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riqualificazione ex fiat

Esselunga più vicina, il consiglio adotta la variante urbanistica

Esselunga più vicina, il consiglio adotta la variante urbanistica

Livorno, il progetto fa il primo passo in avanti verso la costruzione di un supermercato di 4mila metri di spazio vendita, un parco da 5mila e un parcheggio interrato da 700 posti auto.

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LIVORNO. Il primo passo ufficiale è stato fatto: il consiglio comunale ha adottato il “piano di recupero di iniziativa privata, con variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico, per la riqualificazione dell’area ex Fiat”. In altre parole ha dato il primo via libera all’operazione Esselunga, che lungo il viale Petrarca vuole costruire un supermercato di 4mila metri di area di vendita, un parco da 5mila e un parcheggio interrato da 700 posti auto. «Un intervento di rigenerazione urbana che trasformerà un’area degradata», ha ripetuto l’assessore Alessandro Aurigi.


Sul piano politico, al primo round (il primo, perché l’iter in consiglio verso l’approvazione definitiva parte ora) il piano passa con i soli voti della maggioranza a Cinque Stelle (16, compreso il sindaco), che se le opposizioni non fossero rimaste in aula – come fa notare Marco Ruggeri (Pd) – non avrebbe avuto il numero legale per andare avanti. I contrari sono 12: il Pd, Buongiorno, Futuro, Livorno bene comune, due consiglieri di Livorno Libera (Sandra Pecoretti e Alessandro Mazzacca, che nei fatti si discostano da Giuseppe Grillotti, che si astiene). Marco Cannito, di Città Diversa, non c’è. Elisa Amato si astiene nonostante le battaglie fatte negli anni passati da Forza Italia per l’apertura di Esselunga in città. È lei stessa a ricordarle: «Esselunga è un obiettivo finalmente raggiunto, è una battaglia che come forza politica perseguiamo dal 2007 per eliminare il monopolio Coop». Ma «il problema è come è stato portato avanti il percorso da questa amministrazione, senza garanzie, senza ascoltare le categorie interessate…». Detto questo ha comunque votato sì all’immediata esecutività.
Le opposizioni a turno tornano a puntare il dito sull’operazione urbanistica: sull’interesse pubblico, sulla viabilità, sulle compensazioni annunciate. «Esselunga è stata presentata come la panacea di tutti i mali, ma queste varianti sono a vantaggio della città o di un privato? È un precedente pericoloso...», ripete ad esempio Giovanna Cepparello (Futuro). Un punto, quello dell’interesse pubblico, da cui parte anche Ruggeri, che va giù durissimo definendo l’operazione una delle «più grandi nefandezze urbanistiche». «Una nefandezza è stata far costruire il Nuovo Centro...», lo apostroferà più avanti Grillotti.
«Il problema – premette Ruggeri riassumendo la linea del Pd – non è Esselunga, io sono anche un cliente affezionato, il problema è dove si fa, perché si fa e se serviva alla città un altro centro commerciale». No, insomma, perché «non avete dimostrato dov’è l’interesse pubblico», perché «le compensazioni promesse sono scritte solo in un atto unilaterale della giunta» (e «i soldi al Goldoni glieli ridarà in gran parte lo stato con l’Art bonus»), perché «così passa il principio che si fanno varianti per i privati che lasciano degradare le loro aree». Tutta un’operazione a effetto per la prossima campagna elettorale secondo Monica Ria (Pd).
I consiglieri M5S nel corso del dibattito restano in silenzio, se si esclude l’intervento del capogruppo Daniele Ceselli per emendare e fare in parte propria una mozione delle opposizioni per chiedere che si apra un confronto con le associazioni di categoria per migliorare la convenzione tra Esselunga e Comune.
Così è sempre Ruggeri a chiedere che la votazione sulla variante avvenga per appello uninominale («ognuno di voi si assuma la responsabilità personale per gli esiti...»), attaccando: «Votare un atto come questo senza avere neanche il coraggio di difenderlo è inqualificabile». «Ci mettiamo la faccia eccome – controbatte deciso Ceselli – indecoroso è farsi dare lezioni sull’interesse pubblico dal Pd!». L’interesse pubblico c’è – risponde in sostanza – e faremo da garanti perché vengano coinvolti il tessuto locale e produttivo.
Filippo Nogarin assiste al dibattito quasi sempre da “bordo campo”, così Marco Valiani (Lbc) a un certo punto lo stuzzica: «Ma il sindaco è già a tagliare il nastro?».
Poi però a margine il sindaco esulta: «A 17 anni dall’acquisto dell’immobile da parte di Esselunga, all’interno di un’operazione di rigenerazione di un intero quartiere, vediamo finalmente Livorno al centro di un nuovo piano di sviluppo economico che prevede come primo aspetto la ripresa occupazionale. Qualcuno, nonostante questo, ha avuto la forza di votare contro: sono personalmente dispiaciuto del fatto che coloro che hanno impedito alla città di stare al passo con le altre città toscane rendendo questo territorio area di crisi complessa, oggi abbiano tentato di impedire l’ennesima opportunità».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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