Gioco
Il vescovo: la casa è un diritto biblico
Giusti incontra gli occupanti di via Corcos: sono con voi E invita il sindacato Asia Usb ad un percorso comune
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LIVORNO. «Io sono al vostro fianco per smuovere quanto prima questo immobilismo: è da quando sono arrivato che combatto per il diritto alla casa, che è un diritto biblico!». Il vescovo Simone Giusti non ha usato perifrasi per esprimere la propria vicinanza alle famiglie che attualmente stanno occupando la palazzina delle suore Figlie di San Paolo in Via Corcos. Ma più in generale monsignor Giusti ha espresso sostegno a tutte le famiglie rimaste senza un tetto, evidenziando la necessità che le istituzioni si coordinino e trovino risposte adeguate ad un problema ormai esplosivo in città.
E non è un caso che l’incontro tra il vescovo e le famiglie di via Corcos si sia concluso con un sonoro applauso.
Accompagnati da Giovanni Ceraolo, del sindacato inquilini Asia-Usb, i rappresentanti del gruppo hanno espresso la loro preoccupazione a monsignor Giusti per la grave situazione di disagio in cui molti si sono venuti a trovare a seguito di sfratti dovuti a morosità incolpevole e di come l’emergenza abitativa a Livorno sia divenuta insostenibile.
Il vescovo ha sostenuto che occorre un coordinamento ed una fattiva collaborazione tra le realtà che rappresentano molte situazioni di povertà, la diocesi e in modo specifico la Fondazione Caritas: non si devono creare occasioni di urto e di contrasto che rallentano solo il trovare soluzioni positive, occorre invece un dialogo più stretto per elaborare una strategia abitativa e progetti realizzabili a breve.
«Il problema – ha detto il vescovo – è che manca un coordinamento per una politica comune al fine della realizzazione di nuovi alloggi popolari o per liberare quelli occupati da chi non ne ha diritto o, ancora, per utilizzare quelli attualmente vuoti, come quello della Cigna o l’immobile Inpdap, già individuato dal sindacato inquilini, e soprattutto velocizzare certe pratiche burocratiche lente e costose che rallentano ogni progetto».
All’incontro era presente anche suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas, che ha rinnovato l’invito a tutte le famiglie attualmente in via Corcos ad usare la casa al Gabbro, struttura di proprietà della Diocesi dove ci sono utenze attive e locali adeguati.
Giusti ha chiesto di incontrare nuovamente Ceraolo e le persone ricevute in vescovado: “Questo è stato solo un primo incontro al quale ne seguiranno altri perché i problemi sono reali e vanno affrontati non con le parole ma con i fatti».
E non è un caso che l’incontro tra il vescovo e le famiglie di via Corcos si sia concluso con un sonoro applauso.
Accompagnati da Giovanni Ceraolo, del sindacato inquilini Asia-Usb, i rappresentanti del gruppo hanno espresso la loro preoccupazione a monsignor Giusti per la grave situazione di disagio in cui molti si sono venuti a trovare a seguito di sfratti dovuti a morosità incolpevole e di come l’emergenza abitativa a Livorno sia divenuta insostenibile.
Il vescovo ha sostenuto che occorre un coordinamento ed una fattiva collaborazione tra le realtà che rappresentano molte situazioni di povertà, la diocesi e in modo specifico la Fondazione Caritas: non si devono creare occasioni di urto e di contrasto che rallentano solo il trovare soluzioni positive, occorre invece un dialogo più stretto per elaborare una strategia abitativa e progetti realizzabili a breve.
«Il problema – ha detto il vescovo – è che manca un coordinamento per una politica comune al fine della realizzazione di nuovi alloggi popolari o per liberare quelli occupati da chi non ne ha diritto o, ancora, per utilizzare quelli attualmente vuoti, come quello della Cigna o l’immobile Inpdap, già individuato dal sindacato inquilini, e soprattutto velocizzare certe pratiche burocratiche lente e costose che rallentano ogni progetto».
All’incontro era presente anche suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas, che ha rinnovato l’invito a tutte le famiglie attualmente in via Corcos ad usare la casa al Gabbro, struttura di proprietà della Diocesi dove ci sono utenze attive e locali adeguati.
Giusti ha chiesto di incontrare nuovamente Ceraolo e le persone ricevute in vescovado: “Questo è stato solo un primo incontro al quale ne seguiranno altri perché i problemi sono reali e vanno affrontati non con le parole ma con i fatti».
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