Il Tirreno

Livorno

Alfea chiede i danni al Comune: tre milioni di euro 

di Juna Goti
Alfea chiede i danni al Comune: tre milioni di euro 

La società pisana fa ricorso al Tar per chiudere i rapporti con l’amministrazione livornese e presenta il conto

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LIVORNO. Lo scontro a suon di carte bollate ormai va avanti da tempo. Mentre l’ippodromo resta chiuso a chiave e l’erba cresce alta dove correvano i cavalli. Questa volta, però, il tribunale si troverà a giudicare una richiesta diversa: Alfea – la società pisana che gestisce le piste di San Rossore e che dovrebbe gestire il Caprilli – ha presentato un ricorso al Tar per chiedere di «porre fine al rapporto con il Comune di Livorno», che a suo dire «per anni si è svolto in modo illegittimo e ingiusto per esclusiva responsabilità del Comune». In altre parole ha chiesto di uscire definitivamente dalla partita. E per la prima volta ha messo nero su bianco una richiesta di risarcimento danni per più di 3,2 milioni di euro.

Nell’ultimo ricorso presentato al tribunale amministrativo della Toscana, i legali della società chiedono infatti di «dichiarare risolto», per «inadempimento del Comune», l’«accordo/contratto conclusosi tra quest’ultimo e la società» (con riferimento all’offerta che Alfea fece «in data 13 giugno 2012 e all’accettazione del Comune di cui alla determina dirigenziale 1843 del 27 giugno 2012»). E soprattutto, nelle 22 pagine, chiedono di condannare il Comune al «risarcimento dei danni subiti e subendi». Così quantificati: 73.558 euro a titolo di danno emergente e 3.144.436 euro a titolo di lucro cessante. In totale 3.217.994 euro, oltre a un ulteriore importo «quale danno all’immagine». Alfea ha fatto fare una perizia a un professore ordinario di economia aziendale all’Università di Pisa.

Il complesso tira e molla tra Comune e Alfea, iniziato negli anni dell’amministrazione Cosimi e da tre anni nelle mani dell’amministrazione Nogarin, alla fine non ha di fatto portato alla firma della concessione e alla riapertura dei cancelli. Almeno dalla scorsa estate il ritornello è stato spesso lo stesso: Palazzo civico che convoca la società per firmare dicendo che è tutto pronto, la società che contesta le condizioni dell’impianto definendolo inagibile.

«È in atto un ricorso al Tar, non aggiungiamo altro, ormai questa è una faccenda in mano agli avvocati», hanno tagliato corto ieri i vertici della società contattati dal Tirreno. «Ovviamente non vogliamo dare tre milioni di euro, la questione è tutt’altro che chiusa», ha commentato invece il sindaco Filippo Nogarin: «Ora c’è una partita legale che purtroppo vedrà una battaglia tra il Comune e Alfea e che è parte integrante del problema generato dalla passata amministrazione, che noi – sostiene – abbiamo tentato di risolvere permettendo con due affidamenti provvisori (alla Livorno Galoppo, ndr) l’apertura di due stagioni che hanno di fatto dato una possibilità al Caprilli». «Ci opporremo – ha concluso il sindaco –, però l’ippodromo è stato condannato dal combinato delle scelte sbagliate fatte dalla precedente amministrazione e delle scelte che purtroppo i governi che si sono susseguiti hanno portato avanti per il mondo dell’ippica».

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