Toscana
«Da qui oggi parte la nostra nuova sfida»
di Juna Goti
Il 17 la gara. Appello a pubblico toscano, istituzioni e investitori
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Quest’anno le sfide annunciate sono due. Quella tutta sportiva, tra gli armi che rappresentano i rioni della città: il Venezia che ha appena vinto la Risi’atori, il Borgo che è arrivato secondo, l’Ovosodo che si tiene stretta in cantina l’edizione 2016, tutti gli altri equipaggi che proveranno a dire la loro sui fossi. E quella degli organizzatori: una sfida che, raggiunto il mezzo secolo di vita, è prima di tutto della Barontini ma più in generale del mondo delle gare remiere e, in chiave anche turistica, della città.
Lo dice neppure troppo tra le righe il presidente del comitato organizzatore, Massimiliano Talini, che ieri, insieme a tutta la famiglia della Coppa, fatta soprattutto di volontari, ha presentato l’edizione 2017, la numero cinquanta, dal salone di Palazzo Rosciano, sede dell’Autorità portuale. Una presentazione bis, dopo il lancio di due giorni in Regione, a Firenze, e alla vigilia dell’evento che domani è in programma nella sala del consiglio comunale. La Barontini si correrà in notturna sabato 17, preceduta venerdì 16 dalla ventesima edizione del Trofeo Edda Fagni, riservato alle gozzette a quattro remi under 18 e femminili. Si sposerà con altri due eventi: il Cacciucco Pride e la Notte blu. E sarà preceduta da una sfilza di iniziative: dallo spettacolo teatrale in Fortezza Vecchia (martedì 13) alla presentazione del libro di Otello Chelli (sabato).
«Siamo rimasti colpiti – ha sottolineato Talini – dalle parole del presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, che ha detto che la Barontini è al pari di manifestazioni storiche che stanno in cima alla lista degli eventi toscani». Dal calcio fiorentino al palio di Siena. «Il punto ora, arrivati all’edizione cinquanta, è come fare per sostenere la Barontini e portarla in ambito regionale». Come «invogliare i fiorentini e gli altri toscani a fare cento chilometri per venire a Livorno»: questo ora «è il compito più difficile», la «sfida nuova per la Barontini». Che come ricorda lo stesso Talini, e come riportavano le allora pagine del Telegrafo, nell’edizione del 1966 attirò sulle spallette qualcosa come 30mila spettatori.
Oggi Talini dice queste parole: «È arrivato il momento di cambiamenti profondi se vogliamo rispondere alle sfide delle gare remiere, porremo la questione anche al tavolo del Car», ovvero il Comitato per le attività remiere. «Lavoriamo perché da settembre si definiscano regole nuove per il mondo dei remi, perché ci siano cambiamenti sotto il profilo organizzativo, ma anche di visione...». Quello del presidente suona così come un appello, di fronte anche alla sponda della Regione, ad «alzare il tiro, ad aprire la discussione con le istituzioni e con gli imprenditori», perché investano di più. Talini lo ripete con accanto l’assessore allo sport, Andrea Morini, e il dirigente dell’Authority, Gabriele Gargiulo, che fa gli onori di casa e sottolinea la «vicinanza e la forte collaborazione» con la Barontini nel sistema porto-città. «Il tris di eventi sarà l’occasione per vivere la città, abbiamo bisogno di recuperare persone da fuori, che portano risorse», è tornato a ripetere Morini. Che ha aggiunto: «Bisogna rilanciare la tradizione remiera che soffre, non ci nascondiamo. Stiamo lavorando per dotare le cantine di gozzi in vetroresina, è uno sforzo che vogliamo fare», anche per ridurre i costi annuali di manutenzione e virare le risorse sulle iniziative.
