Il Tirreno

Livorno

«Non ci sentiamo sicuri» e in centro nasce il comitato 

di Matteo Scardigli
«Non ci sentiamo sicuri» e in centro nasce il comitato 

I commercianti di via Ricasoli uniti per chiedere telecamere al posto delle fioriere Il presidente: capisco la reazione del gioielliere di Pisa dettata dall’esasperazione

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una ventina di negozi che si uniscono. Sono le vetrine di via Ricasoli che decidono di mettersi insieme per lavorare sul tema della sicurezza. Il caso di Pisa, dove un gioielliere reagisce e uccide uno dei rapinatori alimenta il dibattito all’interno del neo-comitato.

«Capisco la reazione del gioielliere dettata dall’esasperazione», commenta Enrico Aiello. È lui il presidente del nuovo comitato di via Ricasoli. Si parla. Anche da parte degli altri commercianti vengono alla luce episodi analoghi avvenuti negli anni passati: «Ci sono già state rapine in pieno giorno e perfino a mano armata quando i criminali sapevano di poter essere inseguiti in strada dalle Forze dell’Ordine, noi vogliamo sentirci sicuri nella nostra città e nel nostro negozio».

È questo lo spirito che anima il gruppo di negozianti. Sicurezza prima di tutto: un concetto che si lega al loro quotidiano. Sono uniti per chiedere al Comune un tavolo sul quale discutere anche di installazione di telecamere, di decoro e di rilancio del settore. «Al posto delle fioriere – propone Alessio Carraresi commerciante e presidente di Confcommercio – vogliamo le telecamere; possibile che ci siano i soldi per metterle in tutto il resto della città e non nel caposaldo dell’imprenditoria commerciale (e dell’indotto) livornese?». Ecco perché, oltre alle telecamere (o in alternativa un presidio fisso della Polizia Municipale), il comitato chiede poi più illuminazione specialmente nel periodo invernale, da ottenersi magari con l’impiego delle lampade a led.

Le fioriere insomma non piacciono e non funzionano. Si chiede di toglierle e mettere al loro posto gli occhi elettronici.

Torna subito alla mente l’episodio dei giorni scorsi, che ha visto un intervento dei Vigili del Fuoco ostacolato dalle fioriere volute dall’assessore Giuseppe Vece.

Si tratta della goccia che fa traboccare il vaso.

«A memoria d’uomo non si ricordano fondi sfitti nella zona» spiega ancora Carraresi.

Si punta il dito contro la mancanza di una visione di insieme. «È chiaro che manca una visione d’insieme, noi siamo pronti a portare le nostre idee».

A quel tavolo che il neo comitato di via Ricasoli chiede all’amministrazione si parlerà proprio di fioriere. «Vanno tolte – incalza Aiello – perché oltre ad essere brutte sono un ostacolo per tutti tranne che per i motorini, proprio quelli contro i quali erano state concepite, che tanto passano sui marciapiedi».

Non si tratta però, assicura Carraresi, di nostalgia verso i trasgressori della zona pedonale: «Condividiamo l’obiettivo dell’amministrazione ma questa soluzione è una cacciuccata - non ci gira intorno - Spesso i corrieri, in mancanza di una zona di carico e scarico, devono fare manovra sui marciapiedi rischiando di rovinarli e di fare del male a qualcuno».

Ognuno dice la sua. Secondo Augusto Martinelli (del negozio Miura – Armani) fanno anche del danno: «Una volta la camionetta blindata della polizia verso l’orario di chiusura faceva avanti e indietro per la via, adesso non più e ci sentiamo meno sicuri».

Si torna a parlare di sicurezza. Di quello che si percepisce. Una percezione che, dicono i commercianti, è diffusa anche tra i passanti, accentuata anche dai lampioni «inspiegabilmente accesi uno sì ed uno no».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa