Gioco
«Siamo Enel dall’Albania», ma il servizio non c’è più. Le denunce dei lettori sulle telefonate moleste
Pensionato di Empoli denuncia tentativo di truffa di un call center già il 1° giugno. È il giorno in cui la società ha chiuso il telemarketing per acquisire nuovi clienti
LIVORNO. Neppure un giorno di tregua. La telefonata arriva subito. Il 1° giugno. All’ora di pranzo. Nel giorno e nell’ora in cui Enel promette di non disturbare più i clienti con le telefonate commerciali. Tanto meno da call center stranieri «che non abbiamo» assicura a Il Tirreno, Nicola Lanzetta, responsabile di Enel Mercato Italia. «Chi vi chiama a nome nostro dall’estero per proporvi è un truffatore» dice il manager. Lino Matteucci, un pensionato di Empoli, incappa subito in uno di questi furbacchioni. E lo segnala al Tirreno, che porta avanti la campagna contro il telemarketing aggressivo.
DALL’ALBANIA IL CALL CENTER CHE SI SPACCIA PER ENEL
Due telefonate moleste in meno di un’ora, lamenta Matteucci. Alla persona sbagliata. Non solo perché il 75enne di Empoli è di quelli che risponde piccato. Il fatto è che è pure un pensionato Enel. E alle telefonate moleste ci bada assai. Soprattutto se la sua (ex) società promette che ci mette una pietra tombale sopra. «Invece, proprio il 1° giugno mi squilla il telefono. Quello di casa - racconta - e dall’altra parte mi sento rispondere che mi stanno chiamando dall’Albania. Già questo mi ha dato fastidio. Oltretutto era l’ora di pranzo, intorno alle 13. Ma ancora di più mi dà fastidio il fatto che attacca la tiritera: “Siamo dell’Enel....”. Come dell’Enel? ho pensato. Ma non avevano detto che avrebbero smesso di chiamare la gente a casa?». Avevano detto anche di non avere call center all’estero, tanto meno in Albania. E così è, in effetti. Che qualche cosa non torni nella chiamata, Matteucci se ne accorge in fretta.
LE ABBASSIAMO LA BOLLETTA
«La signora che parlava straniero ha iniziato a dirmi che pagavo troppo di energia. Voleva informazioni sulla situazione delle mie bollette e che aveva un sistema per farmi pagare meno. In un primo momento, le ho risposto educatamente che non avevo certo bisogno di riferire a lei sulle mie bollette, poi sono stato più sgarbato e ho riattaccato. Ma non è finita qui. Hanno avuto il coraggio di richiamarmi nel giro di un’ora, con la solita tiritera, quando già ero andato a riposarmi. Mi è toccato alzarmi dal letto. E allora sì che mi sono arrabbiato. E non sono stato poi così educato».
A quel punto, Matteucci ha deciso di segnalare la (presunta) truffa telefonica al Tirreno «perché voi avevate scritto il 25 maggio che Enel smettava con le chiamate pubblicitarie». Con le telefonate commerciali destinate all’acquisizione di nuovi clienti. Ma l’iniziativa di Enel, intanto, non impedisce ad altre compagnie di proseguire le campagne di telemarketing, attività, di per sé, legittima se praticata secondo le regole del mercato. Soprattutto, non impedisce ad altre società di spacciarsi per Enel.
IGNORANO CHE SONO ISCRITTA AL REGISTRO
Se ne è resa conto anche Carla Cammilli, 58enne abbonata di Vinci, che lamenta in questi giorni di essere contattata da «Enel o comunque da qualcuno che diceva di essere di Enel. Mi chiamano sempre all’ora di pranzo di cena. Mi cercano soprattutto per il contratto del metano o dell’energia. Io ripeto che non mi devono più chiamare, ma i call center insistono. La maggior parte delle persone che mi telefonano sono straniere: capiscono che fanno il loro lavoro, ma io non voglio essere disturbata. Questo lo ripeto in continuazione». E questo, in base al Codice della Privacy, dovrebbe bastare a obbligare i call center che chiamano per far cancellare dalle loro liste il nome e il numero dell’abbonata. Per il Codice, infatti, la richiesta di cancellazione dei dati può essere anche orale. Non accoglierla è iuna violazione, anche se un abbonato non è iscritto al Registro delle Opposizioni.
STESSO NUMERO, 14 CHIAMATE
Queste richieste, però, vengono sempre ignorate. Lo sa bene Augusta Sabatini di Modena che sottoscrive la petizione de Il Tirreno per una nuova legge-scudo contro le chiamate moleste: «Ho ricevuto 14 telefonate commerciali in un giorno dallo stesso numero: sono davvero troppe». Oltre che troppe sono anche una molestia, da segnalare sia all’Autorità Garante della Privacy, sia all’Autorità Garante della concorrenza (Anti-trust). «Anche io - aggiunge Giuseppe Annino - ricevo continue telefonate di telemarketing da diversi operatori, nonostante ogni volta che ci chiamano specifichiamo che siamo iscritti al Registro delle Opposizioni». Poi accade anche - aggiunge Vincenzo Gianluca Liporace - che oltre a chiamare «anche di notte e comunque più volte al giorno, tutti i giorni, nella maggior parte dei casi gli operatori sono pure molto maleducati».
CONTRATTI NON RICHIESTI
Il fatto è talvolta non si fermano alla maleducazione. Arrivano ai comportamenti scorretti, da segnalazione all’Antitrust. Lo sa bene la ditta Erresse (Dolcezze e Company) di Pescia che, dall’oggi al domani a sua insaputa, si è trovata cambiato il gestore dell’energia. «La nostra azienda - segnala la società - ha subito una variazione di contratto per la fornitura di energia elettrica senza aver dato alcuna autorizzazione al cambio di gestore. I nostri tre contratti precedenti erano non Eja energia e all’improvviso ci siamo visti arrivare tre fatture da Iren mercato. Abbiamo chiesto spiegazioni di quanto accaduto, ma non ci è stata fornita alcuna risposta».
- TELEFONATE MOLESTE: SEGNALATECI I VOSTRI CASI
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