamento, non ha rispettato quanto sancito nelle Carte». Per questo il Car lo «diffida da tenere tale comportamento e chiede agli organi di giustizia di avviare le procedure necessarie...». Infine l’auspicio che «la Barontini possa tenersi in un clima di sana competizione, perché le cantine niente hanno a che vedere con questo spiacevole incidente...».

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