Gioco
«Sul porto ci giochiamo il futuro di Livorno»
di Enrico Paradisi
Velo condivide l’appello delle imprese alle istituzioni locali per uscire dalla crisi. «Tirrenica vitale». Ecco il primo lotto della 398
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LIVORNO. La crisi a Livorno colpisce peggio che altrove, ed è una crisi che oltre ad aver coinvolto la grande industria, colpisce di riflesso anche quel tessuto che oggi rappresenta comunque una via di salvezza per il territorio, ovvero la piccola e media impresa. La Cna livornese, non a caso, chiede da tempo di aver un maggior margine di confronto alla politica e alle istituzioni per avere risposte alle molte urgenze che ci sono, perché, come evidenzia il presidente uscente Diego Nocenti, «le piccole e medie imprese rappresentano l’unica via di salvezza per il futuro occupazionale di questo territorio, ma ancora non registriamo dalle istituzioni locali segnali di reale percezione dell’esigenza di porle al centro di qualsiasi decisione venga presa».
Oggi, all’assemblea che eleggerà il nuovo presidente della Cna di via Martin Luther King, oltre al presidente nazionale Daniele Vaccarino, è previsto l’intervento della sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, che conosce molto bene la realtà del territorio.
«Non solo comprendo – dice Velo – ma condivido l’allarme che lancia Cna, soprattutto per quanto riguarda il territorio livornese. E condivido anche l’appello a uno sforzo più unitario tra istituzioni e imprese».
Dal punto di vista del governo, per la sottosegretaria all’Ambiente alcune cose a favore delle imprese però si possono rivendicare. Come ad esempio il percorso già avviato per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione, o il processo avviato della semplificazione di alcune norme, senza contare gli incentivi ai percorsi di reindustrializzazione che stanno portando a bandi sul territorio livornese e piombinese.
«Certo è chiaro – continua Velo – che la peculiarità della provincia di Livorno, in cui più che in altre parti della Toscana è presente la grande impresa, ha avuto due conseguenze: una crisi che ha colpito più duro e si è portata dietro le aziende dell’indotto».
Partiamo da Livorno. «A Livorno, la crisi del mondo del lavoro è evidente», sostiene Velo che aggiunge: «Qui ci vorrebbero davvero maggiori sforzi. Sono contenta che sia andato a buon fine il concordato su Aamps, però la scelta dell’amministrazione di non farsi carico della ricapitalizzazione, ha scaricato tutto il peso della vicenda sulle aziende dell’indotto».
Per Velo, comunque, la priorità per risollevare l’economia rimane legata innanzitutto al porto. «Il governo ha messo in campo la riforma del sistema portuale che per alcune parti sta già espletando la sua efficacia, in particolare sulla questione dei dragaggi che ho seguito e che con la nuova norma sta funzionando bene. Altre parti devono trovare ancora applicazione. Del resto l’assetto e la funzionalità del sistema portuale non è un mero fatto tecnico, ed essendo un asset strategico serve il massimo sforzo, perché progetti come la Darsena Europa oppure il collegamento ferroviario tra porto e interporto comincino a vedere un orizzonte temporale sostenibile. Non dico vicinissimo, perché mi rendo conto della complessità del progetto, ma soprattutto certo. Su questo ci stiamo giocando il futuro della seconda città della toscana».
Anche sullo stop arrivato recentemente dall’Europa all’autostrada Tirrenica, Velo esprime forte preoccupazione: «È un’infrastruttura vitale della Toscana costiera, la cui realizzazione è attesa da vent’anni e non può più essere rimandata».
Mentre si sviluppa l’assetto infrastrutturale del porto, l’altro tema su cui secondo la sottosegretaria ci vorrebbe maggiore impegno riguarda la prospettiva di diversificazione: «Forse uno sforzo in più in settori diversi dell’economia andrebbe fatto: penso al turismo oppure al sostegno della piccola e media impresa».
In provincia insistono aziende importanti come la Solvay: «Sulla Solvay non si può mai abbassare la guardia – afferma Velo – ma l’impegno congiunto del istituzioni ha funzionato. Comune, Regione e Governo hanno messo in campo tutte le azioni che hanno permesso all’azienda di proseguire gli investimenti e confermare la presenza sul territorio».
Infine, capitolo a parte per Piombino, attanagliata com’è dalla vicenda Aferpi, in cui per la sottosegretaria le istituzioni hanno fatto comunque la loro parte: «Qui la vicenda è complessa e anche densa di incognite e preoccupazioni. Ma anche in questo caso mi sento di rivendicare gli sforzi che abbiamo messo in campo tra Comune, Regione e Governo, perché sono arrivati 100 milioni di certificati bianchi per ridurre il costo dell’energia, 50 milioni sulle bonifiche e siamo in affidamento delle gare per partire con i primi lavori». «Oggi chi è in ritardo rispetto agli impegni presi è l’azienda, ma anche qui il governo ha inviato l’ultimatum all’imprenditore algerino, avviando la procedura della proroga del periodo di sorveglianza del Governo, perché quello che conta è che Piombino torni a produrre acciaio».
