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Livorno

Cambia lo statuto ora Spil potrà gestire anche i parcheggi 

Cambia lo statuto ora Spil potrà gestire anche i parcheggi 

Lemmetti: «Potrebbe partecipare alla gara per le strisce blu» Opposizioni all’attacco: «Altro che reindustrializzazione...»

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LIVORNO. Era rinata come società della reindustrializzazione. Ora si prepara a gestire i parcheggi. Anche i parcheggi, come ripete l'assessore Gianni Lemmmetti. Il consiglio comunale ieri pomeriggio ha approvato (con i voti dei Cinque Stelle) una modifica allo statuto della società partecipata dal Comune che non passa inosservato. «Con questa modifica – spiega Lemmetti – andiamo ad aggiungere alcune attività all'oggetto sociale della società». In altre parole si va a ridefinire quello che Spil potrà fare in futuro, in aggiunta a quanto previsto già oggi. In che modo? Nel dettaglio nello statuto compare un capitolo che prevede per Spil: 1) la «gestione della sosta a raso ed in struttura»; 2) la «progettazione e l'attuazione di interventi e la partecipazione in qualsiasi modalità e forma a programmi e politiche inerenti la mobilità e l'ambiente».
Perché? «Perché vogliamo inserire nel piano industriale di Spil – risponde l'assessore – delle attività che possano generare flussi finanziari positivi». Insomma, l'obiettivo sarebbe quello di andare a caccia di entrate. E qui ecco il punto: «Prevediamo la possibilità di far partecipare Spil alla gara per la gestione dei parcheggi blu della città...». Oltre a fare «supporto all'attività degli uffici ambiente e mobilità del Comune».
Nel frattempo, però, la situazione finanziaria della società resta critica, con la richiesta di concordato preventivo già depositata in tribunale. «Il tribunale ha concesso oggi – fa sapere a questo proposito Lemetti a margine del consiglio – la proroga di sessanta giorni per presentare il piano di concordato, che quindi ora dovrà essere presentato entro luglio».
I Cinque Stelle votano la modifica dello statuto. Futuro, Città Diversa e Buongiorno votano no. Le altre forze di opposizione (Livorno libera, Pd, Forza Italia) tolgono il badge e non votano. «Invece di rilanciare la reindustrializzazione per creare occupazione e abbandonare la linea immobiliarista – si arrabbia Marco Cannito (Cd) –, aggiungono un'attività che mette le mani in tasca ai cittadini. Ammesso e non concesso che Spil si salvi, lo fa mettendo le mani in tasca ai cittadini con i parcheggi e vendendo alcuni gioielli immobiliari. A chi poi?». «La premessa – rincara – era Spil come volano di rilancio dell'economia e siamo arrivati ai parcheggi...».
Un concetto su cui mette l'accento anche Andrea Raspanti (Futuro): non si torna al core business – dice in sostanza – e si vota una modifica dell'oggetto sociale senza che il consiglio abbia mai discusso il piano industriale.
Il capogruppo del Pd, Pietro Caruso, aspetta ancora le risposte su quanto accaduto dentro la società negli ultimi mesi, con le dimissioni ai vertici rivelate dal Tirreno. «Non votiamo perché prima vogliamo capire se ci è stato nascosto qualcosa», ripete a margine. «Prima di votare un atto che cambia la natura della società, vogliamo capire cosa è accaduto fino a oggi, in particolare intorno alle dimissioni dei vertici nominati da questa stessa amministrazione». «Sono 71 giorni – si arrabbia – che siamo in attesa di vedere il verbale del consiglio di amministrazione del 6 di marzo scorso...». Quando sono state formalizzate le dimissione dell’ormai ex presidente Barbara Ferrone. «Cosa è accaduto dentro Spil? Cosa ha portato alle dimissioni dei vertici? Perché non vengono dati questi atti?».
«Avevamo presentato un'interpellanza chiedendo di vedere un piano industriale che giustificasse la modifica dell'oggetto sociale, ma non è stata messa in discussione, così non ci sono elementi per giudicare», spiega Giuseppe Grillotti (Livorno libera).
«Al netto delle modifiche previste dal decreto Madia per quel che concerne la composizione del cda, aprendo alla possibilità di avere l'amministratore unico – è invece la linea dei Cinque Stelle, riassunta da Daniele Ceselli –, le ulteriori modifiche dell'oggetto sociale, riguardanti gli ambiti della mobilità e dell'ambiente, aprono prospettive di continuità aziendale per una società in grave difficoltà finanziaria. E la continuità aziendale è propedeutica al mantenimento del patrimonio pubblico presente in Spil».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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