Gioco
«Nessuna frode, è un atto sproporzionato»
L’avvocata dell’indagato: «Aveva riunito i beni proprio per pagare i debiti, inclusi quelli tributari»
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Così sembra che il mio assistito abbia cercato di aggirare il fisco, invece lo scopo del trust era quello di riunire i beni in due soggetti per procedere al pagamento di tutti i debiti, compresi anche quelli tributari». L’avvocata Anna Francini, che difende l’imprenditore livornese indagato, non ci sta e tocca alcuni punti del procedimento avviato dalla guardia di finanza nei confronti di Riccardo Garzelli. E parte proprio dalle motivazioni che sono alla base di questo istituto giuridico: «Per loro è stato usato come meccanismo per non pagare i debiti, invece è successo esattamente il contrario. Il mio assistito aveva optato per questa strada con lo scopo di adempiere proprio ai debiti, di certo non per sottrarsi a questi pagamenti. D’altronde gli immobili sono rimasti sempre in testa a lui, mica sono stati fatti sparire... Sono veramente senza parole, credo che questo sequestro preventivo sia inopportuno».
Francini critica anche i modi con cui, nella mattinata di ieri, è stata avvisata dalla Guardia di finanza. «La comunicazione è arrivata prima alla stampa e poi a noi - continua il legale difensore - ovviamente eravamo a conoscenza del procedimento in corso, ma abbiamo saputo del sequestro preventivo soltanto su internet. E questo non va assolutamente bene, è stato un gesto inopportuno sotto ogni punto di vista. Poi l’episodio è stato sbandierato in maniera eccessiva, veramente esagerata».
Tra disponibilità finanziarie, 84 immobili e quote societarie, comunque, sono stati sequestrati 5,6 milioni di euro a Riccardo Garzelli. E l’avvocata è rimasta sorpresa anche da questa cifra, «sicuramente sproporzionata rispetto al debito con l’Erario, che è addirittura inferiore rispetto ai circa 500mila euro comunicati dalla guardia di finanza». Poi è tornata sui dettagli dell’istituto giuridico: «Il mio assistito ha riunito i suoi beni in due trust, facendo le cose con regolarità e senza nascondersi dietro a un prestanome. Era una delle strade possibili per pagare i debiti, tasse comprese, e invece è arrivato questo procedimento con l’atto di sequestro preventivo. Ecco il perché del mio stupore».
(g.t.)
Francini critica anche i modi con cui, nella mattinata di ieri, è stata avvisata dalla Guardia di finanza. «La comunicazione è arrivata prima alla stampa e poi a noi - continua il legale difensore - ovviamente eravamo a conoscenza del procedimento in corso, ma abbiamo saputo del sequestro preventivo soltanto su internet. E questo non va assolutamente bene, è stato un gesto inopportuno sotto ogni punto di vista. Poi l’episodio è stato sbandierato in maniera eccessiva, veramente esagerata».
Tra disponibilità finanziarie, 84 immobili e quote societarie, comunque, sono stati sequestrati 5,6 milioni di euro a Riccardo Garzelli. E l’avvocata è rimasta sorpresa anche da questa cifra, «sicuramente sproporzionata rispetto al debito con l’Erario, che è addirittura inferiore rispetto ai circa 500mila euro comunicati dalla guardia di finanza». Poi è tornata sui dettagli dell’istituto giuridico: «Il mio assistito ha riunito i suoi beni in due trust, facendo le cose con regolarità e senza nascondersi dietro a un prestanome. Era una delle strade possibili per pagare i debiti, tasse comprese, e invece è arrivato questo procedimento con l’atto di sequestro preventivo. Ecco il perché del mio stupore».
(g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
