Italia
Telecamere anti-degrado, iter lungo
di Gianni Tacchi
Serve una modifica al regolamento comunale sulla privacy. Non ancora rimossa la discarica in via Allende
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LIVORNO. C’è una sorta di accordo tra l’ufficio ambiente del Comune e l’Aamps per l’installazione a carico dell’azienda, c’è uno studio di fattibilità preparato dalla polizia municipale, c’è un iter da seguire per avere il nullaosta. E ci sono anche i commenti di tutte le parti in gioco sulla volontà di contrastare il fenomeno delle discariche abusive a cielo aperto, tornato in prima pagina dopo l’ultimo episodio davanti alla stazione ecologica di via Cattaneo, dove sono stati abbandonati ingombranti di ogni tipo e dopo otto giorni non sono ancora stati rimossi. La soluzione delle telecamere all’esterno del polo Aamps “Livorno Sud”, per beccare e poi multare chi scarica i rifiuti abusivamente, è stata rilanciata anche dal sindaco Filippo Nogarin, ma per il momento non ci sono risposte certe sulle tempistiche per l’installazione. Il motivo? Serve una modifica al regolamento comunale sulla privacy da parte della giunta, dato che queste telecamere riprenderebbero l’area intorno alla stazione ecologica e quindi tutte le persone che passano da quella zona. Il problema è che da Palazzo Civico non filtrano passaggi in questa direzione, l’iter sembra bloccato e quindi la strada per l’impianto di videosorveglianza è ancora lunga.
La questione della privacy non è un dettaglio in questa storia, ma è il punto centrale intorno a cui ruota tutto. Le telecamere, per le quali serve appunto l’ok dalla giunta comunale, devono essere infatti accompagnate da alcuni cartelli per informare i cittadini della presenza di un sistema di videosorveglianza. Insomma, non può esserci assolutamente una telecamera senza il relativo avviso. «E questi cartelli devono essere ben visibili – spiegano dal comando della polizia municipale – a maggior ragione in casi del genere, visto che siamo nel campo amministrativo». E proprio i vigili urbani sarebbero una componente fondamentale in questa lotta al fenomeno delle discariche abusive, perché toccherebbe a loro – dopo la segnalazione da parte di Aamps e la ricezione delle immagini – individuare il trasgressore e sanzionarlo.
La multa per chi abbandona i rifiuti nelle vicinanze di una stazione ecologica, proprio come quella a due passi dal PalaMacchia, è pari a 50 euro, soldi che finiscono nelle casse comunali. E questo è il caso della donna rintracciata lunedì dalla polizia municipale, che l’ha sanzionata perché in via Allende sono stati ritrovati i suoi quaderni. Abbandonare gli ingombranti in altre zone della città, invece, può costare 600 euro, cifra destinata alla Provincia. E se viene riscontrata una gestione abusiva e continuativa dei rifiuti, oltre ai 600 euro ci sono anche il sequestro del mezzo e la denuncia. Insomma, i casi sono diversi, ma le telecamere fuori dalle stazioni ecologiche sarebbero un primo deterrente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La questione della privacy non è un dettaglio in questa storia, ma è il punto centrale intorno a cui ruota tutto. Le telecamere, per le quali serve appunto l’ok dalla giunta comunale, devono essere infatti accompagnate da alcuni cartelli per informare i cittadini della presenza di un sistema di videosorveglianza. Insomma, non può esserci assolutamente una telecamera senza il relativo avviso. «E questi cartelli devono essere ben visibili – spiegano dal comando della polizia municipale – a maggior ragione in casi del genere, visto che siamo nel campo amministrativo». E proprio i vigili urbani sarebbero una componente fondamentale in questa lotta al fenomeno delle discariche abusive, perché toccherebbe a loro – dopo la segnalazione da parte di Aamps e la ricezione delle immagini – individuare il trasgressore e sanzionarlo.
La multa per chi abbandona i rifiuti nelle vicinanze di una stazione ecologica, proprio come quella a due passi dal PalaMacchia, è pari a 50 euro, soldi che finiscono nelle casse comunali. E questo è il caso della donna rintracciata lunedì dalla polizia municipale, che l’ha sanzionata perché in via Allende sono stati ritrovati i suoi quaderni. Abbandonare gli ingombranti in altre zone della città, invece, può costare 600 euro, cifra destinata alla Provincia. E se viene riscontrata una gestione abusiva e continuativa dei rifiuti, oltre ai 600 euro ci sono anche il sequestro del mezzo e la denuncia. Insomma, i casi sono diversi, ma le telecamere fuori dalle stazioni ecologiche sarebbero un primo deterrente.
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