Lutto
Sparò e uccise due ibis: confermata la condanna
Sanzione di 2mila euro e revoca della licenza di caccia per un bracconiere di 44 anni: l’episodio nel 2012, la specie è protetta e la Cassazione ha convalidato la sentenza
LIVORNO. Era stato condannato al pagamento di 2mila euro con la revoca della licenza di caccia per aver ucciso due Ibis eremiti, specie protetta e a rischio di estinzione, a San Vincenzo nell’ottobre del 2012. E tramite il suo legale, nello scorso settembre, aveva presentato ricorso, rigettato adesso dalla terza sezione della Corte di cassazione: la storica sentenza del Tribunale di Livorno nei confronti del bracconiere, un 44enne di Camaiore (Lucca), è stata quindi confermata. «Si tratta di una pronuncia netta che inchioda il cacciatore alle sue responsabilità - la reazione dell’associazione animalista Lav, parte civile nel procedimento - e mette in evidenza la debolezza delle associazioni venatorie, che non riescono a frenare il desiderio di uccidere dei loro associati».
I fatti risalgono dunque a quasi 5 anni fa, quando il cacciatore sparò ai due uccelli che facevano parte di un progetto per reintrodurre gli ibis in Europa, con l’Italia in prima fila. Il progetto prevedeva di far nascere in cattività gli ibis in Germania e di “accompagnarli” durante la migrazione in Italia, attraverso l’uso di gps e la presenza di ricercatori a bordo di ultraleggeri che gli animali riconoscevano come genitori adottivi. Insomma, il bracconiere li uccise proprio mentre stavano facendo questo percorso, usando le cartucce utilizzate solitamente per la caccia ai colombacci. Ma in meno di una settimana venne individuato, e poi denunciato, dalla polizia provinciale e dal corpo forestale. Fu un caso internazionale, anche perché il progetto europeo aveva chiesto e ottenuto la collaborazione delle associazioni venatorie.
«I cacciatori si confermano i peggiori nemici degli animali – ha detto Massimo Vitturi, responsabile degli animali selvatici della Lav – un passatempo da condannare sia sotto il profilo etico che ambientale: penso a quando violano le distanze di sicurezza sparando nelle vicinanze delle abitazioni, penso a quando feriscono escursionisti ignari, ma penso anche a casi di questo tipo. Noi chiediamo al ministro dell’Ambiente (Gian Luca Galletti, ndr)l’emanazione di un decreto che vieti la caccia almeno lungo le rotte di migrazione degli ibis, in modo tale da scongiurare ulteriori uccisioni». Anche perché l’emergenza è concreta: nel 2016, per esempio, sono stati uccisi tre ibis e altri due sono rimasti feriti.
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