Toscana
«Spinelli investiva, l’Authority l’ha respinto»
Lucarelli rivela chi era il socio pronto a rilevare il 70% del suo terminal dando lavoro a 100 addetti
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LIVORNO. L’aveva annunciato nel novembre scorso che c’era un imprenditore del settore, legato a lui, e pronto da un lato ad acquistare il 70% del Lucarelli Terminal e, dall’altro, a investire. Ma Cristiano Lucarelli il nome se l’era tenuto per sé («per il momento preferisce restare anonimo»). Adesso l’ex bomber amaranto rivela: si trattava di Aldo Spinelli.
Il titolare dell’impresa terminalistica ricorda di aver presentato all’Authority un piano di impresa che prevedeva 102 posti di lavoro a fronte di investimento di 25 milioni di euro in tandem con Spinelli: quei 102 posti, secondo quanto riferisce l’ex calciatore ora imprenditore, ci sarebbero state 82 assunzioni, oltre agli attuali 20 addetti. Ma Lucarelli se la prende con Palazzo Rosciano, perché il suo piano è stato respinto al mittente.
Mai stati tranquilli i rapporti fra l’ex giocatore amaranto e i vertici dell’Authority: a novembre, in una conferenza stampa al fianco del sindaco Filippo Nogarin, aveva detto che quel progetto era «la logica conseguenza di 14 mesi senza risposte da parte dell’Authority».
Di tutt’altro avviso l’Authority, a quel tempo guidata da Giuliano Gallanti: «Non possiamo fare due cose»: 1) agire in contrasto con il Prg portuale «consentendo stabilmente l’utilizzo del Molo Italia Nord da parte di navi ro-ro» e su questo si cita una sentenza del Tar che dà ragione a Palazzo Rosciano; 2) «fare l’imprenditore al posto di Lucarelli trovandogli noi traffici compatibili con le infrastrutture da lui detenute in concessione».
Il titolare dell’impresa terminalistica ricorda di aver presentato all’Authority un piano di impresa che prevedeva 102 posti di lavoro a fronte di investimento di 25 milioni di euro in tandem con Spinelli: quei 102 posti, secondo quanto riferisce l’ex calciatore ora imprenditore, ci sarebbero state 82 assunzioni, oltre agli attuali 20 addetti. Ma Lucarelli se la prende con Palazzo Rosciano, perché il suo piano è stato respinto al mittente.
Mai stati tranquilli i rapporti fra l’ex giocatore amaranto e i vertici dell’Authority: a novembre, in una conferenza stampa al fianco del sindaco Filippo Nogarin, aveva detto che quel progetto era «la logica conseguenza di 14 mesi senza risposte da parte dell’Authority».
Di tutt’altro avviso l’Authority, a quel tempo guidata da Giuliano Gallanti: «Non possiamo fare due cose»: 1) agire in contrasto con il Prg portuale «consentendo stabilmente l’utilizzo del Molo Italia Nord da parte di navi ro-ro» e su questo si cita una sentenza del Tar che dà ragione a Palazzo Rosciano; 2) «fare l’imprenditore al posto di Lucarelli trovandogli noi traffici compatibili con le infrastrutture da lui detenute in concessione».
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