Il Tirreno

Livorno

Sparatoria a Salviano, arrestato il 49enne Stefano Palandri: in casa aveva un arsenale

di Gianni Tacchi
Sparatoria a Salviano, arrestato il 49enne Stefano Palandri: in casa aveva un arsenale

Livorno, blitz dopo la fucilata al circolo Carli: l’accusa è di tentato omicidio. L'autore ha subito confessato

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LIVORNO. In totale silenzio, nascosti tra il buio e i palazzi di via Costanza, hanno individuato l’appartamento. È stata una persona sul balcone ad attirare l’attenzione degli agenti della polizia, che in pochi secondi hanno scelto la strategia migliore per fare irruzione all’interno della casa, sapendo di poter trovare una persona armata e fuori controllo. E il blitz ha portato all’arresto di Stefano Palandri, 49 anni, che ha confessato subito di aver sparato a Paolo Civitillo, 30, nella serata di martedì 30 maggio al circolo Carli Salviano. Un colpo di fucile alla gamba sinistra, una follia per la quale adesso è accusato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dall’uso di un’arma. Le condizioni del giovane, portato subito all’ospedale da un’ambulanza della Misericordia, sono comunque migliorate con il passare delle ore: l’intervento chirurgico ha scongiurato il pericolo dell’amputazione dell’arto, salvato dunque dai medici nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 maggio.


Palandri, dopo aver discusso con Civitillo al circolo per motivi ancora da chiarire, era tornato a casa per prendere un fucile da caccia a doppia canna, con cartucce calibro 12. Poi il ritorno in via dei Pelaghi intorno alle 21,30, lo sparo improvviso e la fuga a bordo del suo furgoncino. Ai familiari aveva confessato tutto: alla moglie, alla figlia, alla madre e al fratello, l’uomo visto dai poliziotti sul balcone dell’appartamento. Sapevano che gli agenti sarebbero arrivati nel giro di pochi minuti, sapevano che lo avrebbero arrestato e portato in carcere. E infatti, quando la polizia ha bussato alla porta, hanno aperto senza esitare. «Sì, sono io quello che state cercando», ha ammesso subito lo sparatore. Gli agenti non credevano però di trovare una sorta di arsenale all’interno dell’appartamento: undici fucili, tre pistole, proiettili di ogni tipo, coltelli... I fucili appartenevano al padre dell’aggressore, scomparso tre anni fa, mentre per le pistole sono in corso ulteriori accertamenti per capire se il defunto le deteneva regolarmente. La certezza è che Stefano Palandri non ha la licenza per il porto di armi, negata nel 2007 anche per via di alcuni piccoli precedenti, e così per lui è scattata anche una denuncia per detenzione illegale e porto ingiustificato di armi da fuoco.
Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Fiorenza Marrara, mentre stamani è fissata l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip. Palandri, frequentatore del circolo di Salviano a differenza di Civitillo, si arrangiava facendo diversi lavoretti in città. E nella notte tra martedì e mercoledì è stato portato nel carcere delle Sughere.


«Non risultano dissidi tra l’aggressore e la vittima», spiegano dalla questura, confermando quindi che potrebbe essere stato un gesto di follia dopo una discussione. «Ringraziamo i cittadini intervenuti al circolo - ha detto Salvatore Blasco, il nuovo capo della squadra mobile - e anche quelli che hanno riconosciuto l’autore del tentato omicidio: sono stati coraggiosi, hanno collaborato dimostrando di capire il valore della sicurezza partecipata. La situazione era delicata, ma gli agenti sono intervenuti in modo impeccabile: Palandri era in uno stato confusionale, però ha confessato subito ed è stato arrestato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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