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Nuovo Tribunale, l'ipotesi c'è: ecco i luoghi individuati
Livorno, dopo l’incontro tra il sindaco e il presidente dell’ordine degli avvocati: si stanno valutando due possibilità
LIVORNO . A Livorno un palazzo di Giustizia tutto nuovo, sul modello di Firenze tanto per intendersi, dove far confluire sia la sezione penale che quella civile, liberando (finalmente) gli edifici storici di via de Larderel e via Falcone e Borsellino: palazzi storici prestati per anni alla macchina giustizia nonostante problemi strutturali e logistici mai risolti nonostante centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici spesi.
La prima pietra di un progetto di cui si parla (invano) da anni è stata posata – lo sperano addetti ai lavori e operatori della giustizia – nei giorni scorsi durante un incontro avvenuto tra il sindaco Filippo Nogarin e il presidente dell’ordine degli avvocati Valter Maccioni a margine di un colloquio che riguardava l’avvocatura civica.
È bene dirlo subito: si tratta di un’idea di massima che al momento è ancora a uno stato embrionale, ma di cui – vista l’importanza – si è parlato anche nell’ultimo incontro della Conferenza permanente della giustizia alla quale erano presenti la presidente del Tribunale Maria Giuliana Civinini, il procuratore capo Ettore Squillace Greco, la dirigente del Tribunale Anna Maria Lena e il dirigente della Procura Filippo La Fauci.
Del progetto si dà conto nel verbale chiuso alle 12, 29 del 4 maggio scorso. Nella seconda delle tre pagine del documento ecco comparire poche righe che riguardano il nuovo palazzo di Giustizia di cui si ipotizzano anche due possibili localizzazione.
«Il presidente del Consiglio dell’Ordine – si legge – fa presente di ave avuto un incontro con il sindaco in occasione del quale, parlando delle problematiche logistiche relative agli uffici giudiziari ha fatto presente la disponibilità del Comune a valutare la possibilità di riunire tutti gli uffici giudiziari in un unico ampio palazzo individuandone uno potenziale in via dell’Artigianato o nella zona Aurelia viale Boccaccio, vicino alla polizia stradale: immobili di proprietà del Comune giù in costruzione».
Dunque, non solo una possibile localizzazione, ma anche strutture la cui costruzione è già avviata e dunque basterebbe adattarne gli interni in accordo con il ministero della Giustizia.
Spiega il sindaco Nogarin: «La volontà di riunire gli uffici esiste, perché la divisione dei due palazzi com’è adesso non è funzionale. Detto questo – va avanti – non ci sono al momento atti concreti e decisioni già prese. Bensì si è trattato di un incontro interlocutorio».
Più perplesso sulla localizzazione indicata nel verbale della Conferenza permanente della giustizia. «Sono stupito dall’ipotesi di viale Boccaccio...», chiosa senza aggiungere una alternativa.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’ordine degli avvocati. «Durante l’incontro che abbiamo avuto con il sindaco abbiamo affrontato anche il nodo del nuovo palazzo di Giustizia – conferma Maccioni –. Detto sinceramente – va avanti – l’obiettivo mio e dei colleghi è quello di terminare la carriera di avvocato in una struttura diversa da quella attuale». Il riferimento è a via De Larderel che versa – spiega il presidente – «in una condizione disperata».
Non se la passa meglio il palazzo di via Falcone e Borsellino dove convivono il tribunale penale e la Procura. Nel palazzo infatti stanno per partire i nuovi lavori per il risanamento della corte interna. Interventi che quasi certamente porteranno a disagi, a cominciare dalla chiusura della porta d’ingresso sugli scali del Vescovado e la creazione di uno spazio che potrà essere utilizzato dagli uffici giudiziari.
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