Gioco
Centro mondialità, con i tappi costruiti 5 pozzi in Tanzania
di Matteo Scardigli
Un nuovo testimonial per l’associazione, è Joao Bussotti (Atletica Livorno) «Sono contento e onorato». Nuovi obiettivi: una rete televisiva e tre cisterne
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LIVORNO. “Immigrati nullafacenti” e “aiutiamoli a casa loro”, c’è chi in queste frasi vede due problemi distinti e chi invece due elementi da combinare per creare un’opportunità. È il caso del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (Cmsr), associazione di volontariato livornese che in questo settore si presenta a testa alta con un nuovo testimonial, l’atleta azzurro Joao Bussotti Neves Junior (mezzofondista in forza al Gs Esercito ma tesserato per l’Ateltica Livorno) che illustra i risultati concreti ottenuti dai tanti progetti di cooperazione internazionale. Con un sogno personale che si chiama Tokyo 2020: i Giochi Olimpici.
Istruzione, approvvigionamento idrico e sanità; il Cmsr diretto da Paolo Siani è il ponte tra l’Italia e la Tanzania, là dove non ci sono scuole, né pozzi o acquedotti, né ospedali. “Li aiuta a casa loro” grazie alla carità e a tanto impegno, costruendo le strutture e trasferendo il know-how con iniziative auto-sostenibili. Il cavallo di battaglia dell’associazione per finanziare i progetti (un pozzo costa dai 5 ai 6 mila euro, e ne fanno quattro ogni anno) è la raccolta dei tappi di plastica da rivendere alle aziende che li riciclano, e solo nel 2016 ne ha accumulate diverse tonnellate per un totale di 30 mila euro grazie ai quali migliaia di persone in tre nuovi villaggi hanno l’acqua potabile. Già, perchè con il ricavato sono stati realizzati ben cinque pozzi in Tanzania.
Sempre a bordo del furgone (rubato qualche anno fa e ricomprato grazie alla generosità della gente) in lungo e in largo per la Toscana, un lavoraccio ricco di soddisfazioni che necessita di braccia forti e volenterose. Ed ecco che a Fabio Canaccini e Marco Solimano, presidenti rispettivamente del Cmsr e di Arci, tre mesi fa è venuta l’idea: dare a sei ragazzi ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria la possibilità di fare qualcosa per sé e per l’Africa. Insomma, l’obiettivo è il coinvolgimento dei migranti. E così Daonda Guinko Ousmane, Abdoulaye Bara, Traore Kalifa, Ouserinou Saine, Igiebor Amas Billy e Conde Mamady sono entrati di gran carriera a far parte di una nuova famiglia, che oggi annovera anche il campione di atletica leggera Joao Bussotti Neves Junior, cresciuto nell’Atletica Livorno, nel ruolo di testimonial che in precedenza era stato di Igor Protti. «Sono nato in Mozambico ma da quando sono qui con la mia famiglia abbiamo fatto sempre la raccolta dei tappi. Sono contento ed onorato – prosegue Bussotti, reduce dai mondiali di campestre che si sono svolti proprio in Africa – di poter partecipare anche solo con la mia immagine a questo progetto: è l’associazione aiuta in modo concreto le popolazioni africane e io voglio fare la mia parte».
Nel frattempo l’attività dei volontari e di chi svolge il servizio civile del Cmsr (quest'anno per la prima volta cinque di loro svolgono l'attività proprio in Tanzania) non si ferma e, tra il doposcuola gratuito per circa 40 bambini figli di stranieri, la collaborazione con Focsiv per “Abbiamo Riso per una cosa seria”, ed il commercio equosolidale presso la Bottega del Mondo di via della Madonna (il presidente Canaccini ricorda proprio l’importanza del negozio che vende prodotti africani e del sudamerica) , si pone tre nuovi traguardi da raggiungere: dare vita ad una rete televisiva nella regione tanzaniana di Dodoma, dove costruire anche tre cisterne da 10 mila litri per l’acqua piovana, ed affiancare ai tappi la raccolta dell’olio alimentare usato.
