Il Tirreno

Livorno

Ostetricia e ginecologia, in pensione la primaria Angela Citernesi: ecco come ho cambiato il reparto

di Giulio Corsi
Ostetricia e ginecologia, in pensione la primaria Angela Citernesi: ecco come ho cambiato il reparto

Livorno, la dottoressa racconta come si nasce oggi in città: abbiamo umanizzato il percorso del parto e l’attenzione ai rischi è massima

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LIVORNO. In mezzo ai fiocchi rosa e celesti, all’ottavo padiglione si è celebrato un momento storico per la struttura di ostetricia e ginecologia: è andata in pensione Angela Citernesi, il primo primario donna nella vita di questo reparto, che andrà in pensione. «Non so come farò, guardi quante carte ho ancora sulla scrivania», dice seduta sulla poltrona in pelle rossa del suo ufficio, alla fine della penultima mattinata di lavoro. «Resterò qui fino all’ultimo minuto, poi chiudo la mia esperienza a Livorno con un aperitivo sulla terrazza dell’Hotel Palazzo da dove si ammira uno dei tramonti più emozionanti che io abbia mai visto. Ma tornerò spesso: ho scoperto una città bella e vivace che non conoscevo, e ho stretto amicizie importanti».

63 anni, senese di nascita, fiorentina di formazione, una ultraventennale esperienza da dirigente all’ospedale di Prato, Citernesi tornerà a casa, da dove cinque anni fa esatti - era il primo giugno 2012 - l’allora direttore generale dell’Asl 6 Monica Calamai l’aveva portata via affidandole la mission di rilanciare il reparto materno infantile dell’ospedale di viale Alfieri, che si era appena trasferito nel nuovissimo ottavo padiglione e che aveva bisogno di riconquistare la fiducia dei livornesi.

UN REPARTO UMANIZZATO. «Spero di esserci riuscita, sono convinta che oggi le donne livornesi possano trovare soddisfazione nell’offerta di questo reparto», commenta il primario. «In questi anni ho provato a cambiare l’atteggiamento generale, andando nella direzione voluta da medici e ostetriche di rispettare le aspettative della popolazione, umanizzando il nostro percorso-nascita e trasformando questo reparto in un luogo dove le famiglie e le donne accedono in maniera serena, dove possono contare sulle proprie forze, come è necessario che sia col travaglio, ma dove c’è un’attenta presenza dei professionisti, pronti ad attivarsi nel momento del bisogno».

CESAREO E PARTO NATURALE. Serenità e attenzione alla gestione del rischio clinico sono due delle parole che Citernesi ripete come un mantra. In quest’ottica sembra cambiato anche l’approccio al cesareo, «procedura da eseguire nel più breve tempo possibile nel momento del bisogno», ma anche soluzione talvolta abusata, sulla quale riflettere e impegnarsi in un dialogo con le pazienti: «Quando sono arrivata ce n’era qualcuno di troppo», ammette il primario.

IL PARTO IN ACQUA E A RITMO DI MUSICA. Tra le novità introdotte sotto la direzione Citernesi ci sono le tre vasche per il travaglio in acqua, la filodiffusione per arrivare al parto accompagnati dalla propria musica preferita e un’attenzione maggiore al controllo del dolore col potenziamento dell’azione analgesica. «Abbiamo lavorato per andare incontro alla sensibilità, ai desideri e alle aspirazioni delle donne - spiega - e in questo senso il maggior coordinamento tra noi operatori, attraverso un confronto quotidiano e l’analisi dei casi affrontati, e una costante comunicazione con le donne-pazienti sono state fondamentali».

MILLE NEONATI ALL’ANNO. La risposta della città si è vista, e non solo nei mille parti l’anno che da un quinquennio si registrano all’ottavo padiglione. «Ci sono i risultati in termini clinici a dirci che la direzione intrapresa è quella giusta - sottolinea Citernesi -, dalla riduzione delle complicanze alla nascita di bambini e bambine in buone condizioni confermata quotidianamente dai pediatri».

L’IMPORTANZA DI UN PADIGLIONE NUOVO. Parte del merito di questo feeling ritrovato con la città sta anche nella struttura: «Sono stata fortunata - dice il primario -, quando sono arrivata, l’ottavo padiglione era appena stato inaugurato. È un reparto che si presenta molto bene, un elemento di attrazione per la popolazione, costruito dalla direzione di Monica Calamai. Ecco, mi piace evidenziare questo fatto: una struttura voluta da una donna per le altre donne». «È chiaro - aggiunge la Citernesi entrando per un attimo nella querelle ospedale nuovo o vecchio - che un padiglione nuovo sarebbe un’altra cosa, ma devo dire che per me questa struttura è adeguata e in questi cinque anni non ho registrato alcun deterioramento».

L’IMPORTANZA DELLA SQUADRA. Il testimone di Angela Citernesi passerà adesso nelle mani di Edi Landucci. «È sempre stata la mia vicaria e lo resterà fino a quando non sarà nominato il nuovo direttore», spiega il primario. «Sono sicura che con lei continuerà il percorso intrapreso insieme di crescita di questo reparto, nel quale ci sono tante professionalità importanti. Penso tra le altre a Silvia Garibaldi o Giulia Zanca, giovani che arricchiscono molto questo gruppo. O tra le ostetriche a Marzia Chellini e Paola Favuzzi, ma anche a tutte le altre».

LAPAROSCOPIA E TUMORI: IL QUARTIER GENERALE È QUI. Accanto all’attività di ostetricia c’è anche quella di ginecologia, portata avanti dalla stessa equipe di 11 medici guidati da Citernesi. «È un settore importantissimo, nel quale siamo cresciuti molto - continua il primario -. Cisti torte, cisti ovariche, gravidanze extra sono tutte patologie che curiamo con la chirurgia mini-invasiva laparoscopica».

E poi le patologie oncologiche, con la chirurgia robotica fino all’intervento multidisciplinare: «Tutti i casi vengono presi in carico qui, anche quelli che poi indirizziamo altrove; su questo mi sono impegnata molto per evitare che nessuna donna sia abbandonata», sottolinea Citernesi. E aggiunge: «Molte le operiamo noi, proprio in questo momento la dottoressa Garibaldi sta facendo ambulatorio prechirurgico che poi confluirà in sala operatoria. Per altri trattamenti ci coordiniamo con oncologia e radioterapia. Ma anche dove non interveniamo noi, siamo il quartier generale di riferimento per tutte le donne. Nessuna ora resta più da sola».

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