Gioco
Trovata morta in casa dopo otto giorni
di Gianni Tacchi
Sonia Alberti, 59 anni, vittima di un malore: abitava in Corea, l’allarme lanciato dai vicini che non l’avevano più vista
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LIVORNO. I conoscenti non la vedevano da giorni e i condomini sentivano uno strano odore nel palazzo da circa una settimana, così sono partite le prime segnalazioni alla polizia. La porta del suo appartamento chiusa dall’interno e le mancate risposte al telefono sono state invece le ultime conferme, che hanno portato poi alla macabra scoperta. Il corpo senza vita di Sonia Alberti, livornese di 59 anni, è stato infatti trovato tra le 13 e le 13,30 di ieri all’interno della sua abitazione di via Gobetti, in Corea.
Era morta da circa otto giorni, ma un vicino di casa sottolinea che «non si vedeva in giro da 2-3 settimane», ed era in un avanzato stato di decomposizione. «Sì, praticamente irriconoscibile», il commento dei soccorritori intervenuti subito sul posto, con i vigili del fuoco che sono stati costretti a usare l’autoscala per entrare nell’appartamento della donna - al quinto piano - attraverso una delle finestre che danno su via Gobetti.
Le cause del decesso non sono ancora chiarissime, ma dovrebbe essere stato un malore a spezzare la vita di Alberti, che purtroppo aveva alcuni problemi di salute. La donna, nata a Livorno nel 1958, viveva da sola nell’appartamento di via Gobetti, dalla parte di via Fratelli Gigli e quindi del parco con i giochi per i più piccoli, ed era rimasta vedova da alcuni anni. A far preoccupare i vicini sarebbe stata anche la sua cassetta della posta, visto che all’interno - negli ultimi giorni - si erano accumulate diverse lettere. Tanti, insomma, gli indizi che avevano fatto preoccupare i condomini dell’edificio Casalp di Corea e avevano fatto pensare al peggio. Sensazioni che ieri, quando sono arrivate le forze dell’ordine, sono state confermate.
In via Gobetti, oltre ai vigili del fuoco per l’accesso nell’appartamento e alla polizia di Stato per i rilievi del caso, è intervenuta la Svs con il medico a bordo. Ma purtroppo, come immaginavano i conoscenti e alcuni vicini di casa, Sonia Alberti era morta da giorni e quindi il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. La porta chiusa dall’interno, al quinto piano, e l’avanzato stato di decomposizione, macabro particolare di questo dramma, hanno reso più difficile sia l’intervento che il recupero della salma, tra il cattivo odore e lo choc dei condomini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Era morta da circa otto giorni, ma un vicino di casa sottolinea che «non si vedeva in giro da 2-3 settimane», ed era in un avanzato stato di decomposizione. «Sì, praticamente irriconoscibile», il commento dei soccorritori intervenuti subito sul posto, con i vigili del fuoco che sono stati costretti a usare l’autoscala per entrare nell’appartamento della donna - al quinto piano - attraverso una delle finestre che danno su via Gobetti.
Le cause del decesso non sono ancora chiarissime, ma dovrebbe essere stato un malore a spezzare la vita di Alberti, che purtroppo aveva alcuni problemi di salute. La donna, nata a Livorno nel 1958, viveva da sola nell’appartamento di via Gobetti, dalla parte di via Fratelli Gigli e quindi del parco con i giochi per i più piccoli, ed era rimasta vedova da alcuni anni. A far preoccupare i vicini sarebbe stata anche la sua cassetta della posta, visto che all’interno - negli ultimi giorni - si erano accumulate diverse lettere. Tanti, insomma, gli indizi che avevano fatto preoccupare i condomini dell’edificio Casalp di Corea e avevano fatto pensare al peggio. Sensazioni che ieri, quando sono arrivate le forze dell’ordine, sono state confermate.
In via Gobetti, oltre ai vigili del fuoco per l’accesso nell’appartamento e alla polizia di Stato per i rilievi del caso, è intervenuta la Svs con il medico a bordo. Ma purtroppo, come immaginavano i conoscenti e alcuni vicini di casa, Sonia Alberti era morta da giorni e quindi il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso. La porta chiusa dall’interno, al quinto piano, e l’avanzato stato di decomposizione, macabro particolare di questo dramma, hanno reso più difficile sia l’intervento che il recupero della salma, tra il cattivo odore e lo choc dei condomini.
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