Gioco
Bella come Venere: quando i difetti fisici si trasformano in pregi
Il primo passo è riuscire ad accettare il proprio corpo. E solo dopo anche lo strabismo può diventare sensuale
La bellezza non è, necessariamente, perfezione. Anzi, taluni difetti sono spesso espressione di seduttività e fascino. Ne è un esempio Venere, la Dea della Bellezza che aveva – secondo la leggenda - ben sette difetti. Il più noto, raffigurato da Sandro Botticelli ne “La nascita di Venere”, è lo strabismo, un termine entrato nell’ uso popolare per descrivere una leggera forma di strabismo divergente degli occhi, che la rende comunque quanto mai incantevole ed affascinante. Non appaiono da meno altri, fra i quali le linee degli addominali obliqui, i capelli biondi che all’attaccatura non lo erano, le rughe circonferenziali del collo. Imperfezioni che, in ogni caso, non sminuiscono un’immagine suggestiva senza età e senza tempo.
Sì, perché la bellezza vera, che fa stare in pace con sé stesse – spiega Giovanni Bagnoni, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Dermatologia agli Spedali Riuniti di Livorno – è la consapevolezza di valorizzare nel giusto modo pregi e difetti. In chiave moderna, un equilibrio capace di coniugare aspetto estetico con il benessere individuale.
Il benessere, nel significato più completo – aggiunge - ha avuto una grande evoluzione negli anni, passando da una antica accezione che lo faceva coincidere con la salute, a quella più ampia che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere: fisico, emotivo, mentale, sociale e spirituale.
La Commissione Salute dell’Osservatorio Europeo sui Sistemi e le Politiche per la Salute ha definito il benessere come : “lo stato emotivo, mentale, fisico sociale e spirituale di benessere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.
La fortuna di possedere un’immagine corporea che corrisponda al proprio ideale, da un punto di vista psicologico- sono sempre sue parole - aumenta la sicurezza e l’autostima personale, motivo per cui le persone sono disposte a scelte per conservare od aumentare il “capitale bellezza” ed ottenere, in cambio, la giusta quota di benessere.
La risposta, probabilmente, va cercata nella “cultura della bellezza”, più che nella scienza: sta ai professionisti del settore – precisa ancora - trovare il delicato equilibrio tra etica ed estetica ed impostare il lavoro su prevenzione e promozione della salute
È la nuova missione di chi si occupa di ripristinare la bellezza: indirizzare il paziente verso la cura di sé, alla ricerca dell’autostima perduta, facendo di tutto per evitare che alla crisi economica si aggiunga una - ben più grave - crisi d’identità. Al dermatologo spetta la diagnosi, la cura e la prevenzione delle malattie della pelle. Il suo ruolo è fondamentale anche nella prevenzione e nel trattamento dell'invecchiamento cutaneo ed a quello degli inestetismi cutanei.
E’ sua competenza – sottolinea - lo studio delle iperpigmentazioni come il melasma, le lentigo e le ipepigmentazioni post-infiammatorie. In quest’ambito, si studiano e quantificano mediante tecniche non invasive i livelli di iperpigmentazione e le modalità di efficacia di differenti tipi di cure. Altri settori sono gli esiti da acne, alla couperose, alla rosacea, alle teleangectasie degli arti inferiori, alle smagliature ed al ringiovanimento del volto.
Invecchiamento della cute: un fenomeno che comporta differenti modificazioni tessutali e strutturali, interessanti i vasi sanguigni e linfatici, le terminazioni nervose, gli annessi cutanei, che vanno dai veri inestetismi sino a patologie vere e proprie.
I primi segni sono maggiormente visibili su viso, collo, mani e decolleté, essendo queste le zone a massimo rischio, in quanto più facilmente esposte ai raggi solari e alle aggressioni climatiche e ambientali. Inequivocabile segno della senescenza cutanea del volto è l'insorgenza delle rughe, a cui consegue l'alterazione del colorito e della consistenza della pelle.
Fotoinvecchiamento: Modificazione strutturale e funzionale della cute legata all’esposizione alle radiazioni solari.
Cronoinvecchiamento: Modificazione strutturale e funzionale degli organi e tessuti dovuta al normale trascorrere del tempo.
Dismorfofobie: una sofferenza eccessiva verso i propri difetti. Negli ultimi anni si è osservato un forte aumento di questi disturbi, vuoi per l’intensa attività dei mass-media, che hanno promosso modelli estetici spesso irraggiungibili, vuoi per via di un diverso approccio alla bellezza, percepita più come un dovere che come un diritto.
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