Italia
Arrestati per frode, la cassaforte dei nababbi in una villa a Montenero
Livorno, la finanza ha eseguito cinque misure cautelari: i tre arrestati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Sequestri per 9 milioni
LIVORNO . La cassaforte segreta della famiglia Vivaldi-Karamuca, al centro della maxi inchiesta che ha portato all’arresto di tre persone e al sequestro di quasi nove milioni di euro per associazione a delinquere finalizzata alla frode ai danni dell’Erario, era nascosta in una villa sulla collina di Montenero.
È nell’abitazione dove vivono Artur Karamuca, 40 anni, da mercoledì 10 maggio in carcere, la moglie Alessandra Vivaldi, 33, finita ai domiciliari, e il fratello di quest’ultima, che i militari della guardia di finanza hanno trovato un vero e proprio tesoro: supercar dal valore di centinaia di migliaia di euro, gioielli e beni di lusso che negli anni i coniugi hanno accumulato – spiegano gli investigatori – «grazie a un sistema fraudolento di apertura e chiusura di cooperative impegnate nel facchinaggio e nella spedizione di merci che li ha permesso di non versare allo Stato almeno 10 milioni di euro».
In pratica – sempre leggendo le carte dell’inchiesta – il sodalizio criminale grazie a diversi prestanome e a un commercialista di fiducia (deceduto lo scorso anno) incassava i soldi che l’agenzia Bartolini, di anno in anno versava nelle casse delle cooperative per l’appalto del servizio che ha sede a Lavoria, ma gli amministratori, dopo aver pagato regolarmente tutti i circa duecento dipendenti, portavano le società a morire senza versare un euro di tasse nelle casse dello Stato. Inoltre negli anni le residenze dei principali protagonisti erano state trasferite in Albania.
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Ecco perché tutto ciò che entrava era guadagno e permetteva alla famiglia «di vivere nel lusso più sfrenato». Durante i due anni di inchiesta gli inquirenti hanno registrato viaggi in mezzo mondo senza badare a spese, serate al casinò, cene nei ristoranti stellati, l’ultima a Milano da Carlo Cracco, e partite di Champions seguite in tribuna Vip. Oltre a Karamuca, in carcere è finito anche Gianluca Vivaldi, 49 anni, residente a Rosignano Marittimo, suocero del quarantenne e padre di Alessandra che, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, fungeva da contabile interna delle cinque società cooperative (amministrate di fatto dal padre e dal marito). Al fratello della trentatreenne, Sean Vivaldi, 26 anni, gestore del locale Acquarius sul viale Italia, e a un argentino residente a Rosignano, Fernando Rusconi, è stata invece applicata la misura cautelare dell’obbligo di firma.
Tra i beni sequestrati una Mercedes Gts da 110mila euro, una Jaguar, un Ranger Rover Sport, una Maserati e una Mercedes Gle. Oltre alla villa a Montenero e alle auto sequestrate, in totale undici e tutte intestate fittiziamente a un ramo d’azienda per non essere rintracciate, durante le perquisizioni, degli investigatori coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci, sono saltate fuori anche due cassette di sicurezza in altrettante banche cittadine. All’interno i militari hanno trovato orologi Rolex e gioielli che ora dovranno essere valutati. Ma non solo, perché nelle disponibilità della coppia c’era anche una barca, un piccolo yacht Space 300 da circa settantamila euro, ormeggiato nel porto di Rosignano.
«Quello che è stato portato a termine – ha ricordato il comandante provinciale della Finanza Paolo Borrelli – è un servizio importante per un duplice motivo. I primi sono i risultati evidenti: 15 indagati e 5 misure cautelari più il sequestro di beni per 8,8 milioni di euro. Inoltre è importante per la qualità del sodalizio criminale che nel tempo ha evaso risorse all’Erario per circa 10 milioni di euro e distratto risorse dalle casse sociali per circa 5 milioni. Ecco perché – conclude – è bene ringraziare il nucleo di polizia tributaria e tutto il comando provinciale per il lavoro svolto e la procura della Repubblica con la quale c’è una forte sintonia di intenti».
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