Gioco
Monsignor Giusti nel toto-nomina per andare a Sassari
L'indiscrezione rimbalza dalla Sardegna, ma la curia nega
LIVORNO. Dalla Sardegna arriva l’indiscrezione che nella roulette del toto-nomina per l’arcivescovado di Sassari mette il nome e il cognome di monsignor Simone Giusti, 62 anni a giugno, pisano di Cascine di Buti, da quasi un decennio al timone della diocesi livornese. Riferendo di voci raccolte nel clero sassarese, la “Nuova Sardegna” indica il monsignore-architetto in pole position per la successione all’attuale arcivescovo, padre Paolo Mario Virgilio Atzei, che a febbraio ha superato la fatidica soglia dei 75 anni: è l’età-limite che le regole interne della Chiesa hanno stabilito per far scattare l’uscita di scena di ciascun vescovo. Dunque, è sicuro che la guida dell’arcivescovado di Sassari sia in cerca di un nuovo pastore. Nella complessa geopolitica ecclesiastica, si tratta di una sede destinata al secondo gradino della carriera di un vescovo, che ha debuttato altrove: nell’ultimo mezzo secolo è avvenuto sempre così e Giusti sarebbe proprio alla seconda nomina dopo l’esordio a Livorno.
Il vescovo livornese – che in passato a più riprese ha confidato agli amici di essersi «sempre più affezionato a Livorno» – è impegnato con i lavori della Conferenza episcopale in cerca del proprio nuovo leader dopo Bagnasco. Dal quartier generale della curia si nega che attualmente queste voci abbiano fondamento. Risulta che, parlando con i più stretti collaboratori, il vescovo Giusti abbia riferito di esser stato informato della pubblicazione della notizia da alcuni amici di Sassari: il vescovo è andato a fare conferenze e meditazioni di preghiera in Sardegna, anzi proprio a Sassari, ma – questo il riassunto delle sue parole – al di là della stima e dell’amicizia di alcuni preti non c’è altro. Fra questi preti c’è probabilmente monsignor Mario Simula, vicario generale di Sassari: dev’essere buon amico di Giusti e di Livorno, visto che è nel comitato di redazione della rivista della pastorale per i giovani. In autunno è venuto a Livorno a un incontro con i preti e in gennaio è stato relatore insieme a Giusti a Cortona all’incontro catechistico.
In realtà, per lunghi anni nelle nomine episcopali i vertici della Chiesa hanno scelto di pescare all’interno di ciascuna regione: è stato anche il caso di Giusti al pari di quasi tutte le nomine toscane degli ultimi anni. Dunque, per Sassari il primo giro di orizzonte (ma anche il secondo, forse il terzo...) sarebbe all’interno della cerchia degli ecclesiastici sardi. Ma c’è un “ma”: nell’era di papa Francesco molte abitudini consolidate sono saltate, e talvolta semplici “don” hanno avuto incarichi di rilievo. Non basta: la regola del reclutamento (prevalentemente) su base regionale sembra contraddetta dalle nomine degli ultimi sei mesi: il veneto Fabio Dal Cin è stato mandato a Loreto, il bresciano Ovidio Vezzoli guiderà la diocesi di Fidenza, il cremonese Giancarlo Perego ha avuto la nomina a Ferrara, il laziale Giovanni Cecchinato è stato scelto per la Puglia di San Severo e l’emiliano Daniele Giannotti è stato spedito a Crema. Solo tre volte è stato rispettato il criterio regionale. Del resto, anche i predecessori di padre Atzei venivano dalla Puglia (Isgrò e Carta) o dalla Calabria (Saba).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