A fare da sfondo c’è il “cencio” speciale realizzato e donato alla Barontini dall’artista Mario Madiai, che andrà ai vincitori dell’edizione numero cinquanta, prima di essere esposto nella cantina della Coppa. E ci sono le parole del nostro Luciano De Majo: aprono il Serrate, il giornale della Barontini. Raccontano dello sforzo dei vogatori all’uscita dal “ponte buio” di piazza della Repubblica. Le luci, il tifo, la fatica, la magia: «La Barontini dà al rione che vince il titolo effimero di re per una notte. Ma è un titolo per cui vale la pena di battersi. Sapendo che il giorno dopo c’è da ricominciare da capo...».
Lo dice neppure troppo tra le righe il presidente del comitato organizzatore, Massimiliano Talini, che ieri, insieme a tutta la famiglia della Coppa, fatta soprattutto di volontari, ha presentato l’edizione 2017, la numero cinquanta, dal salone di Palazzo Rosciano, sede dell’Autorità portuale. Una presentazione bis, dopo il lancio di due giorni in Regione, a Firenze, e alla vigilia dell’evento che domani è in programma nella sala del consiglio comunale. La Barontini si correrà in notturna sabato 17, preceduta venerdì 16 dalla ventesima edizione del Trofeo Edda Fagni, riservato alle gozzette a quattro remi under 18 e femminili. Si sposerà con altri due eventi: il Cacciucco Pride e la Notte blu. E sarà preceduta da una sfilza di iniziative: dallo spettacolo teatrale in Fortezza Vecchia (martedì 13) alla presentazione del libro di Otello Chelli (sabato).
«Siamo rimasti colpiti – ha sottolineato Talini – dalle parole del presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani, che ha detto che la Barontini è al pari di manifestazioni storiche che stanno in cima alla lista degli eventi toscani». Dal calcio fiorentino al palio di Siena. «Il punto ora, arrivati all’edizione cinquanta, è come fare per sostenere la Barontini e portarla in ambito regionale». Come «invogliare i fiorentini e gli altri toscani a fare cento chilometri per venire a Livorno»: questo ora «è il compito più difficile», la «sfida nuova per la Barontini». Che come ricorda lo stesso Talini, e come riportavano le allora pagine del Telegrafo, nell’edizione del 1966 attirò sulle spallette qualcosa come 30mila spettatori.
Oggi Talini dice queste parole: «È arrivato il momento di cambiamenti profondi se vogliamo rispondere alle sfide delle gare remiere, porremo la questione anche al tavolo del Car», ovvero il Comitato per le attività remiere. «Lavoriamo perché da settembre si definiscano regole nuove per il mondo dei remi, perché ci siano cambiamenti sotto il profilo organizzativo, ma anche di visione...». Quello del presidente suona così come un appello, di fronte anche alla sponda della Regione, ad «alzare il tiro, ad aprire la discussione con le istituzioni e con gli imprenditori», perché investano di più. Talini lo ripete con accanto l’assessore allo sport, Andrea Morini, e il dirigente dell’Authority, Gabriele Gargiulo, che fa gli onori di casa e sottolinea la «vicinanza e la forte collaborazione» con la Barontini nel sistema porto-città. «Il tris di eventi sarà l’occasione per vivere la città, abbiamo bisogno di recuperare persone da fuori, che portano risorse», è tornato a ripetere Morini. Che ha aggiunto: «Bisogna rilanciare la tradizione remiera che soffre, non ci nascondiamo. Stiamo lavorando per dotare le cantine di gozzi in vetroresina, è uno sforzo che vogliamo fare», anche per ridurre i costi annuali di manutenzione e virare le risorse sulle iniziative.
A fare da sfondo c’è il “cencio” speciale realizzato e donato alla Barontini dall’artista Mario Madiai, che andrà ai vincitori dell’edizione numero cinquanta, prima di essere esposto nella cantina della Coppa. E ci sono le parole del nostro Luciano De Majo: aprono il Serrate, il giornale della Barontini. Raccontano dello sforzo dei vogatori all’uscita dal “ponte buio” di piazza della Repubblica. Le luci, il tifo, la fatica, la magia: «La Barontini dà al rione che vince il titolo effimero di re per una notte. Ma è un titolo per cui vale la pena di battersi. Sapendo che il giorno dopo c’è da ricominciare da capo...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
