Toscana
Bus, telecamere spente Non c’è accordo tra Ctt e sindacati
di Gianni Tacchi
Un contenzioso sulla privacy sta bloccando l’attivazione L’azienda: «Un dettaglio, l’obiettivo è avere l’ok a giugno»
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LIVORNO. Le aggressioni agli autisti dei nostri bus di linea continuano ad aumentare, ma le telecamere già installate su tanti mezzi non sono ancora attive. E l’allarme sicurezza è tornato a suonare dopo il caso di domenica pomeriggio, quando il conducente di un autobus è stato preso a pugni in via Grande mentre stava difendendo una collega.
Ma perché il sistema di videosorveglianza non funziona? Perché manca un accordo sulla privacy tra la Ctt Nord, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nella nostra città, e i sindacati, a partire dalla Filt Cgil che è in prima fila in questo contenzioso.
Per l’attivazione delle telecamere, che la Ctt ha comprato negli ultimi tempi facendo un investimento molto importante, serve infatti un’assunzione di responsabilità per poter riprendere gli utenti.
«L’azienda – spiega la Filt Cgil – ha chiesto agli autisti di firmare i documenti con un’assunzione di responsabilità sulla privacy non solo personale, ma riguardante anche tutti i fruitori del servizio di trasporto pubblico. E questo metterebbe a rischio i dipendenti in caso di esposti per violazione della privacy. Ecco perché l’accordo non c’è ancora, ecco perché è tutto fermo. Tocca alla Ctt prendersi queste responsabilità, d’altronde sarebbe l’azienda a vedere quelle immagini».
Le telecamere interne possono essere attivate dall’autista, premendo un tasto accanto al volante, in caso di aggressioni o atti violenti sull’autobus. Inoltre si accendono automaticamente quando si verifica un incidente, quando c’è un violento urto. A quel punto viene filmato tutto ciò che succede a bordo del mezzo, quindi nel sistema di videosorveglianza entrano anche i passeggeri. Ed è questo il nodo dell’accordo, da trovare non solo per quanto riguarda Livorno, ma anche per le altre province in cui il trasporto pubblico è gestito dalla Ctt Nord.
«Da parte nostra c’è la massima collaborazione – spiega Andrea Zavanella, presidente della Ctt – per ottenere l’ok all’attivazione delle telecamere, secondo la nuova normativa, avevamo due strade diverse, una sindacale e una ministeriale. Abbiamo intrapreso la prima e ci sono tutti i presupposti per arrivare presto a un accordo, speriamo già nelle prossime settimane. Una data? Speriamo di chiudere a inizio giugno, sarebbe importante per la sicurezza di tutti: autisti, controllori, passeggeri... Ci metteremo nuovamente al tavolo con le sigle sindacali per chiudere questo discorso, a volte la privacy va sacrificata per questioni di sicurezza. L’assunzione di responsabilità? Un dettaglio che risolveremo».
Sui bus di linea della Ctt c’è anche un pedale non visibile che l’autista, sempre in caso di emergenza, può schiacciare senza farsi notare dai passeggeri.
In quel momento l’autobus viene collegato in vivavoce con la centrale operativa dell’azienda, che ascolta tutto quello che succede a bordo e può informare le forze dell’ordine per un intervento. «Anche questi pedali fanno parte del pacchetto tecnologico che aspetta l’accordo con i sindacati – sottolinea Zavanella – ripeto che la nostra priorità, al di là della privacy e di tutti i dettagli che sono ancora in ballo, è la sicurezza di tutti. Purtroppo la situazione di Livorno è preoccupante, le aggressioni agli autisti e ai controllori dei biglietti sono in aumento e quindi c’è grande preoccupazione da parte nostra».
E il caso di domenica scorsa, con una lite tra due passeggeri che è finita con un conducente preso a pugni, è l’ultimo di una serie di violenze inaccettabili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma perché il sistema di videosorveglianza non funziona? Perché manca un accordo sulla privacy tra la Ctt Nord, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nella nostra città, e i sindacati, a partire dalla Filt Cgil che è in prima fila in questo contenzioso.
Per l’attivazione delle telecamere, che la Ctt ha comprato negli ultimi tempi facendo un investimento molto importante, serve infatti un’assunzione di responsabilità per poter riprendere gli utenti.
«L’azienda – spiega la Filt Cgil – ha chiesto agli autisti di firmare i documenti con un’assunzione di responsabilità sulla privacy non solo personale, ma riguardante anche tutti i fruitori del servizio di trasporto pubblico. E questo metterebbe a rischio i dipendenti in caso di esposti per violazione della privacy. Ecco perché l’accordo non c’è ancora, ecco perché è tutto fermo. Tocca alla Ctt prendersi queste responsabilità, d’altronde sarebbe l’azienda a vedere quelle immagini».
Le telecamere interne possono essere attivate dall’autista, premendo un tasto accanto al volante, in caso di aggressioni o atti violenti sull’autobus. Inoltre si accendono automaticamente quando si verifica un incidente, quando c’è un violento urto. A quel punto viene filmato tutto ciò che succede a bordo del mezzo, quindi nel sistema di videosorveglianza entrano anche i passeggeri. Ed è questo il nodo dell’accordo, da trovare non solo per quanto riguarda Livorno, ma anche per le altre province in cui il trasporto pubblico è gestito dalla Ctt Nord.
«Da parte nostra c’è la massima collaborazione – spiega Andrea Zavanella, presidente della Ctt – per ottenere l’ok all’attivazione delle telecamere, secondo la nuova normativa, avevamo due strade diverse, una sindacale e una ministeriale. Abbiamo intrapreso la prima e ci sono tutti i presupposti per arrivare presto a un accordo, speriamo già nelle prossime settimane. Una data? Speriamo di chiudere a inizio giugno, sarebbe importante per la sicurezza di tutti: autisti, controllori, passeggeri... Ci metteremo nuovamente al tavolo con le sigle sindacali per chiudere questo discorso, a volte la privacy va sacrificata per questioni di sicurezza. L’assunzione di responsabilità? Un dettaglio che risolveremo».
Sui bus di linea della Ctt c’è anche un pedale non visibile che l’autista, sempre in caso di emergenza, può schiacciare senza farsi notare dai passeggeri.
In quel momento l’autobus viene collegato in vivavoce con la centrale operativa dell’azienda, che ascolta tutto quello che succede a bordo e può informare le forze dell’ordine per un intervento. «Anche questi pedali fanno parte del pacchetto tecnologico che aspetta l’accordo con i sindacati – sottolinea Zavanella – ripeto che la nostra priorità, al di là della privacy e di tutti i dettagli che sono ancora in ballo, è la sicurezza di tutti. Purtroppo la situazione di Livorno è preoccupante, le aggressioni agli autisti e ai controllori dei biglietti sono in aumento e quindi c’è grande preoccupazione da parte nostra».
E il caso di domenica scorsa, con una lite tra due passeggeri che è finita con un conducente preso a pugni, è l’ultimo di una serie di violenze inaccettabili.
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