Toscana
Pd: errore urbanistico la variante Prg dedicata a Esselunga
«Ben venga la concorrenza, ma finora il piano strutturale dava l’alt alla grande distribuzione nel centro della città»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «I nostri dubbi sulla variante adottata dal consiglio comunale sono essenzialmente urbanistici e non di altra natura». Parte da qui il Pd livornese perché vuol sgombrare il campo da equivoci e polemiche sulla propria posizione riguardo al caso Esselunga.
Non è un segreto che tanto il sindaco Nogarin quanto le forze di centrodestra hanno accusato il Pd di aver difeso a spada tratta l’egemonia della Coop. Cosa hanno da dire i “dem”? «Non siamo certo contrari all’apertura di Esselunga in città, ma – viene sottolineato – pensiamo anzi che un aumento della concorrenza potrebbe avere effetti positivi per i consumatori, pertanto se nel passato la politica cittadina avesse in qualche modo osteggiato l’arrivo di questo marchio in città avrebbe senza dubbio commesso un errore”.
Tuttavia, il documento dello stato maggiore livornese del Partito democratico tiene a ribadire: «Ma cosa si può contestare davvero alle passate amministrazioni di questa città nella vicenda di Esselunga? Esselunga acquista l’area poco tempo dopo l’approvazione del piano strutturale e l’adozione regolamento urbanistico, nei quali è previsto che le grandi superfici di vendita siano realizzate solo nei comparti di Porta a Terra, Porta a Mare e Nuovo Centro (nessuno dei quali, peraltro, all’epoca di proprietà della Coop)».
Non basta: «Esselunga – dice il Pd – non può neanche rivendicare la preesistenza di un immobile ad uso commerciale infatti come riconosciuto poi all’esito del lungo contenzioso giudiziario promosso nei confronti del Comune l’immobile di Viale Petrarca ha solo in parte una destinazione commerciale, e cioè nella parte già utilizzata dalla Fiat e dalla Lancia per la vendita delle auto».
Il Pd invita a ricordare inoltre che la variante che viene proposta adesso dalla grande catena Esselunga «non è solo una variante al regolamento urbanistico, ma anche una variante al piano strutturale vigente (su quello nuovo l’amministrazione di Nogarin non è evidentemente in grado di procedere) che precludeva la presenza di grande distribuzione nel centro città».
È questo il “cuore” dell’altolà di marca “dem” al provvedimento messo in campo dalla giunta M5s. «È legittimo prevedere varianti al piano strutturale» ma nel documento del Pd si insiste sul fatto che «proprio il livello strategico dell’operazione obbliga alla presentazione di una “Vas” (Valutazione Ambientale Strategica) che, in caso di interventi di rigenerazione urbana come, a detta di Aurigi, sarebbe quello in discussione dovrebbe prevedere percorsi partecipativi di cui non sia alcuna notizia».
Il Pd cittadino si dice contrario a questa operazione urbanistica per «motivi che avrebbero potuto essere ampiamente discussi nel dettaglio in consiglio comunale». Non è stato così perché – accusa il Pd – «gli assessori e il sindaco, limitandosi a chiamare al voto i propri consiglieri, hanno negato alla città un momento di confronto e approfondimento che avrebbe potuto far emergere con chiarezza le ragioni di ognuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non è un segreto che tanto il sindaco Nogarin quanto le forze di centrodestra hanno accusato il Pd di aver difeso a spada tratta l’egemonia della Coop. Cosa hanno da dire i “dem”? «Non siamo certo contrari all’apertura di Esselunga in città, ma – viene sottolineato – pensiamo anzi che un aumento della concorrenza potrebbe avere effetti positivi per i consumatori, pertanto se nel passato la politica cittadina avesse in qualche modo osteggiato l’arrivo di questo marchio in città avrebbe senza dubbio commesso un errore”.
Tuttavia, il documento dello stato maggiore livornese del Partito democratico tiene a ribadire: «Ma cosa si può contestare davvero alle passate amministrazioni di questa città nella vicenda di Esselunga? Esselunga acquista l’area poco tempo dopo l’approvazione del piano strutturale e l’adozione regolamento urbanistico, nei quali è previsto che le grandi superfici di vendita siano realizzate solo nei comparti di Porta a Terra, Porta a Mare e Nuovo Centro (nessuno dei quali, peraltro, all’epoca di proprietà della Coop)».
Non basta: «Esselunga – dice il Pd – non può neanche rivendicare la preesistenza di un immobile ad uso commerciale infatti come riconosciuto poi all’esito del lungo contenzioso giudiziario promosso nei confronti del Comune l’immobile di Viale Petrarca ha solo in parte una destinazione commerciale, e cioè nella parte già utilizzata dalla Fiat e dalla Lancia per la vendita delle auto».
Il Pd invita a ricordare inoltre che la variante che viene proposta adesso dalla grande catena Esselunga «non è solo una variante al regolamento urbanistico, ma anche una variante al piano strutturale vigente (su quello nuovo l’amministrazione di Nogarin non è evidentemente in grado di procedere) che precludeva la presenza di grande distribuzione nel centro città».
È questo il “cuore” dell’altolà di marca “dem” al provvedimento messo in campo dalla giunta M5s. «È legittimo prevedere varianti al piano strutturale» ma nel documento del Pd si insiste sul fatto che «proprio il livello strategico dell’operazione obbliga alla presentazione di una “Vas” (Valutazione Ambientale Strategica) che, in caso di interventi di rigenerazione urbana come, a detta di Aurigi, sarebbe quello in discussione dovrebbe prevedere percorsi partecipativi di cui non sia alcuna notizia».
Il Pd cittadino si dice contrario a questa operazione urbanistica per «motivi che avrebbero potuto essere ampiamente discussi nel dettaglio in consiglio comunale». Non è stato così perché – accusa il Pd – «gli assessori e il sindaco, limitandosi a chiamare al voto i propri consiglieri, hanno negato alla città un momento di confronto e approfondimento che avrebbe potuto far emergere con chiarezza le ragioni di ognuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
