Il Tirreno

Livorno

la polemica: la risposta dell’azienda 

«Pulizia dei ferri a Cisanello in attesa del Consiglio di Stato»

LIVORNO. «A giorni è attesa la sentenza del Consiglio di Stato su un contenzioso legale avviato negli anni scorsi riguardo ai ferri chirurgici. Nell’attesa del pronunciamento definitivo l’Asl non può...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «A giorni è attesa la sentenza del Consiglio di Stato su un contenzioso legale avviato negli anni scorsi riguardo ai ferri chirurgici. Nell’attesa del pronunciamento definitivo l’Asl non può far altro che prorogare il servizio attualmente in essere». Vale a dire un affidamento del servizio distribuito in parte all’esterno (all’azienda ospedaliera pisana) e in parte all’interno dell’ospedale di Livorno.

Così da viale Alfieri si spiega perché lo scorso aprile il dg De Lauretis ha firmato la proroga dell’affidamento della pulizia dei ferri chirurgici a Cisanello e non ha provveduto all’internalizzazione del servizio.

Una storia che va avanti da anni, che il Tirreno ha ripercorso ancora nei giorni scorsi, riportando anche la denuncia del Fials, che evidenziava una serie di incongruenze, prima fra tutte il fatto che nel 2011 l’Asl optò per l’esternalizzazione del servizio e nel 2014 fece un dietrofront sorprendente sostenendo invece che l’internalizzazione fosse più vantaggiosa.

Un cambiamento che l’azienda oggi motiva con il fatto che nel 2011 era in programma il nuovo ospedale e nel 2014 non più. «Nel 2011 uno studio tecnico rilevò che il servizio assicurato dalla centrale di sterilizzazione non rispondeva in maniera adeguata agli standard di sicurezza e che il parco ferri aziendale necessitava di un cospicuo rinnovamento - spiega l’azienda -. Fu commissionata una ricerca per stabilire se convenisse tenere interno il servizio o esternalizzarlo. Tra le varie considerazioni, assai rilevante fu che fosse in pieno svolgimento il percorso per la realizzazione di un nuovo ospedale a Livorno e dunque l’inopportunità di programmare nuovi, importanti investimenti, indicando l’affidamento all’esterno come la strada più opportuna e conveniente. Fu bandita una gara dell’allora Estav e nel frattempo il servizio venne affidato all’esterno in base a una gara già presente in area vasta».

«Nel 2014 - continua l’azienda -, dopo il ripensamento da parte del Comune sul nuovo ospedale, la direzione in carica riesaminò la situazione e, sulla base di nuove valutazioni tra le quali il venir meno a breve della edificazione di un nuovo presidio, considerò più conveniente tornare al mantenimento all’interno del servizio programmando il necessario investimento strutturale e di strumenti. Fu adottata una soluzione intermedia che distribuiva la funzione tra l’esterno (Auop) e l’interno con costi ridotti rispetto al passato. Nel frattempo, uno dei partecipanti ha aperto un complesso contenzioso contro la revoca della gara non ancora concluso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web