Intanto però qualcosa si muove sul fronte infrastrutturale, con una notizia importante sul tema della viabilità: «Il prossimo 12 giugno – annuncia in conclusione la sottosegretaria – presentiamo con il viceministro Riccardo Nencini, il progetto del primo lotto della bretella della 398, che poi porteremo al Cipe entro l’estate e quindi a gara».
Oggi, all’assemblea che eleggerà il nuovo presidente della Cna di via Martin Luther King, oltre al presidente nazionale Daniele Vaccarino, è previsto l’intervento della sottosegretaria all’Ambiente, Silvia Velo, che conosce molto bene la realtà del territorio.
«Non solo comprendo – dice Velo – ma condivido l’allarme che lancia Cna, soprattutto per quanto riguarda il territorio livornese. E condivido anche l’appello a uno sforzo più unitario tra istituzioni e imprese».
Dal punto di vista del governo, per la sottosegretaria all’Ambiente alcune cose a favore delle imprese però si possono rivendicare. Come ad esempio il percorso già avviato per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione, o il processo avviato della semplificazione di alcune norme, senza contare gli incentivi ai percorsi di reindustrializzazione che stanno portando a bandi sul territorio livornese e piombinese.
«Certo è chiaro – continua Velo – che la peculiarità della provincia di Livorno, in cui più che in altre parti della Toscana è presente la grande impresa, ha avuto due conseguenze: una crisi che ha colpito più duro e si è portata dietro le aziende dell’indotto».
Partiamo da Livorno. «A Livorno, la crisi del mondo del lavoro è evidente», sostiene Velo che aggiunge: «Qui ci vorrebbero davvero maggiori sforzi. Sono contenta che sia andato a buon fine il concordato su Aamps, però la scelta dell’amministrazione di non farsi carico della ricapitalizzazione, ha scaricato tutto il peso della vicenda sulle aziende dell’indotto».
Per Velo, comunque, la priorità per risollevare l’economia rimane legata innanzitutto al porto. «Il governo ha messo in campo la riforma del sistema portuale che per alcune parti sta già espletando la sua efficacia, in particolare sulla questione dei dragaggi che ho seguito e che con la nuova norma sta funzionando bene. Altre parti devono trovare ancora applicazione. Del resto l’assetto e la funzionalità del sistema portuale non è un mero fatto tecnico, ed essendo un asset strategico serve il massimo sforzo, perché progetti come la Darsena Europa oppure il collegamento ferroviario tra porto e interporto comincino a vedere un orizzonte temporale sostenibile. Non dico vicinissimo, perché mi rendo conto della complessità del progetto, ma soprattutto certo. Su questo ci stiamo giocando il futuro della seconda città della toscana».
Anche sullo stop arrivato recentemente dall’Europa all’autostrada Tirrenica, Velo esprime forte preoccupazione: «È un’infrastruttura vitale della Toscana costiera, la cui realizzazione è attesa da vent’anni e non può più essere rimandata».
Mentre si sviluppa l’assetto infrastrutturale del porto, l’altro tema su cui secondo la sottosegretaria ci vorrebbe maggiore impegno riguarda la prospettiva di diversificazione: «Forse uno sforzo in più in settori diversi dell’economia andrebbe fatto: penso al turismo oppure al sostegno della piccola e media impresa».
In provincia insistono aziende importanti come la Solvay: «Sulla Solvay non si può mai abbassare la guardia – afferma Velo – ma l’impegno congiunto del istituzioni ha funzionato. Comune, Regione e Governo hanno messo in campo tutte le azioni che hanno permesso all’azienda di proseguire gli investimenti e confermare la presenza sul territorio».
Infine, capitolo a parte per Piombino, attanagliata com’è dalla vicenda Aferpi, in cui per la sottosegretaria le istituzioni hanno fatto comunque la loro parte: «Qui la vicenda è complessa e anche densa di incognite e preoccupazioni. Ma anche in questo caso mi sento di rivendicare gli sforzi che abbiamo messo in campo tra Comune, Regione e Governo, perché sono arrivati 100 milioni di certificati bianchi per ridurre il costo dell’energia, 50 milioni sulle bonifiche e siamo in affidamento delle gare per partire con i primi lavori». «Oggi chi è in ritardo rispetto agli impegni presi è l’azienda, ma anche qui il governo ha inviato l’ultimatum all’imprenditore algerino, avviando la procedura della proroga del periodo di sorveglianza del Governo, perché quello che conta è che Piombino torni a produrre acciaio».
Intanto però qualcosa si muove sul fronte infrastrutturale, con una notizia importante sul tema della viabilità: «Il prossimo 12 giugno – annuncia in conclusione la sottosegretaria – presentiamo con il viceministro Riccardo Nencini, il progetto del primo lotto della bretella della 398, che poi porteremo al Cipe entro l’estate e quindi a gara».
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