La buona volontà insomma c’è, così come le idee non mancano. Ogni aiuto è dunque benvenuto e magari diventa importante anche farsi conoscere fuori Livorno: e quale vetrina migliore delle Olimpiadi? Già una volta un campione come Aldo Montano ad Atene 2004 esultava con la bandiera amaranto “0586”, magari – toccando ferro, per scaramanzia – Bussotti a Tokyo 2020 potrebbe contribuire a questa missione di solidarietà.
Istruzione, approvvigionamento idrico e sanità; il Cmsr diretto da Paolo Siani è il ponte tra l’Italia e la Tanzania, là dove non ci sono scuole, né pozzi o acquedotti, né ospedali. “Li aiuta a casa loro” grazie alla carità e a tanto impegno, costruendo le strutture e trasferendo il know-how con iniziative auto-sostenibili. Il cavallo di battaglia dell’associazione per finanziare i progetti (un pozzo costa dai 5 ai 6 mila euro, e ne fanno quattro ogni anno) è la raccolta dei tappi di plastica da rivendere alle aziende che li riciclano, e solo nel 2016 ne ha accumulate diverse tonnellate per un totale di 30 mila euro grazie ai quali migliaia di persone in tre nuovi villaggi hanno l’acqua potabile. Già, perchè con il ricavato sono stati realizzati ben cinque pozzi in Tanzania.
Sempre a bordo del furgone (rubato qualche anno fa e ricomprato grazie alla generosità della gente) in lungo e in largo per la Toscana, un lavoraccio ricco di soddisfazioni che necessita di braccia forti e volenterose. Ed ecco che a Fabio Canaccini e Marco Solimano, presidenti rispettivamente del Cmsr e di Arci, tre mesi fa è venuta l’idea: dare a sei ragazzi ospiti del Centro di Accoglienza Straordinaria la possibilità di fare qualcosa per sé e per l’Africa. Insomma, l’obiettivo è il coinvolgimento dei migranti. E così Daonda Guinko Ousmane, Abdoulaye Bara, Traore Kalifa, Ouserinou Saine, Igiebor Amas Billy e Conde Mamady sono entrati di gran carriera a far parte di una nuova famiglia, che oggi annovera anche il campione di atletica leggera Joao Bussotti Neves Junior, cresciuto nell’Atletica Livorno, nel ruolo di testimonial che in precedenza era stato di Igor Protti. «Sono nato in Mozambico ma da quando sono qui con la mia famiglia abbiamo fatto sempre la raccolta dei tappi. Sono contento ed onorato – prosegue Bussotti, reduce dai mondiali di campestre che si sono svolti proprio in Africa – di poter partecipare anche solo con la mia immagine a questo progetto: è l’associazione aiuta in modo concreto le popolazioni africane e io voglio fare la mia parte».
Nel frattempo l’attività dei volontari e di chi svolge il servizio civile del Cmsr (quest'anno per la prima volta cinque di loro svolgono l'attività proprio in Tanzania) non si ferma e, tra il doposcuola gratuito per circa 40 bambini figli di stranieri, la collaborazione con Focsiv per “Abbiamo Riso per una cosa seria”, ed il commercio equosolidale presso la Bottega del Mondo di via della Madonna (il presidente Canaccini ricorda proprio l’importanza del negozio che vende prodotti africani e del sudamerica) , si pone tre nuovi traguardi da raggiungere: dare vita ad una rete televisiva nella regione tanzaniana di Dodoma, dove costruire anche tre cisterne da 10 mila litri per l’acqua piovana, ed affiancare ai tappi la raccolta dell’olio alimentare usato.
La buona volontà insomma c’è, così come le idee non mancano. Ogni aiuto è dunque benvenuto e magari diventa importante anche farsi conoscere fuori Livorno: e quale vetrina migliore delle Olimpiadi? Già una volta un campione come Aldo Montano ad Atene 2004 esultava con la bandiera amaranto “0586”, magari – toccando ferro, per scaramanzia – Bussotti a Tokyo 2020 potrebbe contribuire a questa missione di solidarietà.
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