Il Tirreno

Livorno

L’ultimo giro di campo dell’ultima leggenda Oggi il saluto a Lessi 

di Fabrizio Pucci
L’ultimo giro di campo dell’ultima leggenda Oggi il saluto a Lessi 

Ex giocatori e tifosi alla camera ardente per “Maurino” Alle 9,30 i funerali a San Jacopo, poi il feretro allo stadio

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se il dolore avesse un colore, in questi giorni sarebbe amaranto. Ieri mattina la Livorno del calcio si è svegliata più sola, triste, senza sorriso, come se si sentisse esposta non più protetta, riparata dalla sua colonna portante. E poco importa che Mauro Lessi avesse sulle spalle 82 primavere. Anzi proprio i suoi anni, portati fino all’ultimo con la stessa grinta e disinvoltura con cui in campo stoppava gli attaccanti avversi, avevano quasi regalato l’illusione che – per questa vita terrena – fosse immortale. Adesso “Maurino” lo è comunque. Nel ricordo delle sue gesta, nell’esempio di uomo e calciatore di valore, di attaccamento alla maglia e alla città.

MESTO PELLEGRINAGGIO. Ieri a cominciare dalla prima mattina, in molti si sono recati alla camera mortuaria dell’ospedale per rendergli omaggio. C’era il “suo” portiere Renato Bellinelli, l’angelo biondo. Chissà di quanto lavoro è stato alleggerito da Maurino. Lessi fermava i difensori e “Belinda” trascorreva domeniche in tutta tranquillità. C’erano Garzelli, Bruschini, Nastasio. Tutti provati, orfani del loro capitano. Rughe inumidite dalle lacrime. Facce balde e fiere di un Livorno ruspante che rendeva la vita durissima a quanti si parassero sulla sua strada. Non poteva mancare la famiglia Picchi che ha perso molto più di un amico: un parente, di quelli stretti e di cui ci si può fidare sempre.

Tra la folla sono spuntati l’ex arbitro internazionale Paolo Bergamo e i baffi di Bruno Baiardo da Roncegno, un altro tipo tosto, alla Mauro Lessi per intendersi. Le lacrime di Paolo Pini e Carlo Carrani, il metro e novanta di Maurizio Manetti, livornese doc, anche lui, in anni più recenti capitano amaranto. E poi tanta, tantissima gente comune. Ragazzi giovani e sportivi con i capelli bianchi. Tifosi che hanno avuto il privilegio di vederlo giocare e altri che lo hanno apprezzato nei racconti dei nonni e dei padri.

Tutti insieme per dire 369 volte grazie a Maurino e per stringersi attorno alla moglie Irene, alle figlie Melania e Rossella, ai nipoti Filippo, Vittoria e Leonardo. Sulla bara la famiglia ha appoggiato in un estremo gesto d’amore per Mauro e di Mauro per il Livorno la maglia amaranto con il numero 369 che Lessi solo pochi mesi fa ricevette dalle mani di Igor Protti.

PARTECIPAZIONE SOCIAL. Il dolore, in quest’epoca telematica, è un sentimento che si propaga velocemente anche sul web. Martedì sera, non appena il sito del Tirreno ha pubblicato la notizia delle morte del giocatore-simbolo del Livorno i social network si sono popolati di fotografie, di singoli ricordi degli sportivi, di pensieri commossi e commoventi. La partecipazione emotiva degli sportivi livornesi è stata eccezionale, degna di un’icona come Lessi.

ULTIMO SALUTO ALLO STADIO. Il funerale di “Maurino” sarà celebrato questa mattina alle 9,30 alla chiesa di San Jacopo dove è forte il profumo del mare, il profumo di Livorno. A seguire, intorno alle 10,45, il feretro effettuerà il giro dello stadio, un onore riservato ai grandissimi amaranto. Accadde ad Armando Picchi in quella maledetta e ventosa giornata di fine maggio del 1971, e a Piermario Morosini nell’aprile del 2012. E sempre allo stadio fu allestita la camera ardente di un validissimo dirigente: l’addetto agli arbitri Carlo Vivaldi. Lessi questa mattina passerà per l’ultima volta da quella che per 369 volte è stata la sua casa e che oggi sarà la porta per il paradiso degli invincibili amaranto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web