Il Tirreno

Livorno

Guerra alle slot, il Tar boccia il Comune di Livorno

di Federico Lazzotti
Guerra alle slot, il Tar boccia il Comune di Livorno

A ottobre l’amministrazione vietava nuove sale a meno da 500 metri dai luoghi sensibili. «Atto irregolare»

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LIVORNO . Era il 13 ottobre dello scorso anno e il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, dalla sua pagina Facebook, annunciava con orgoglio l’inizio della guerra della giunta pentastellata alla ludopatia e al gioco d’azzardo in città. Primo passo: vietare, da quel momento in avanti, l’apertura di nuove sale gioco a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Quali? Ospedali, case di cura, strutture sanitarie, parchi pubblici, ippodromi, palestre, centri sportivi, sportelli di ascolto, ma anche centri commerciali e negozi di compravendita di oro.
Ora a distanza di sette mesi dall’approvazione del regolamento da parte del consiglio comunale, la seconda sezione del Tribunale amministrativo della Toscana ha partorito una sentenza che annulla l’atto votato e di fatti dà nuovamente il via libera al prolificare di sale slot. A presentare il ricorso, a metà dicembre, l’impresa Nolomatic, che gestisce sale giochi, e svolge attività di noleggio di apparecchi all’interno dei bar e tabacchi, e l’associazione nazionale servizi apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative (Sapar), in quanto rappresentante di gestori, produttori e distributori di apparecchi per il gioco lecito.

I MOTIVI. Sei i motivi che gli avvocati hanno presentato per avvalorare la loro tesi di «illegittimità del regolamento». Quello che ha giuridicamente convinto i giudici è il quarto che in pratica ha assorbito tutti gli altri. In particolare - si legge - «l’individuazione operata a livello regolamentare dei luoghi da ritenere sensibili sarebbe talmente ampia da rendere impossibile intraprendere nel territorio comunale, specialmente cittadino, alcuna nuova attività di esercizio sale giochi». Inoltre – lamentano i ricorrenti – «che tra i luoghi sensibili siano stati inseriti gli “studi medici” con dizione eccessivamente generica e tale da comportare il rischio, per l’imprenditore interessato, di rendere una falsa dichiarazione in quanto l’apertura della sala giochi è subordinata, tra l’altro, alla presentazione di un’autocertificazione circa il rispetto delle distanze di cui si tratta».

LE CONSEGUENZE. La sconfitta al Tar ovviamente brucia in Comune, ma viste le motivazioni dei giudici l’orientamento del sindaco è quello di non fare appello, bensì portare in consiglio comunale una mozione sugli orari di apertura, possibilmente già dal prossimo, fissato per il 24 maggio. Ciò significa fare un percorso inverso rispetto a quello precedente riscrivendo le limitazioni alle sale slot recependo gli indirizzi arrivati dal Tar.
«Come sempre – scrive il sindaco sulla sua pagina Facebook – noi rispettiamo le sentenze, anche se in questo caso non condivido la decisione dei giudici di Firenze. Nei mesi scorsi – va avanti – abbiamo ricevuto attestati di stima dai cittadini di mezza Italia per aver avuto il coraggio di mettere nero su bianco un regolamento molto stringente, che puntava a limitare al massimo la possibilità di aprire nuove sale slot. È da qui – conclude – che intendiamo ripartire: studieremo a fondo i rilievi del Tar e prepareremo un nuovo regolamento che sopporteremo con un’azione puntuale in consiglio comunale. Insomma, chi pensa di fermarci si accorgerà che non è così semplice».

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