Il Tirreno

Livorno

Orti urbani, altro scontro sulle nuove costruzioni

di Nicolò Cecioni
Orti urbani, altro scontro sulle nuove costruzioni

Aurigi ribadisce il progetto per l’area di via Goito: 20% per immobili, 80% di parco. In aula i dipendenti Clc che dovrebbero fare i lavori, proteste dal “fronte del no”

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LIVORNO. È scontro in Comune tra amministrazione e comitato degli orti urbani. È l’ennesima puntata di un braccio di ferro che è ancora apertissimo ma che vede le due frazioni divise come non mai e lontanissime da una possibile intesa. Da una parte il Movimento 5 Stelle con l’assessore Aurigi, dall’altra molti residenti e frequentatori degli orti di via Goito che, in commissione, hanno avuto il sostegno dei consiglieri Bruciati, Cepparello e Grillotti. A fare da spettatori a questa partita i consiglieri Pd Caruso, De Filicaia e Martelli. I democratici hanno assistito allo scontro in silenzio ma erano presenti per «capire come si sarebbe mossa l’amministrazione su una scelta di tipo politico». E la scelta di Aurigi è quella di andare avanti con il progetto iniziale, ovvero destinare il 20% dell’area alla costruzione di immobili a opera della Clc, realizzando un parco pubblico nel rimanente 80. «Abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati a quell’area e la parte che rimarrà pubblica diventerà un parco che accontenterà tutti. Abbiamo ascoltato anche chi si è insediato su quel territorio, pur svolgendo attività migliorativa e sociale, in modo illegittimo». Come richiesto dalle opposizioni, il progetto iniziale è stato rivisto e ritoccato grazie all’intervento di un tavolo tecnico per individuare finalità collettive e miglioramenti dell’area.

A coordinare il tavolo è stato l’architetto Paolo Danti che ha presentato il progetto finale. «Abbiamo voluto riqualificare lo spazio pubblico – ha detto – favorendo l’integrazione delle preesistenze storiche con il tessuto consolidato e migliorare la qualità urbana. Creeremo un vero e proprio parco pubblico, in parte libero e aperto a tutti, in parte con aree da affidare a cittadini singoli o gruppi per la realizzazione di orti urbani o altre attività. In un’area verranno istallati anche giochi per bambini. Apriremo il giardino il più possibile per renderlo più fruibile e collegato con l’esterno. Tutto ciò sviluppando una solida gestione ecologica e sostenibile che prevede spazi agro-ambientali, cura di piante e alberi e rispetto per la fauna presente». Il lungo discorso di Danti, però, ha riscosso grandi fischi e applausi di scherno da parte del comitato degli orti urbani che ha assistito in massa alla commissione, «schierato» dalla parte opposta di una folta rappresentanza di operai della Clc che si sono presentati in aula con le divise arancioni.

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«Siamo felici che il tavolo sia piaciuto all’assessore – ha detto Marco Bruciati in tono decisi – ma se non lo avessimo costretto noi ad aprirlo, non si sarebbe neanche fatto. Comunque ci stiamo allontanando dal nodo della discussione. Il problema è che andremo a cementificare un’area che oggi non lo è. Dobbiamo difendere l’interesse pubblico visto che non esiste alcun vincolo che obbliga l’amministrazione ad affidare il 20% alla Clc. Nessuno mette in discussione i diritti dei lavoratori, a noi interessa la scelta politica. E l’indirizzo di Aurigi è fin troppo chiaro. I residenti sono favorevoli al parco, ma nessuno è d’accordo sulla cementificazione. Inoltre c’è un evidente vizio di forma perché al tavolo era presente anche l’architetto progettista». «Nessun vizio di forma – la risposta dell’assessore Aurigi – perché al tavolo devono partecipare anche i tecnici competenti».

Poi la discussione si è spostata sugli oneri di urbanizzazione ed è salita in cattedra Giovanna Cepparello. «Inizialmente il consiglio aveva deciso di incassarli e procedere con lo scomputo in modo da non spendere tutti gli oneri per il parco, ma anche per altre attività visto che dovrà essere un’area poco impattante. Ma a dicembre la giunta ha chiesto di aprire un capitolo ad hoc per gli oneri di urbanizzazione vincolandone l’uso per la realizzazione del parco». «Se non li vincoliamo – ha chiuso Aurigi – con quei soldi si può fare qualsiasi cosa, per esempio asfaltarci le strade. È una scelta fatta per tutelare il parco stesso».

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