Il Tirreno

Livorno

Scontri vicino allo stadio 12 denunce per il derby 

Scontri vicino allo stadio 12 denunce per il derby 

Sei tifosi della Pistoiese e sei del Livorno sono stati identificati dalla polizia Ieri mattina le perquisizioni della Digos, nessun amaranto aveva il Daspo

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PISTOIA. Uno scontro voluto, un “appuntamento cercato” come lo definisce il vicequestore di Pistoia Luigi Larotonda. Oppure una situazione di pericolo innescata dal fatto che diversi tifosi del Livorno avevano raggiunto lo stadio a piedi, parcheggiando in zone lontane a causa dell’incidente mortale sulla tangenziale.
Qualsiasi sia stata l’origine dello scontro che ha coinvolto tra le 30 e le 40 persone, intorno alle 16, 15 di sabato 6 maggio sul viale Matteotti ci sono stati 5 minuti di fuoco. Pugni, bastonate e cinghiate. Con canne da pesca usate come bastoni insieme a mazze da baseball. In casa di uno dei denunciati, ieri mattina, la Digos ha trovato anche il piede di un tavolino, usato come strumento “atto a offendere”.
Del parapiglia che si è scatenato prima dell’ultima partita di campionato di Lega Pro tra supporters che la questura riconduce al gruppo “Pistoia 1312” e tifosi labronici sono stati, al momento, identificati in dodici. Sei di una parte, e sei dell’altra. Cinque dei sei tifosi pistoiesi sono già sottoposti a Daspo, e non potevano trovarsi nelle vicinanze dello stadio prima della partita. Dovranno rispondere di questo capo d’imputazione, oltre che di rissa con lesioni e possesso di lacrimogeni e oggetti atti a offendere in occasione di eventi sportivi. «Sommando i vari capi d’imputazione – spiega Larotonda – i tifosi colpiti da Daspo rischiano dai 4 agli 8 anni di carcere».
Denunce e perquisizioni a carico di tifosi della Pistoiese e del Livorno sono state eseguite dalla Digos all’alba di oggi, lunedì 15 maggio, a seguito degli episodi avvenuti sabato 6 maggio in occasione della partita dell’ultima giornata di Lega Pro disputata al Melani, terminata 2-0 per i labronici. In seguito alle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco ed eseguite dalla Digos pistoiese e dai colleghu livornesi, sono stati denunciati a piede libero sei tifosi della Pistoiese e sei del Livorno. Cinque dei sei tifosi pistoiesi erano già sottoposti a Daspo, e per essi la questura chiederà un inasprimento delle misure restrittive.
«Sottoporremo all’attenzione della procura – ha detto in conferenza stampa il questore Salvatore La Porta – la misura della sorveglianza speciale». Nessun tifoso livornese denunciato era sottoposto a Daspo, e nei loro confronti il capo d’imputazione è rissa con lesioni. Tra di essi anche un minorenne, mentre gli altri cinque hanno età comprese tra i 23 e i 20 anni. Sia ai tifosi pistoiesi che a quelli livornesi sono stati sequestrati oggetti atti ad offendere sul luogo della rissa, mentre ad alcuni pistoiesi sono stati sequestrati oggetti messi già a disposizione della procura dopo la perquisizione della mattina. Tra questi, oltre a manganelli, canne da pesca e piedi di tavolo usati come bastoni, alcune sciarpe con la scritta Pistoia 1312. Episodi del genere, ha commentato il questore «non fanno bene allo sport, e allontanano le famiglie dallo stadio. Episodi spiacevoli, ma circostanziati, erano già avvenuti lo scorso anno durante le partite con Piacenza e Spal. La rissa del 6 maggio può essere stata però determinata anche da un’altra circostanza». Al vaglio di procura e questura, infatti, due ipotesi: che i due gruppi di tifosi si fossero dati appuntamento, oppure che i supporters livornesi fossero sul viale Matteotti, a piedi, a causa dell’incidente sulla tangenziale. Lo scontro in cui è morto l’appuntato dei carabinieri Angelo Vivone, ha provocato diverse modifiche all’organizzazione del pregara. Molti tifosi amaranto hanno parcheggiato lontano dallo stadio, per poi dirigersi a piedi al Melani. Qui, intorno alle 16, 10, è avvenuto lo scontro. Due tifosi del Livorno, colpiti alla testa, sono ricorsi alle cure di un’ambulanza in servizio allo stadio. “Li stiamo cercando – spiega Larotonda – Purtroppo hanno fornito false generalità ai soccorritori” . Nessuno tra i tifosi della Pistoiese risulta essere rimasto ferito. Le indagini sono state condotte avvalendosi di testimonianze e immagini riprese da alcune telecamere. All’alba le perquisizioni nelle case degli indagati. «Sommando i capi d’imputazione, per alcuni di loro, c’è il rischio di diversi anni di carcere», spiega Larotonda. «Nei confronti delle persone già sottoposte a Daspo la questura chiederà provvedimenti ulteriormente restrittivi, come la sorveglianza speciale».
Tiziana Gori

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di Redazione web