Gioco
Semaforo sparamulte sul viale Mameli: 600 sanzioni in 3 mesi
di Alessandro Guarducci
Livorno, i conducenti livornesi si mostrano sempre più indisciplinati
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LIVORNO. Gli automobilisti e gli scooteristi livornesi si confermano i principali contribuenti del Comune. Con le loro ripetute infrazioni, che anno dopo anno fanno sì che il numero delle multe lieviti costantemente, vanno infatti ad ingrassare le casse di Palazzo Civico.
E non è proprio il caso di prendersela con gli ausiliari del traffico, che controllano la regolarità della sosta, e neppure con i vigili urbani che misurano la velocità dei veicoli o rilevano le manovre vietate dal codice della strada. Gli agenti fanno solo il loro dovere, la colpa è tutta di chi - in nome di una errata interpretazione del concetto di libertà - trasgredisce alle norme: magari parcheggia in doppia fila o sulle strisce pedonali, o ancora fa inversione per cambiare direzione di marcia, oppure passa con il semaforo rosso pensando di risparmiare qualche secondo e di essere così molto furbo.
E a proposito proprio di semafori rossi, la conferma di questa abitudine alla trasgressione arriva dal viale Mameli, per la precisione dall’incrocio con via Redi e viale Fabbricotti: qui è stato installato il «primo impianto semaforico cittadino dotato di un sistema di telecontrollo delle infrazioni» , come viene definito dal Comune, e in appena tre mesi (i dati “ufficiali” vanno dal 30 gennaio al 3 maggio, perchè l’ultimo mese è ancora in fase di verifica ) sono state rilevate ben 587 sanzioni. Il che vuol dire, che ogni giorno passano con il rosso in media 6 o 7 veicoli.
Detto che con il semaforo che indica l’alt, la luce rossa appunto, non si dovrebbe mai passare, vi immaginate quanti veicoli rispetterebbero questo divieto se non ci fosse la telecamera? Non a caso, infatti, il Comune ha scelto questo incrocio proprio per sperimentare il primo semaforo che “scatta” le multe: segno evidente che la polizia municipale, che ha il polso della situazione in materia di traffico, si era accorta della criticità della situazione. Ma si vede che neppure questo deterrente è sufficiente a scongiurare le infrazioni. L’installazione delle telecamere è stata annunciata dagli organi di informazione, poi c’è stato un periodo di prova previsto dalla legge per abituare gli automobilisti, inoltre la presenza dell’«occhio elettronico» è segnalata - come previsto dalla normativa - con apposita cartellonista posta lungo le strade. Ecco, nonostante tutto questo sono in molti a perseverare nell’errore e a passare col rosso, nonostante ci sia la certezza matematica di venire sanzionati. Ogni semaforo dell'incrocio è infatti dotato di due telecamere, una di contesto e una per il riconoscimento delle targhe: in caso di passaggio col rosso, il sistema invierà alla centrale un filmato, insieme a una sequenza di fotogrammi e a una foto della targa. La multa non scatterà in automatico, perché una volta ricevuto il materiale, saranno gli agenti ad accertare la violazione e a pensare alla notifica.
E non è il caso di inventare scuse, tipo “sono passato col giallo”, perchè come già chiarito dal Comune alla vigilia dei lavori, «le telecamere attiveranno il sistema di registrazione solo in caso di effettivo attraversamento della linea dello stop con il rosso». Quindi «nel caso in cui il guidatore, dopo aver regolarmente attraversato la linea dello stop, fosse impossibilitato a completare l'attraversamento (ad esempio per un rallentamento sulla carreggiata) il sistema sarà in grado di comprendere che non c'è infrazione e non invierà la segnalazione alla centrale».
È davvero incredibile pensare che ci sia qualcuno che preferisca pagare da 163 a 217,33 euro, con decurtazione di punti, invece di attendere il verde. Le 587 multe in tre mesi purtroppo dicono questo.
E non è proprio il caso di prendersela con gli ausiliari del traffico, che controllano la regolarità della sosta, e neppure con i vigili urbani che misurano la velocità dei veicoli o rilevano le manovre vietate dal codice della strada. Gli agenti fanno solo il loro dovere, la colpa è tutta di chi - in nome di una errata interpretazione del concetto di libertà - trasgredisce alle norme: magari parcheggia in doppia fila o sulle strisce pedonali, o ancora fa inversione per cambiare direzione di marcia, oppure passa con il semaforo rosso pensando di risparmiare qualche secondo e di essere così molto furbo.
E a proposito proprio di semafori rossi, la conferma di questa abitudine alla trasgressione arriva dal viale Mameli, per la precisione dall’incrocio con via Redi e viale Fabbricotti: qui è stato installato il «primo impianto semaforico cittadino dotato di un sistema di telecontrollo delle infrazioni» , come viene definito dal Comune, e in appena tre mesi (i dati “ufficiali” vanno dal 30 gennaio al 3 maggio, perchè l’ultimo mese è ancora in fase di verifica ) sono state rilevate ben 587 sanzioni. Il che vuol dire, che ogni giorno passano con il rosso in media 6 o 7 veicoli.
Detto che con il semaforo che indica l’alt, la luce rossa appunto, non si dovrebbe mai passare, vi immaginate quanti veicoli rispetterebbero questo divieto se non ci fosse la telecamera? Non a caso, infatti, il Comune ha scelto questo incrocio proprio per sperimentare il primo semaforo che “scatta” le multe: segno evidente che la polizia municipale, che ha il polso della situazione in materia di traffico, si era accorta della criticità della situazione. Ma si vede che neppure questo deterrente è sufficiente a scongiurare le infrazioni. L’installazione delle telecamere è stata annunciata dagli organi di informazione, poi c’è stato un periodo di prova previsto dalla legge per abituare gli automobilisti, inoltre la presenza dell’«occhio elettronico» è segnalata - come previsto dalla normativa - con apposita cartellonista posta lungo le strade. Ecco, nonostante tutto questo sono in molti a perseverare nell’errore e a passare col rosso, nonostante ci sia la certezza matematica di venire sanzionati. Ogni semaforo dell'incrocio è infatti dotato di due telecamere, una di contesto e una per il riconoscimento delle targhe: in caso di passaggio col rosso, il sistema invierà alla centrale un filmato, insieme a una sequenza di fotogrammi e a una foto della targa. La multa non scatterà in automatico, perché una volta ricevuto il materiale, saranno gli agenti ad accertare la violazione e a pensare alla notifica.
E non è il caso di inventare scuse, tipo “sono passato col giallo”, perchè come già chiarito dal Comune alla vigilia dei lavori, «le telecamere attiveranno il sistema di registrazione solo in caso di effettivo attraversamento della linea dello stop con il rosso». Quindi «nel caso in cui il guidatore, dopo aver regolarmente attraversato la linea dello stop, fosse impossibilitato a completare l'attraversamento (ad esempio per un rallentamento sulla carreggiata) il sistema sarà in grado di comprendere che non c'è infrazione e non invierà la segnalazione alla centrale».
È davvero incredibile pensare che ci sia qualcuno che preferisca pagare da 163 a 217,33 euro, con decurtazione di punti, invece di attendere il verde. Le 587 multe in tre mesi purtroppo dicono questo.
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