Il Tirreno

Livorno

I bacini fra guai e intoppi: «Ora la gara vada avanti»

di Enrico Paradisi
I bacini fra guai e intoppi: «Ora la gara vada avanti»

Livorno, scossone del presidente dell’Authority per arrivare all’affidamento della gestione. Sotto gli occhi della commissione consiliare la situazione di degrado e abbandono

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LIVORNO. Gita fuori porta (a mare) per la commissione lavoro che ieri mattina, guidata dal presidente dell’Authority di sistema Stefano Corsini, ha varcato i cancelli dei cantieri Azimut, per visionare lo “stato dell’arte” del comparto dei bacini di carenaggio. Una gitarella che per lo più si è ridotta, come era prevedibile, a un già visto e a un già sentito, se si esclude lo slancio dello stesso presidente. «La priorità è liberare il bacino dalla nave, perché la gara deve andare avanti», ha subito messo in chiaro Corsini nel corso del tour che si è protratto per un paio d’ore (insinuandosi brevemente anche nel cuore della viva attività di Azimut, per una rapida occhiata ai grandi yacht in lavorazione).

L’Urania, protagonista del tragico incidente del 25 agosto di due anni fa in cui morì un operaio, giace sempre su un fianco all’interno del bacino galleggiante, mentre il grande bacino in muratura è fuori servizio, con le sue gru e strutture di servizio dismesse, il cemento che in più parti cade a pezzi e i locali di servizio e locali pompe allagati.
Enrico Pribaz, dirigente tecnico dell’Authority ha spiegato ai consiglieri il funzionamento tecnico delle due strutture, sottolineando che al momento, dopo il dissequestro, il bacino galleggiante è tornato nella disponibilità di Azimut, ma deve essere liberato dalla nave, mentre quello in muratura è allagato e fuori servizio e ha bisogno di un ripristino, come peraltro è previsto dal bando di gara. Siamo ancora nella fase di valutazione del danno e della conseguente procedura di rimozione del relitto per poi passare alla riparazione del bacino, ha fatto sapere il segretario generale Massimo Provinciali. Tuttavia l’operazione risulta più complicata del previsto perché la rimozione spetterebbe al proprietario della nave, ma c’è in corso un contenzioso: si sta valutando ancora come muoversi, per procedere ad un’eventuale ingiunzione perché la nave è comunque all’interno di un bene dell’Authority.

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«Un’area del genere abbandonata è uno scempio», ha rimarcato l’assessora Francesca Martini con elmetto di protezione bianco in testa, al pari degli altri che hanno preso parte al sopralluogo. «Spero che ci siano buone speranze per far ripartire la gara – ha aggiunto – ma i tempi sono lunghi e travalicano anche quelli della riconversione industriale. Quello in muratura è uno dei bacini più ambiti d’Europa, ci hanno detto che per ripristinarlo occorrono due anni e mezzo di lavoro». Poi ha rincarato: «Dispiace che tra le proposte raccolte da Invitalia, non ci siano proposte di investimento sul porto, credo che questo stallo scoraggi». Per Jari De Filicaia (Pd), uomo di banchina, niente di nuovo: «Non abbiamo avuto nessun elemento di novità. Il tour è comunque servito per passare dalla “teoria” alla “pratica”, e credo che le cose stiano come ci aveva già rappresentato a suo tempo l’Authority».

Tra i consiglieri di maggioranza, Francesco Bastone appare soddisfatto dalle parole di Corsini: «Abbiamo visto una realtà, e parlo dei bacini, che è come sospettavamo, cioè quasi in stato di abbandono. Accanto a questa però c’è una grande realtà che è quella di Azimut, e a vederle da vicino si apprezza il fatto che le due realtà possano coesistere. È necessario comunque fare presto, così come ci ha confermato il presidente Corsini: il suo impegno, ci ha detto, è far ripartire prima possibile il comparto bacini». Più deluso appare invece il collega di partito Valter Sarais che avrebbe voluto altre risposte, magari sulle responsabilità che hanno portato i bacini allo stato di oggi, e ha rimandato tutto a quelle che annuncia saranno le prossime audizioni sul tema in commissione.

Al tour hanno partecipato poi i consiglieri di Livorno Libera, Giuseppe Grillotti e Sandra Pecoretti, mentre per la maggioranza c’erano anche, oltre al presidente di commissione Daniele Galli, Marco Galigani, Edoardo Marchetti. Tra gli invitati come consulente dal M5s anche Adalberto Roncucci, capobacino dal 1975 al 2000. «Speriamo di riuscire a rimetterlo in moto: da anni sto cercando – ha detto – di far capire che di un bacino come questo, ad esempio, c’è una richiesta enorme per le navi da crociera. E se è vero che servono soldi per risistemarlo è vero anche che permetterebbe di farne altrettanti».

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